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Termopompa professionale, chi realizza la centrale termica?

Termopompa professionale, realizzare la centrale termica è il compito più delicato, ma servono solo un paio di accorgimenti che tutti gli artigiani possono applicare.

Ho sempre detto che il 30% di una centrale termica efficente parte dalla scelta e quindi dalla marca della termopompa professionale, o della pompa di calore professionale come la vogliamo chiamare, ma rimane sempre la base di partenza.

Bisogna poi avere le idee chiare di come distribuire l’energia termica prodotta dalla centrale termica e qiuindi capire come ottimizzare l’impianto esistente o quello nuovo che si andrà a realizzare, inserendo un elettronica in grado di dialogare con la macchina.

Sicuramente bisogna avere un quadro completo degli impianti che saranno realizzati a valle della centrale termica, o diquelli esistenti, per ottimizzarli al meglio e centellinare il più possibile l’energia termica prodotta.

Non mi stancherò mai di ripetere che ci sono 3 concetti di base da applicare in tutte le realizzazioni:

  • Elimina gli sprechi
  • Ottimizza gli impianti
  • Autoproduci l’energia che ti serve

Se abbiamo le idee chiare sin da subito, il risultato che otterremo sarà in grado di soddisfare le nostre aspettative, altrimenti sarà come fare un buco nell’acqua, quindi ragioniamo a piccoli passi e vediamo cosa è consigliato fare e come.

Sicuramente, il primo ragionamento è di capire quanta energia serve per mantenere in temperatura la casa, e qui il consiglio di base è quello di un calcolo dinamico del fabbisogno termico, che a differenza del vecchio modo di fare ci da un dato più vicino e veritiero sulla potenza termica della macchina e ci aiuta a stimare i consumi reali del sistema.

Non focalizziamoci solo sul fabbisogno per il riscaldamento, perché nelle nuove abitazioni capita sempre più spesso che la potenza termica da soddisfare con la centrale termica, e quindi anche con la termopompa professionale, non sia il carico termico invernale ma quello estivo, quindi attenzione a non inciampare sui soliti modi di fare.

Quando siamo sicuri del numero, possiamo scegliere la macchina, ma anche qui fai molta attenzione a quello che leggi e a dove peschi il numero, perché le schede commerciali possono nascondere molte lacune.

Diciamo che se devo guardare i dati di resa di una determinata termopompa, non mi limito a guardare i depliant o le broschure, preferisco guardare i dati di prova degli istituti che ne hanno certificato le rese in base alle diverse temperature di lavoro.

Personalmente consiglio solo macchine testate su laboratori europei, tipo il WPZ institute, che si sono fatti strada nel tempo per aver costruito camere climatiche in grado di simulare le più svariate temperature di lavoro e fornendo dati precisissimi che per chi cerca solo il meglio sono fondamentali da conoscere e capire.

Riporto la descrizione del WPZ institute

Il centro di collaudo per pompe di calore WPZ è un centro di collaudo accreditato secondo la norma EN 17025 e offre servizi di prova completi nel campo della tecnologia delle pompe di calore. Il test delle prestazioni del nostro ufficio specializzato include la determinazione della capacità di riscaldamento o raffreddamento, nonché i corrispondenti valori delle prestazioni (COP, EER). Questo viene fatto in conformità con i requisiti delle norme di prova internazionali EN 14511, EN 14825 o EN 16147 e con i requisiti estesi delle normative sui test EHPA, le linee guida ErP o NF.

Qui non si possono manipolare i dati e le macchine vengono testate in base ad una curva di lavoro che è in grado di capire subito i limiti del funzionamento e determina la bontà dell’apparecchiatura.

Non posso affermare che tutte le schede tecniche delle macchine che vedo sono veritiere al 100%, ma in Italia è vietato fare nomi e cognomi, quindi mi limito solo a dire di fare molta attenzione. A volte si prediligono marchi noti e conosciuti per mille ragioni, ma i risultati reali sono ahimè molto diversi da quello che vogliono farti credere, quindi fai molta attenzione.

Ma una volta che ti sei affidato ad una marca piuttoste che all’altra, di sicuro prima o dopo di qualcuno ti devi fidare e quando hai scelto facciamo il passo successivo, pensiamo alla progettazione dell’impianto.

Termopompe professionali e progettisti

Progettare significa mettere sulla carta l’insieme, quindi non c’è solo la parte idraulica ma c’è un larghissimo spazio per la parte elettrica. Se ragionando hai le idee chiare ottieni i massimi benefici, se invece anche in questa direzione applichi il vecchio modo di fare dove idraulico ed elettrico vanno per gli affari propri, ti lascio immaginare i risultati.

Vedila così, in modo semplice.

La termopompa alimenta la centrale termica.

All’interno della centrale termica ci sono gli accumuli, le pompe di rilancio e tutti gli accessori che servono in base alla tipologia di impianti che andrà a servire.

Poi c’è l’elettronica che gestisce il tutto.

La centrale termica è un’orchestra con molti strumenti e l’elettronica è il direttore d’orchestra.

Se non vengono coordinate in modo sapiente e amalgamati tra di loro, non esce una melodia, ma una musica stonata che porta a bollette salate, confort inesistente e continui interventi del centro assistenza che nessuno di noi vuole avere a casa propria.

Quindi quando si sceglie la macchina, bisogna scegliere anche l’elettronica e quando si progetta il tutto, bisogna tenerne conto.

Di sicuro, posso dare un paio di indicazioni che mi auguro si diffondano presto, perché il vecchio modo di fare è sempre dietro l’angolo.

  • Gli scaldasalviette sono elettrici, non colleghiamoli al collettore del riscaldamento. Porterebbero solo disagi e sporciziaa all’impianto di riscaldamento e non riusciranno mai ad integrare nei bagni la temperatura desiderata.
  • Inseriamo pompe di rilancio miscelate per il riscaldamento e dirette per il raffrescamento e/o la deumidificazione, altrimenti non potremo mai sfruttare al massimo i sistemi radianti per evitare il riscaldamento della massa.
  • inseriamo sempre un accumulo tecnico almeno da 100 litri, che aumenta in base alle dimensioni della casa. Con un elettronica intelligente è la prima batteria di accumulo da utilizzare e costa poche centinaia di euro. Serve anche a migliorare il funzionamento della termopompa in condizioni estreme.

Termopompe professionali ed installatori

E quando arriviamo a vederla sulla carta, siamo pronti per il terzo e ultimo passo, ovvero l’installazione.

Serve un supereroe mascherato col mantello?

Serve una persona preparata con anni di esperienza?

Serve un abilitazione particolare che solo in pochi hanno?

Ecco, un passo alla volta ci arriviamo.

Le prime due domande hano una risposta unica, non serve un miracolo per montare nel migliore dei modi una pompa di calore, ma non basta il progetto per quanto certosino possa essere. Mi piacerebbe dirti che basta il buon senso, ma le vecchie abitudini sono dure a morire.

Ci vuole solo un professionista che lavori con passione e sia disposto ad uscire dalle abitudini, abbracciando l’idea che c’è sempre spazio per migliorarsi e a volte mettersi in gioco è uno splendido momento per crescere professionalmente.

Sicuramente serve un professionista che sappia fare il suo lavoro.

Ecco, io ci metto poco, perché da quando faccio questo lavoro oramai in pochi minuti facilmente mi rendo conto delle persone e dei professionisti con cui dialogo, e purtroppo qui faccio fatica a dare consigli, ci vuole esperienza e bisogna passare tanto tempo in mezzo agli artigiani per aiutarli ad estrarre il massimo delle loro competenze, magari consigliando qualche miglioria per ottenere risultati eccellenti.

Di sicuro però, il professionista deve avere la certificazione Fgas e su quella puoi controllare tu stesso nel portale dedicato, lo trovi qui: registro nazionale imprese Fgas.

Ora, ci sono pompe di calore monoblocco e pompe di calore splittate.

Le monoblocco riscaldano e raffrescano l’acqua che serve all’esterno di casa e la portano all’interno con tubazioni di diametro importante. Sono preferite proprio da chi non ha la certificazione Fgas, ma nel tempo mi hanno dato più limiti che benefici, oggi le sconsiglio.

Le splittate sono quelle più versatili, fuori piazzi l’unità esterna e dentro metti la parte interna che riscalda e raffresca l’acqua a seconda della stagione. Richiedono una manualità maggiore e l’obbligo della certificazione Fgas, ma sono quelle che fino ad ora mi hanno dato maggiori soddisfazioni.

Di sicuro non ci sono artigiani adatti e artigiani non adatti.

C’è chi è disposto ad apprendere tecniche nuove di installazione e si presta amorevolmente alla causa, perché innamorato del proprio lavoro e chi invece pur di non fare un qualcosa di diverso, troppo ancorato con le sue abitudini, piuttosto racconta le solite leggende metropolitane pur di convinccerti che la soluzione è la caldaia a condensazione e gli split.

C’è anche la categoria che “è sempre meglio il pellet, perché è una scelta green”, ma rispondo con un sorriso affermando che l’unica legna green è quella con le radici piantate a terra.

Di sicuro all’artigiano che posso seguire e con cui mi soffermo sempre a parlare e a condividere il progetto prima di iniziare la realizzazione, posso dare sino ad ora un paio di consigli di base:

  • La termopompa produce calore e lo trasmette tramite l’acqua, non strozzare i tubi con le curve a pinzare classiche. Se puoi utilizza le piegatrici o al massimo chiedi le curve a passaggio totale, quei pochi euri possono fare tutta la differenza.
  • Di base serve un trattamento anticalcare, un rubinetto di carico automatico e un defangatore magnetico. Poi a seconda della complessità ogni impianto chiede le sue sicurezze, ma non lesinare mai sui componenti, perfavore!
  • Nei circuiti a bassa temperatura, non attaccare mai più gli scaldasalviette. Ho capito che abbiamo sempre fatto così, ma è il momento di cambiare e di non commettere più gli errori del passato.

E il passo successivo, per come la vedo e lo faccio tutti i giorni, è quello di fare da interprete tra elettricista, idraulico e committente perché scelta la termopompa professionale, inizia il lavoro del vero consulente professionista

termopompa professionale installatore

Termopompa professionale, per gli installatori serve un aiuto ed un interprete

Termopompa professionale e professionisti, serve un interprete!

Più fai lavorare la termopompa ad alte temperature più ti serve una macchina performante ma…

La pompa di calore alta temperatura e in primis le pompe di calore europee, danno il massimo se alla parte idraulica abbini la parte elettronica per il controllo delle temperature, e qui inizia il lavoro di interprete.

Non basta lo schema idraulico e lo schema elttrico, bisogna mettere i professionisti nella situazione di capire cosa stanno facendo, anche per condividere la cultutra e l’evoluzione che questi sistemi hanno avuto in questi ultimi anni.

Ecco che quando sono in cantiere, parlo 3 lingue diverse:

  • Semplice al cliente: il mio compito è di capire le esigenze degli ambienti e il come arrivare all’obiettivo prefissato, trasmettendo il tutto agli addetti ai lavori.
  • Tecnico al progettista: Dev’essere chiaro che il vecchio modo di fare viene messo da parte, quindi sin dall’inizio eliminiamo tutti gli strafalcioni e partiamo con le idee chiare.
  • Pratico all’installatore: Che tipo di tubo è meglio usare e chie diametro, ragionando sulla distribuzione e sui passaggi da fare in base all’involucro ed alle esigenze architettoniche.

Non è più difficile di così e non lo impari a scuola, ci arrivi dopo aver fatto tanti errori e dopo aver imparatche ogni operatore ha un proprio modo di vedere l’opera. Se ognuno fa la sua parte ne esce un capolavoro.

Poi c’è il collaudo, che se per molti è la nota dolente per me è uno spasso puro.

Personalmente provo sempre una grande soddisfazione quando accendo una termopompa professionale, perché avendone seguito i passaggi sono sicuro che la partenza è buona e in poco tempo il sistema viene tarato per soddisfare al massimo le esigenze dell’involucro e di te che lo dovrai vivere.

A differenza dei soliti marchi noti che dopo essere installati ti cotringono alla trafila dei numeri verdi, o li faccio personalmente per assicurarmi che tutto sia ad hoc e in quel momento faccio le prime tarature, quelle essenziali per fare caldo e freddo.

Ma poi la ciliegina sulla torta avviene con il monitoraggio da remoto dei sistemi in pompa di calore, solo le migliori pompe di calore o le migliori termopompe professionali europee ti danno accesso a tutti i parametri.

E da li pian piano posso regolare la macchina per soddisfare al massimo la risposta termica dell’edificio e quindi abbassare pesantemente i consumi, garantendo i massimi livelli di confort.

E se tutto viene eseguito sotto la mia supervisione, la garanza è quella più semplice ed efficace, non rimarrai mai al freddo e non avrai più pensieri per la gestione termica dell’edificio.

E adesso che hai una visione diversa, tu che centrale termica vorresti per casa tua?

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