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Sconto 50% in fattura acceleratore di povertà

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Sconto 50% in fattura o detrazione fiscale del 50% in 10 anni

La diatriba è aperta, sconto 50% in fattura o detrazione fiscale del 50% spalmata nei 10 anni come prima?

Mi hanno chiesto in molti di esprimermi a riguardo, clienti, professionisti che mi conoscono, artigiani che propongono le mie soluzioni ai loro clienti, la lista è veramente lunga.

Ho accettato più che volentieri, perché da consulente di serie A che sono, non posso esimermi dal far ragionare le persone difronte all’ennesimo teatrino messo in atto da chi gioca con l’economia della nazione, favorendo i colossi finanziari e tentando di indebolire sempre di più il tessuto imprenditoriale che ha costruito questo paese, gli artigiani.

Io non so chi tu sia, ma se leggi questo articolo innanzitutto sappi una cosa, non ti devo vendere nulla e quindi rilassati, sgombra la mente dai pensieri che ti attanagliano e mettiti comodo, perché in 3 minuti voglio farti capire quanto questa ennesima mossa di un governo miope, sia un acceleratore di povertà che mira a creare famiglie infelici, che non consiglieranno mai più le rinnovabili alle prossime generazioni.

P.S.: Non saltare i paragrafi, altrimenti non ci capisci una mazza e ci impieghi il doppio!

Sconto 50% in fattura o Detrazione fiscale, come funziona.

Per farla breve, visto che l’argomento non è come funziona la detrazione, oggi puoi acquistare un bene inserito in quello che hanno chiamato DL sviluppo, che già qui è una presa per il culo enorme, e chiedere che ti venga applicato lo sconto del 50% sull’importo finale.

Ovviamente tu lo puoi chiedere, ma l’azienda si può rifiutare, e se tu punti alla qualità del prodotto o servizio che sia, mi pare il minimo che l’azienda si rifiuti.

La strada tradizionale prevede che tu paghi l’importo per intero, te ne vedresti rimborsare nei 10 anni successivi, una quota complessiva pari al 50% di quello che hai speso.

Per inciso, sappi che all’azienda di quei soldi ne arrivano sul conto corrente solo il 92%, perchè lo stato ha ben pensato di trattenersi anticipatamente l’8% su ogni bonifico che tu invii dal tuo conto corrente all’azienda, quando chiedi le detrazioni fiscali.

Capito come funziona il meccanismo, vediamo cosa comporta…

Sconto immediato in fattura, la morte della PMI

Chiedere lo sconto in fattura e pretendere di avere il massimo dalla scelta che fai, è pura fantasia.

Se sei un possessore di partita iva, anticiperesti allo stato le tasse pur di fare lo sconto ad uno dei tuoi clienti?

Con i margini sempre più rosicati che ci sono nel settore dell’impiantistica, se vuoi offrire un servizio valido devi continuamente investire in sicurezza, formazione e attrezzature.

Destinare quei soldi agli sconti, ti aiuterà solo a chiudere prima.

Ti troverai a lavorare sottocosto e quando dal tuo conto corrente mancheranno i soldi per pagare i fornitori, i dipendenti, le tasse e tutto quello che ti lega al fare impresa, capirai perché contribuirà solo a creare sempre più clienti scontenti.

Difatti l’artigiano o la PMI che questi conti li fa tutti i giorni per lottare in un sistema malato e sopravvivere col sorriso perché accontenta i clienti, non prenderà mai e poi mai questa strada, che di fatto non è creata per questo tessuto imprenditoriale.

Vendo a metà prezzo…

Eppure la legge esiste ed è realtà, difatti non è difficile capire per chi è stata creata, e te lo spiego con parole semplici proprio per trasmetterti il concetto di acceleratore di povertà.

Le aziende vedono le tasse come un costo da tenere sotto controllo, che può diminuire se lavori bene e investi per far crescere la tua impresa o magari offri opportunità di lavoro a giovani promesse del settore, meglio ancora se fai innovazione e porti una ventata di aria nuova che nel belpaese serve sempre di più.

Ma esiste un’altra realtà, quella delle grosse SPA che fanno un lavoro diverso da quello delle PMI, giocano con la finanza.

Ovvero muovono talmente tanti di quei soldi che si possono permettere di investire denaro come farebbe un qualsiasi lupo di wall street.

E questa legge, quella dello sconto del 50% in fattura, va proprio a favore loro.

L’hanno fatta proprio per permettere ai grossi gruppi di realizzare una marea di campagne al limite della truffa, che ti promettono il meglio del meglio con lo sconto del 50% in fattura.

Quasi da poterti far credere di comprare la ferrari pagandola meno della fiat.

Ma l’inganno è dietro l’angolo…

detrazione fiscale o sconto in fattura

Detrazione fiscale del 50% in 10 anni o sconto immediato in fattura, la realtà non è quella che immagini tu.

Sconto del 50% in fattura, cosa crea veramente?

Se sottrai il 50% della spesa alla piccola e media impresa che ti realizza il lavoro in questione, vuol dire che non gli fai entrare soldi in cassa e non credere che i fornitori di materiale di questa azienda vogliano prendersi in carico il costo, non lo vuole nessuno.

Ovvio che l’azienda non se lo può permettere, perché deve pagare gli stipendi, il materiale, le ricevute bancarie di fine mese, tutti i costi legati all’impresa e si deve comunque prendere cura di te che sostieni quel costo puntando ad ottenere un dato risultato.

Ma ai grossi gruppi non interessa molto, interessa solo averti come numero in più. Tu per loro non sei un cliente, sei solo un numero.

Quando ti vendono un bene al 50% del suo costo succede che:

  • Sottopagano un’artigiano che lavora per quelle società fino a che non si rende conto che ci rimette o chiude definitivamente, e poi sparisce nel nulla.
  • Creano solo disservizi, perché se tu a quell’artigiano chiedi un favore o pretendi un’installazione fatta bene, non lamentarti se non ti ascolta nemmeno.
  • Accelerano la povertà del paese e del settore, perché l’economia gira per tutti, ma se il primo a non scommettere nel proprio paese sei tu non ti devi lamentare dopo.
  • Lavori contro l’etica del paese, perché la maggior parte di queste agevolazioni fiscali, finiscono con il creare delle società fantasma create solo per nascondere enormi buchi finanziari che guarda caso, prima o dopo saremo noi tutti a pagare.

E le associazioni cosa ne pensano?

Se pensi che il mio sia solo un piccolo colpo di tosse e non sei d’accordo, magari perché sei costantemente a caccia di risparmiare va bene, a me non cambia molto.

Però non lamentarti dell’effetto della scelta, perché il risparmio iniziale nasconde sempre sorprese, e se poi ti rivolgi ad uno degli artigiano che lavorano con diligenza e le tasse le pagano, non arrabbiarti quando ti negheranno il loro aiuto.

Per finire, in rete ti elenco una serie di associazioni che la pensano proprio come me ed esprimono tutto il loro disappunto.

Qui il link delle riflessioni fatte da edilportale: Sconto immediato al posto dell’ecobonus, aziende contro la proposta del Governo

Qui il sito lavoripubblici che non si risparmia a farsi da portavoce: Ecobonus, le imprese contro lo sconto in fattura previsto dal Decreto Crescita

Qui si muove la categoria dei serramentisti, direttamente sul sole 24 ore: Serramentisti e artigiani contro lo sconto in fattura

Per finire chiudo con un’articolo scritto dalla confartigianato di Lecce: ECOBONUS – No di Confartigianato a sconto in fattura

E alla fine, la mia opinione sull’ecobonus

Continuo a consigliare imprese locali ed a conoscere moltissimi professionisti che, con una guida come la mia affianco, realizzano opere d’arte e lavorano più per la passione che per il gusto di guadagnare tanti denari, e la maggior parte di questi sono artigiani.

Voglio continuare a sostenerli fino in fondo, ma anche tu che sei prossimo a realizzare un’acquisto che implica la detrazione fiscale devi capire la differenza tra un artigiano che lavora per te ed una SPA che ti vede solo come un numero.

Sono costantemente a contatto con persone e con famiglie che per investire chiedono finanziamenti e mi affidano il futuro della loro abitazione, compito di non poca importanza, e per loro rispondo a qualsiasi ora del giorno e voglio continuare a farlo.

Chi capisce che la detrazione fiscale è un aiuto per tutta la filiera e punta al risultato finale benvenga, chi non è d’accordo e vuole a tutti i costi spendere la metà. con la convinzione che non vi sia differenza, ha le ore contate ma non sarà mai nella lista dei clienti che richiedono la mia consulenza.

Per me i clienti sono famiglie da prendere per mano ed accompagnare alla meta, non sono dei numeri da incasellare su un un foglio excel per arrivare al budget di vendita contribuendo ad impoverire il paese che mi dà da mangiare tutti i giorni.

 

 

  • Pietro ha detto:

    La tua analisi non fa una piega, io infatti siccome sono interessato ad una ristrutturazione già questi ragionamenti gli abbiamo approfonditi e quello che dice Devis è verità.
    Come si fa a fare una legge del genere e chiamarla sviluppo?
    Legge fatta da politici sottosviluppati io direi.
    Questo è un settore che dovrebbe essere sostenuto con leggi serie che portino sempre di più le famiglie ad aggiornarsi con impianti che vanno nella direzione del risparmio e non solo allo stesso tempo salvaguardano l’ambiente dove viviamo, e ti pare poco!
    Anche perché le famiglie richiedono finanziamenti per poterli realizzare con costi importanti.
    Si chiama legge sviluppo
    Ma sviluppo di cosa!
    Siamo tutti presi in giro da una classe politica che fa solo i propri comodi, senza aiutare imprese e famiglie.

  • Francesco ha detto:

    Se non cambiano la legge, il danno è già fatto: i clienti si rivolgeranno alle grandi aziende (che fra l’altro non risparmieranno per pubblicizzare questa porcheria!!) e meno soldi per le PMI, posti di lavoro bruciati e chi più ne ha più ne metta (non serve fantasia…). Voglio vedere poi chi pagherà tutti questi danni.
    Dal canto, sarebbe stato meglio accollare il debito agli istituti finanziari che già di lavoro anticipano i soldi e se li fanno restituire in più anni, tanto per capirsi un finanziamento di cui il 50% a fondo perduto pagato dallo Stato, forse così la cosa potrebbe funzionare. Mi chiedono su quale pianteta vivono i nostri “economisti”….

    • Devis Barcaro ha detto:

      Dobbiamo selezionare la clientela ed essere più chiari.
      Se non ti puoi permettere un lavoro da 10.000 €, non chiedere il miracolo allo sconto in fattura.
      Chi non lo capisce, faccia pure la fine del topo, ma non venga a lamentarsi.

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