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Ristrutturare casa, 3 regole per non buttar via soldi con gli impianti

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Ristrutturare casa, 3 errori da evitare

Ristrutturare casa è uno dei pensieri più complessi e contorti che ti porta a percorrere due diverse strade.

O impari un sacco di cose nuove, pur di ottenere il risultato che ti sei prefissato all’inizio, o fai un periodo infernale scontrandoti con la vecchia mentalità ed il vecchio modo di fare, pregando di non doverlo fare mai più.

Ristrutturare casa di fatto vuol dire prendere una casa esistente ed apportar delle migliorie, per contenere la spesa energetica ed aumentare il confort interno, possibilmente senza tralasciare l”aspetto estetico.

Sono sicuro al 99% che questa affermazione ci mette sulla stessa frequenza, perché racchiude i concetti che di solito ci spingono ad investire denaro su una casa esistente.

A volte parliamo di una casa che magari riceviamo in dono da qualche parente che l’ha vissuta prima di noi, altre volte è un luogo particolare a cui siamo affezionati oppure -terza ipotesi- rappresenta quei 4 muri che racchiudono tutto il potenziale che in quel momento pensi di estrarre quando avrai finito tutti i lavori che pensi di realizzare.

Di fatto, se arrivi a leggere queste righe ti interessa come approcciare in modo corretto alla scelta degli impianti domestici, ovvero quello elettrico e quello idraulico, per ottenere il massimo confort invernale ed estivo che ti meriti, ottimizzando la spesa ed evitando tutti gli errori madornali che purtroppo affidandoti al metodo fai da te rischi di incontrare.

Partiamo dalle basi, e affrontiamo la domanda che probabilmente da quando hanno iniziato a classificare gli involucri, prende spazio e tempo nei pensieri comuni e trova difficilmente una risposta: Involucro o impianti?

Ristrutturare casa, l’involucro.

Te la faccio semplice, l’involucro è importante, ma non devi ammalarti a scegliere la soluzione iperperformante, ammenochè tu non voglia approcciare alla casa passiva che stravolge e cambia i ragionamenti.

Vedo spesso situazioni dove si passa dal valutare 20 cm di lana di roccia o 10 cm di rivestimento con grafite, guardando il millesimo che si ottiene con una scelta o con l’altra. Come ragionamento è fatto coi numeri, e di certo non lascia interpretazioni, ma la domanda principale che sfugge sempre è diversa.

Se metto un cappotto con 20 cm di lana di roccia o se metto i 10 cm di materiale chimico con grafite, oltre alla traspirabilità delle pareti, quale sarà la differenza di prestazioni della casa?

Anzi, la faccio ancora più semplice: Che differenza di bollette avrò con una scelta piuttosto che con l’altra?

Ecco, se vediamo di rispondere solo a questa domanda ti passa la voglia di mettere il cappotto, perché parliamo di numeri talmente piccoli da non essere nemmeno percepiti, parliamo di differenze inferiori ai 40€ anno in bolletta.

Aspetta, l’esempio è riferito alla casa da 150 m2 con 10 cm di cappotto in lana di roccia o con 10 cm di EPS con grafite, per dare due numeri tecnici la conduttività termica della lana di roccia è leggermente superiore a quella dell’EPS, se invece guardiamo la resistenza termica L’EPS è leggermente più performante della lana di roccia.

Te la dico coi numeri:

La resistenza termica di 10 cm di spessore di un cappotto in lana di roccia è di è 2,85 [m2K/W]

La resistenza termica di 10 cm di spessore di un cappotto in EPS con grafite è di 3,2 [m2K/W]

Per avere la stessa resistenza dell’EPS con la lana di roccia, servirebbero altri 2 cm di spessore.

Economicamente invece, la differenza in termini di costo è più elevata, ma non faccio esempi pratici perchè le variabili di costo sono troppe a tenere in considerazione e mi etichettano esperto di impianti domestici, ma quando si parla di lavori edili faccio 2 passi indietro per il rispetto della professione.

Sostanzialmente la differenza tra le due case, con lo stesso impianto di riscaldamento rigorosamente in bassa temperatura, è di circa 40€ all’anno.

Se non vuoi una casa passiva e punti al massimo in tutto puntando ad un risultato ottimale e garantito, una volta che hai delle buone finestre e isoli a dovere il tetto, scegli il pacchetto di isolamento che più si sposa anche con il tuo budget e procedi avanti tutta.

Incaponirsi e riversare tutto il budget a disposizione sul cappotto per poi rimanere senza euri quando è ora di scegliere gli impianti è sempre un problema, e difficilmente potrai porci rimedio.

Puoi riscaldare una casa spendendo qualche euro in più di energia elettrica in mancanza del cappotto, ma non puoi fare a meno del riscaldamento perché tutto il tuo budget è andato a finire nell’isolamento e non puoi più investire nella centrale termica e\o nel sistema di riscaldamento o raffrescamento adatto.

Ma non è questa la prima regola che voglio condividere con te, anche se ha tutto l’aspetto di essere un dettato da seguire… la prima regola vera è

Ristrutturare casa: pensa al risultato finito, immaginala come vuoi.

Ristrutturare casa, pensa sempre al futuro

Ristrutturare casa, pensa sempre al futuro

Capisco che può sembrare tutto fuorché un consiglio, ma pensare alla casa finita e perfettamente funzionante come la vorresti, ti aiuta ad arrivare prima all’obiettivo evitando di sprecare tempo e soldi.

Sembra una frase motivazionale, ma ti confesso che è quello che ogni santa volta che mi siedo di fronte ad un cliente sono chiamato a fare.

Aiutare il committente a focalizzare l’obiettivo è il primo passo che io come consulente devo fare per consegnare un lavoro migliore, sempre!

Come dico quando parlo della mappa degli impianti domestici, predisporre è meglio che dimenticare, ma se non conosci l’obiettivo da raggiungere mi sarà difficile capire cosa consigliarti di predisporre e cosa no.

Inoltre, sempre per rimanere in tema di servizi, se vuoi diventare energeticamente indipendente al 100% realizzando una casa ecosostenibile puntando ad un futuro senza bollette, la prima regola è produrre tutta l’energia che ti serve.

Quindi, dimmi come vuoi arrivare a vivere la tua casa e io ti posso aiutare con il secondo servizio, l’analisi dei consumi di energia.

Regola numero 2, scegli il 100% elettrico.

Ristrutturare casa, scegli il tutto elettrico

Ristrutturare casa, scegli il tutto elettrico

Alla faccia di tutti i conservativi che ancora vorrebbero metano, legna o pellet, sai che io sono dedito alle case senza gas dal 2016 e non prendo nemmeno in considerazione l’uso di altri combustibili che non siano l’energia elettrica.

La produciamo col sole, e ne produciamo precisamente quanta ne serve, senza limiti o pensieri.

E se ne possiamo produrre di più ben venga per l’auto elettrica e tutto quello che ci possiamo ricaricare, che ci slega anche dai combustibili fossili e dall’altra grande fetta dell’inquinamento, ovvero la mobilità.

Ma prima di pensare alle batterie elettriche pensiamo ad utilizzare gli accumuli come delle batterie termiche.

La sfruttiamo il più possibile anche grazie al dispositivo sviluppato assieme a Stefano Nichelatti di Gtech Energy che contiene le mie righe di codice, ovvero lo smart solar e, così facendo, si aprono le vie per la strada che conduce all’indipendenza energetica.

Non nomino nemmeno più il concetto di riscaldamento, raffrescamento e deumidificazione.

Per quello oramai do per scontato che tu scelga una termopompa professionale evitando i 1000 problemi e le insidie tipiche della fase “scegliere il riscaldamento ideale per ristrutturare casa”

Regola numero 3, pensa al trifase

Ristrutturare casa, scegli il trifase

Ristrutturare casa, scegli il trifase

Oggi non è un nemico da combattere ma un opportunità da cogliere.

Purtroppo il vecchio modo di fare demonizza il trifase e vorrebbe la casa connesso con i 6 kw di energia elettrica, perché l’abitudine ha sempre portato in quella direzione, ma i tempi cambiano.

Se pensi alla classica condizione invernale dove la moglie è in cucina, i figli stanno studiando o giocando, la TV è accesa, tu ritorni a casa stanco dal lavoro e dopo aver salutato tutti vai a farti una doccia…

Non ha senso spendere decine o centinaia di migliaia di euro per ristrutturare una casa, se poi quando te la godi e sei sotto ad una bella doccia calda, salta la corrente perché i 6 kW non ti bastano e tua moglie grida quel tanto che la sentono anche nella piazza del paese invitandoti a rivestirti di corsa andando a riarmare il contatore dell’Enel.

E se non vuoi che succeda, hai due alternative:

  • O installi il controllo dei carichi, ma quando magari a farsi la doccia è tua figlia o tua moglie, per non far saltare la corrente il phon non parte e quindi tocca sempre a te muovere il culo…
  • O spendi quei 18€ all’anno in più per ogni kW aggiuntivo che chiedi a casa tua, accettando tutti i benefici del trifase.

Trifase perché puoi realizzare fino a 20 kW di impianto fotovoltaico senza pensieri e utilizzare tutta quella quantità di energia per casa e per le auto.

Trifase perché non avrai più problemi di energia elettrica, non ti salterà la corrente e potrai sfruttare a pieno casa tua.

Trifase perché costa esattamente come il monofase, ma a molti professionisti ancora non gliel’hanno detto…

E a questi 3 consigli potrei aggiungerne veramente tanti altri, ma te li potrò rivelare se sceglierai la mia consulenza di base per trovare la TUA strada migliore per arrivare un giorno a vivere senza bollette.

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