Pompe di calore o termopompe professionali?

Termopompe professionali o pompe di calore

Quando parlavamo di pompe di calore, parlavamo di condizionatori d’aria che facevano anche aria calda, e tuttora indichiamo quelle apparecchiature chiamandole così. Oggi invece nel panorama del riscaldamento domestico compare una categoria vincente: Le Termopompe Professionali.

Termopompe professionali o pompe di calore?

Con tutti gli acronimi che sono entrati nel nostro lessico in questi ultimi tempi, anche noi addetti al settore facciamo confusione e tendiamo a dare per scontato troppe informazioni.
E se a far casino sono i tecnici, gli ingegneri e gli insider, figuriamoci il mercato ed i clienti finali cosa percepisce…
Oggi, quando si parla di riscaldamento, spesso si sente nominare la fatidica pompa di calore, spesso anche nominata con il suo acronimo PDC, ma ahimè, qualcuno racconta le bugie e qualche cliente che poi le scopre si arrabbia parecchio!
Cerchiamo di far chiarezza in modo semplice. Non vorrei iniziare dicendo che il freddo non esiste, sarebbe da lezione sulle leggi della termodinamica, ma facciamo qualche ragionamento portando piccoli esempi pratici.

Hai presente il condizionatore?

Quello che hai sempre usato per raffrescare i tuoi ambienti, quello che dentro ha lo split (che si chiama in gergo “unità interna”) e fuori ha un apparecchiatura col motore ed il ventolone che etichettiamo come unità esterna (che in gergo si chiama “motocondensante”). Questi due componenti, uniti assieme da due tubi di rame e qualche cavo elettrico, compongono il condizionatore o il climatizzatore d’aria come lo vogliamo chiamare.
Quando è estate, chiediamo al condizionatore di partire per fare fresco: dopo alcuni minuti avremo che l’unità interna tratta l’aria dell’ambiente e la raffresca, mentre avremo la motocondensante che prende l’aria esterna e la riscalda ulteriormente. Ora per dovere di cronaca, per non prendere un ammonimento dai colleghi, ti fornisco qualche numero in più.
In un ciclo frigorifero completo (quello del condizionatore, è un ciclo frigorifero), il compressore comprime il gas (qui i numeri del R134a) che passa dallo stato gassoso a quello liquido. In questa prima fase il gas raggiunge temperature massime elevate (vicine ai 75°) che passano all’interno della batteria della motocondensante (la parte fuori che assomiglia al radiatore di una macchina) e che ne raffredda molto la temperatura, all’uscita della batteria, il gas arriva ad una temperatura indicativa di 30°.
Qui il gas passa attraverso una valvola di laminazione, ovvero un componente dell’impianto che attraverso una parziale ostruzione del passaggio del fluido, ne trasforma la forma. Difatti all’entrata della valvola il gas è liquido, all’uscita il gas diventa vapore e si abbassa notevolmente la temperatura. Qui il gas arriva a temperature vicine agli 0°.
Dopo della valvola, il gas passa all’interno della batteria dell’unità interna e succedono due cose, l’aria che passa attraverso la batteria si raffredda (tecnicamente cede il calore contenuto…) ed inoltre lascia attaccato alle alette della batteria la condensa (che è il vapore contenuto all’interno dell’aria). Il gas quindi ha finito il suo ciclo e ritorna nel compressore per ricominciare daccapo. Al compressore ritorna ad una temperatura vicina ai 20°
Ho cercato di condensare in modo abbastanza semplice il ciclo frigorifero, indicandoti i processi e le temperature del gas che viene utilizzato per i condizionatori, ci sono altri tipi di refrigerante che arrivano a temperature diverse e, sono indicati per altre lavorazioni.

Il ciclo appena descritto serve a raffreddare

E se volessimo invece riscaldare?
Semplicissimo, invertiamo il ciclo. Quindi raffrescheremo l’aria esterna e riscaldiamo l’aria interna.
Per essere pignoli e rispettare la termodinamica, cercheremo di trasferire il calore dall’esterno all’interno… Questo ciclo si chiama anche “inversione di ciclo” o ciclo in pompa di calore, e qui nascono i casini.
Tutti i climatizzatori oramai sono dotati della funzione pompa di calore, ed anche della tecnologia inverter, ma li chiamiamo climatizzatori, condizionatori, split. Li chiamiamo con il suo nome.

Ma come funziona una pompa di calore?

Metti un circuito frigorifero sopra ad un contenitore d’acqua da 80, 100, 200, 300 litri. Isola bene il contenitore dell’acqua, fai che il ciclo frigorifero rinfreschi l’aria esterna e riscaldi l’acqua, ovvero invece di avere un radiatore che riscalda l’aria esterna, ha una serpentina che ha la medesima funzione ma, cede il calore all’acqua contenuta all’interno del serbatoio…
Il risultati si chiamano Pompe Di Calore, più conosciute con l’acronimo di PDC.
Svelato il segreto (segreto di pulcinella percarità, ma per far chiarezza preferisco spiegare tutto), anche le PDC si dividono in due categorie, molto semplice distinguerle e molto facile intuirne le diverse funzionalità.

PDC per ACS = pompe di calore per Acqua Calda Sanitaria

Tipicamente un serbatoio da tot litri che, nella sua parte superiore, nasconde il compressore che utilizza per riscaldare l’acqua contenuta all’interno.

PDC per ACS e riscaldamento, le più complete

Queste pompe di calore, nascono per riscaldare anche l’acqua del nostro impianto di riscaldamento, ma nascondono parecchie insidie.
Devono essere accuratamente selezionate, e non è detto che il termotecnico sia il risolutore, sia la persona più indicata per indicarti la taglia, ma soprattutto, devono essere installate da personale qualificato.
E’ una tecnologia che sta prendendo sempre più piede nel nostro paese, in quanto quasi tutte le case in classe A che si stanno costruendo ne hanno o ne devono avere una.
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Ma non è finita, abbiamo la terza versione, la pompa di calore ibrida

E’ quella che ha la funzione di riscaldamento per acqua calda sanitaria ed acqua tecnica (quella del circuito di riscaldamento), ma lavora parallelamente ad una caldaia.
In buona sostanza una via di mezzo che non sa ne di carne ne di pesce, cioè la preferita di chi con le pompe di calore non ci sa fare e per pararsi il culo racconta che non è possibile.
Ma a far breccia da poco, nel lessico comune, nelle ville e nelle case di chi punta ad eliminare il gas, finalmente arrivano loro a fare il loro lavoro come tutti noi vorremo:

Le  Termopompe professionali

Prima di vederle e di svelarne alcuni passaggi però, attenzione a non incappare nell’errore più comune e banale, ma anche il più pericoloso.
Ad oggi molte abitazioni potrebbero staccarsi dal gas e puntare ad azzerare la bolletta.
Certo che per la cottura basta ripiegare per un piano ad induzione ed il gioco è fatto, ma per il riscaldamento non è così semplice, bisogna valutare molto attentamente alcuni fattori.
La maggior parte delle case può passare alla pompa di calore semplicemente adeguando la centrale termica ed eliminando la vecchia caldaia.
Altre invece devono ricorrere ad alcune migliorie agli impianti esistenti, sicuramente lavando gli impianti e rivedendo alcuni particolari, ma in buona sostanza cambiando radicalmente le proprie abitudini di riscaldamento, abbandonando l’idea di riscaldare solo quando si è in casa e abbracciando la filosofia di mantenere una temperatura confortevole sempre.
Non serve che in questo istante elenchi i benefici di una temperatura costante, in estrema sintesi aiuta a consumare meno e rende molto più confortevole la propria abitazione.
Ma la riflessione finale, dopo la premessa che ho voluto fare per chiarire un po di confusione, serve a mettere a confronto quello che si è tentato di fare fino a ieri, con quello che realmente può funzionare anche domani.
Come funzionano le termopompe professionali, il ciclo frigorifero
Come funzionano le termopompe professionali, il ciclo frigorifero
Vediamo quindi cosa offre oggi il mercato delle termopompe, termine che indica dei macchinari che nascono con lo scopo di riscaldare l’acqua quando le temperature sono basse.

Pompa di calore quale scegliere?

Il mercato nazionale offre 3 macrocategorie di apparecchi:

  • Il brand famoso del condizionamento, che ha preso la sua motocondensante che nasce per fare aria calda e fredda, l’ha modificata alla meno peggio per lavorare con l’acqua e te la spaccia come il gioiellino del mercato.
  • Il costruttore di caldaie, che non sa nemmeno da che parte iniziare a produrre una pompa di calore ma la acquista da quelli sopra, e mette il proprio nome affianco all’acronimo PDC.
  • Il produttore di refrigeratori d’acqua (ce ne sono veramente tanti, soprattutto in Veneto), che vende apparecchiature fantastiche per raffrescare i tuoi uffici, che vanno anche bene nelle stagioni intermedie, ma quando fa freddo si bloccano…

Queste 3 categorie hanno in comune un unico problema, che molto ha a che fare con la nostra beneamata pianura padana. Ovvero quando le temperature si abbassano e arriva la nebbia… le rese tanto acclamate, tendono a scomparire lasciando ampio spazio ad arrabbiature più o meno grosse da parte dei clienti finali.

Finalmente però, i produttori europei dimostrano di avere una marcia in più.

Purtroppo non lo fanno spendendo soldi in pubblicità stratosferiche come i lord di cui sopra, ma col vecchio sistema del passaparola…

In buona sostanza producono apparecchiature nate proprio per continuare a funzionare, cioè garantire il caldo anche nelle condizioni climatiche peggiori, e quindi non abbandonarti proprio quando ne hai più bisogno…

Ma questo fenomeno che da noi è appena arrivato, non consente a tutti di conoscere i veri top del mercato che non hanno la stessa fama dei fratelli economici “cinoelettrotecnogiapponippokoreani”, anche perché nella realtà dei fatti fanno uno sport completamente diverso.

Le 3 macrocategorie famose che ti ho appena citato, tentano di riscaldare l’acqua d’inverno e chi più chi meno, 340 giorni all’anno ci riescono anche…

Le termopompe professionali invece ti tengono alla temperatura che imposti anche nei 25 giorni all’anno in cui o tutto fila liscio o batti i denti dal freddo!

Per fare un piccolo vademecum, anche se non basterebbe un libro per elencarle tutte, ho riassunto in 3 punti chiave con le differenze tra le PDC e le Termopompe.

Quindi, per semplificare come di consuetudine i contenuti, le principali sono queste:

  1. Le termopompe professionali hanno pesi molto importanti: Diciamo che a raffrescare sono capaci tutti, ma a riscaldare quando siamo a -10° con la nebbiolina padana, solo se hai una costruzione “robusta” riesci a far fronte alla richiesta.
  2. Le termopompe professionali hanno un pacco alettato esterno completamente diverso e molto molto grande, che deve permettere uno scambio di calore ottimizzato in qualsiasi situazione. Ironizzando, più grande è e meglio scambia, ovvero l’esatto contrario del condizionatore orientale che dev’essere sempre più compatto.
  3. Per ottenere rese costanti e maggiori anche in condizioni climatiche rigide come temperatura negativa e presenza costante di nebbia, le termopompe professionali nascono con compressori on/off.

Per inciso, vi è un’altro aspetto da non sottovalutare; Non è corretta al 100% l’idea che la tecnologia inverter è la migliore e la più indicata da scegliere.

Sempre più spesso la tecnologia on/off è quella che sulla carta risolve tutte le problematiche lasciando la “nuovissima tecnologia” ferma allo stop delle basse temperature o delle nebbie insistenti, ma non vi è una regola precisa. Tutte le soluzioni vanno valutate singolarmente!

Domande e risposte
Come di consueto rispondo alle 3/4 domande più comuni ma ti invito a fare la tua nei commenti sotto per avere una risposta rapidissima
  • La domanda più frequente arriva da San Google: costo pompa di calore, costo impianto pompa di calore, costo installazione pompa di calore…
    • Ti prego, non farle a google queste domande, falle ad un tecnico. Non si riesce nemmeno ad indicare una cifra sulle termopompe professionali, in quanto le variabili sono talmente tante a volte si fatica a quantificare in loco, dopo aver visto i lavori da fare ed aver capito che macchina installare, figuriamoci a scatola chiusa…
  • Termopompa monofase, termopompa trifase, quale scegliere?
    • Le taglie più piccole sono monofase, mentre le più importanti sono trifase. Con la rivoluzione della tariffa energetica che dal 2018 cambierà le regole ed i costi dell’energia elettrica, visto il futuro della mobilità e ragionando su alcuni aspetti consiglio di puntare tutto sul trifase.
  • Costo bolletta pompa di calore?
    • Quando gli impianti vengono realizzati da chi fa solo quello tutti i giorni, la risposta è semplice: Dal 2018 riscaldarsi con una termopompa conviene sempre di più e anche più del gas, qui trovi due approfondimenti molto utili Il costo dell’energia nel 2018 e qui invece come si progetta l’obiettivo di vivere senza bollette.

 

Se hai altre domande, ti prego di farle nei commenti qui sotto, risponderò in tempi brevissimi più che volentieri

25 commenti su “Pompe di calore o termopompe professionali?”

  1. giancarlo di donna

    Buonasera
    sto rinnovando l’impianto di riscaldamento in una villetta di 150 mq con cappotto termico da 8 e impianto caldaia tradizionale e fancoil
    ho istallato n 8 pannelli solari e mi hanno proposto una pompa di calore alta efficenza da 15 kw
    vorrei qualche informazione sulle termopompe professionali
    ps mi trovo in abruzzo dove le temperature invernali sono molto spesso al disotto dello 0
    e temo che la proposta fattami nel pacchetto energetico non sia adeguata
    quindi avere le giuste info mi potrebbe evitare disagi invernali
    grazie Giancarlo

    1. Ciao Giancarlo, grazie per la domanda.

      Premetto che non ho i dati sufficienti per risponderti correttamente, provo ad abbozzarti un paio di ragionamenti.
      Se vuoi approfondire, ben volentieri puoi continuare qui la conversazione o compilare il modulo contatti per parlare telefonicamente con me.

      Detto questo, 8 pannelli solari intendi moduli fotovoltaici o pannelli solari termici?

      Nel caso in cui fossero pannelli solari termici, mi spiace dirtelo ma non hai fatto la scelta migliore.
      Il solare termico ti aiuterebbe a produrre solo Acqua Calda Sanitaria e pochissimo ad integrare il riscaldamento.
      Tanto più che come dici tu, trattandosi di ristrutturazione, se mantieni i termosifoni ti serve energia termica e i pannelli sono poco più di un palliativo.

      Nel caso in cui fossero invece pannelli solari fotovoltaici… senza girarci intorno sarebbero molto pochi per il tuo fabbisogno.

      Questione pompa di calore, molto delicata.

      Se ti offrono un prodotto orientale o italiano, per motivi diversi tra di loro hanno una strategia comune, quella di abbondare con la taglia altrimenti non ce la fanno (e non è detto che questa strategia funzioni…)

      Con le termopompe professionali hai il vantaggio di poter scegliere anche potenze più piccole (con 150 m2, a seconda dei lavori di ristrutturazione e di altri parametri da prendere in considerazione, a primo acchito ti consiglierei una 12 kW 13 kW.

      In buona sostanza, non vorrei peccare di presunzione perché non ho numeri e dati sufficienti per analizzare scrupolosamente ma…
      Ho paura che tu possa avere disagi nel pieno della stagione estiva, e appena arriva il freddo e la nebbiolina invernale.

  2. Buongiorno, sono nella necessità di installare una pompa di calore a servizio di una casa nuova di 140mq ad Oristano in Sardegna, le chiedo cortesemente, ma quali sono i modelli di queste pompe professionali…grazie, può rispondermi anche in privato se preferisce.

    1. Ciao Gigi,
      purtroppo mi mancano molti elementi per risponderti.

      Prima di capire che marca consigliarti dovrei capire come vuoi realizzare quella casa e come intendi riscaldarla, raffrescarla e deumidificarla.
      Poi avrei bisogno di capire quanto FV desideri realizzare e farti tutta una serie di domande per capire dove indirizzarti.

      In ogni caso non è una questione di marca, dove scegli quella che reputi migliore e hai risolto il problema.

      Hai a che fare con una bilancia a tre piatti:
      La progettazione dell’impianto di distribuzione di acqua tecnica e sanitaria.
      La scelta della macchina più idonea a soddisfare le esigenze di casa tua e del tuo stile di vita.
      L’installazione alla regola dell’arte di tutti i componenti che servono.

      Se vuoi approfondire, non esitare a contattarmi.

      Un saluto.

    2. Devis Barcaro

      Ciao Gigi,
      sono nomi poco noti in Italia.

      Dimplex, IDM, Kronoterm, Nibe, e come loro tanti altri.

      Ma non fare l’errore di cercare la marca per casa tua, commetteresti l’ennesimo errore.

      Serve un analisi ed una progettazione adeguata, non basta la marca.

  3. Salve,
    mi sto accostando ad una riprogettazione globale dell’approvigionamento energetico della mia abitazione (± m² 180 ~ distribuiti su più piani) che si trova nell’interland milanese (allargato) partendo da un impianto fotovoltaico da KWp 6,0.
    Per il riscaldamento dispongo di termosifoni radianti (alluminio / ghisa) e sarei tentato di alimentarli tramite una termopompa professionale, però documentandomi in rete mi son imbattuto in pareri contrastanti… che fare? Termopompa professionale oppure caldaia a gas?
    Qualche Vs. autorevole parola a tal proposito sarebbe la benvenuta ed anticipatamente Vi ringrazio per la Vs. attenzione ed il Vs. tempo.

    1. Ciao Alessandro, grazie per la richiesta.

      Se hai un’abitazione coi termosifoni, in rete troverai sempre 1000 pareri contrari all’eliminare la caldaia e inserire una termopompa, nemmeno dai progettisti più in voga o dai professionisti più spinti troverai una risposta convincente, ti diranno tutti che non si può fare, che rimani al freddo, che non conviene, che spendi troppo e chi più ne ha più ne metta.

      Paradossalmente, è normale che sia così.

      Quello che manca è la cultura e la voglia di cambiare.

      E’ più semplice pararsi il culo e dire che non funziona, ripetendo come un mantra quello che dice la massa esponendo anche ragionamenti concreti, piuttosto che provare e farsi una cultura propria anche facendo errori.

      Quindi vado sul pratico, senza tanto girarci intorno.

      E’ possibile eliminare i combustibili fossili da tutte le case, inserendo una termopompa professionale, a prescindere dal tipo di riscaldamento installato a monte.

      Bisogna valutare con attenzione il come farlo, selezionando la macchina più adatta alle esigenze di casa tua e del tuo stile di vita.
      Bisogna pensare e progettare quella centrale dopo aver visto e compreso le possibili criticità dei tuoi impianti.
      Bisogna dimensionare a dovere quella che io chiamo la centrale termica, con l’accumulo di acqua calda sanitaria e quello di acqua tecnica adeguati e facendola interagire nel migliore dei modi col fotovoltaico.

      Il segreto è tutto qui.

      Chi ti dice che è impossibile ha ragione, è talmente abituato a fare le cose alla vecchia maniera che nemmeno con dati e confronti alla mano potrebbe convincersi del contrario.
      Chi ti dice che è impossibile continui pure a pensarla così, intanto noi lo facciamo.

      Guarda, due anni fa ti direi che se vuoi fare il miracolo ti devi fidare, e iniziare è stata dura.
      Oggi però puoi anche non fidarti di me e ascoltare cosa dicono i miei clienti sul mio canale youtube.
      Se ti va trovi tutto qui: bit.ly/videoseguimi

  4. ciao, sono mauro vorrei mettere una pompa di calore nella mia abitazione. caratteristiche casa 130 mq 12.900 kal/ 9 radiatori in acciaio che contengono 200 litri acqua… vorrei che la pompa di calore mi facesse solo acqua calda , di quanti kw avrei bisogno e di quanta corrente serve avendo io solo 3 kw
    ringrazio e saluto

    1. Devis Barcaro

      Fossero solo quelli i dati che servono Mauro…

      Dopo la potenza della macchina bisogna vedere che migliorie apportare per far funzionare meglio l’impianto.

      Non voglio indurti all’errore di avere la taglia in mano pensando che sia il problema da risolvere.

      Gli aspetti da valutare per eliminare il gas sono tanti altri.

      Però ti rispondo alla domanda successiva, ovvero quanto costa.

      E per una casa con dimensioni simili tieni conto di spendere almeno 20.000 € per la centrale termica.

  5. Ciao sto iniziando a ristrutturare la mia seconda abitazione di 160mq su due piani ad Albignasego nella provincia di Padova.
    All’esterno è stato previsto un capotto di spessore 12cm e infissi a triplo vetro in pvc, impianto di riscaldamento a pavimento, ricircolo aria forzata con recuperatore di calore.
    Adesso devo decidere se installare una caldaia a condensazione per acs e riscaldamento,pannelli solari termici e per il raffrescamento i classici condizionatori…
    oppure in alternativa impianto riscaldamento-raffrescamento a pavimento, installare una pompa di calore aria-acqua e pannelli fotovoltaici per 6kw sul tetto.
    Quello che mi chiedo è se veramente la spesa molto più alta per la seconda opzione è veramente conveniente, praticamente se riuscirò mai ad ammortizzare la spesa e che benefici avro’.
    Attualmente nella mia prima casa con impianto riscaldamento a pavimento, pannelli solari termici con accumulo sul tetto, caldaia a condensazione spendo in totale sia per cucinare che riscaldare 1000/1200€ all’anno.

    1. Ciao Daniel, grazie per il commento e per la domanda.

      Tu parli di convenienza economica, e di investimento che rientra nel lungo periodo, ma nella valutazione commetti qualche tipico errore.

      Da quello che scrivi, per ottimizzare al massimo l’investimento, rimani sulla soluzione radiante per il caldo ed abbinala ad una ventilazione meccanica centralizzata con deumidificazione incorporata e sistema elettronico di gestione delle temperature. Alimenta il tutto con una centrale termica ad hoc e non limitarti ai 6 kw di pannelli fotovoltaici, il numero che ti serve va calcolato alla fine e punta dritto al trifase.

      Evita la spesa dei climatizzatori e dl solare termico, sono soldi sprecati e male investiti.

      Probabilmente, tra la soluzione che ti consiglio e quella che avresti adottato tu, la spesa è molto simile, ma dal lato confort non faccio nemmeno paragoni.

      Stai molto attento però alla scelta dei prodotti ed a come vengono installati, la differenza tra un impianto da favola ed uno da incubo, è invisibile ad occhio nudo e non si trova nei preventivi.

      Un saluto

  6. Buongiorno,
    abitiamo in una frazione del comune di Capoterra (CA), a 600m slm.
    Provo ad esporre la mia situazione.
    La villetta è realizzata su 3 piani di circa 80 mq ciascuno, il piano seminterrato è composto da cantina e garage e non abbiamo bisogno di riscaldarlo e raffrescarlo. La muratura perimetrale (struttura in c.a. con 20 pilastri) presenta una intercapedine con 8 cm di lana di roccia e il tetto non è isolato ma è presente solo un basso sottotetto al grezzo, accessibile da una scaletta retrattile, con due bocchette per la ventilazione, ma che non ci protegge sufficientemente dal caldo estivo (anche se l’APE indica una prestazione dell’edificio migliore in estate piuttosto che in inverno). Sistema di riscaldamento con termosifoni in alluminio e una vecchissima caldaia a gpl. Due condizionatori, uno nel piano giorno da 18000 e uno nella zona notte (in una camera) da 9000.
    Classe energetica F con 121,38 kWh/mq anno.
    Detto ciò abbiamo in programma di cambiare i pavimenti dei due piani riscaldati e rifare i bagni, sostituire gli infissi, isolare il sottotetto e liberarci del bombolone di gpl da 1000 L che abbiamo in giardino, tra l’altro fuori terra. Pensiamo a fotovoltaico e (dopo aver letto l’articolo) termopompa, ma abbiamo molti dubbi. Ad esempio: rimuovere i termosifoni e mettere pannelli radianti a pavimento? Sfruttare i termosifoni con la termopompa? Che fare per il raffrescamento?
    C’è necessità di isolare ulteriormente (magari la parete a nord)?
    Lei eventualmente lavora anche nella nostra zona?

    Grazie per gli eventuali consigli, e in ogni caso per le spiegazioni che già ho letto.
    Saluti

    1. Tutto bello sulla carta, ottima scelta quella di utilizzare il pavimento abbinato ad una PDC, purtroppo però io a Capoterra non ci arrivo.
      Mi spiace ma anche se condivido l’idea, non saprei come aiutarti.

  7. Salve, i suoi articoli sono interessanti.

    Vivo in un condominio (18 Unità abitative, 2 per piano) periferia nord di Milano, 9 piani. Stiamo per procedere con interventi di riqualificazione energetica (cappotto, etc ect) e sostituiremo la caldaia (a metano, vecchiotta) sfruttando il superbonus 110%.
    L’idea è (era) quella di un impianto ibrido con Caldaia a condensazione e Pompa di Calore. La superficie sul tetto (non si tratta di un tetto a spioventi, ma terrazzo + rialzo solai) è di circa 200 mq. (la superficie totale è di circa il doppio). Date le dimensioni, la scelta IBRIDA sembra necessaria. Tuttavia con le sue considerazioni mi chiedo se:

    (1) l’accoppiamento Caldaia Condensazione E Termopompe Professionali sia una possibilità (con l’obiettivo di arrivare ad un impianto che possa funzionale a gas O a energia elettrica in base a scelte di convenienza)

    (2) Come può ben capire, non posso prendere decisioni, le chiedo la disponibilità a collaborare con la impresa che ci sta seguendo per arrivare ad una definizione ottimale (loro hanno tutti i dati energetici e poteste insieme arrivare ad una collaborazione strategica anche per altri interventi).

    La ringrazio per “avermi messo la pulce nell’ orecchio”, procederemo (come condomini) in modo sicuramente piu critico e consapevole.

    1. Ciao Luca, grazie a te per aver espresso i tuoi dubbi in forma chiara e semplice.

      Purtroppo non seguo condomini ma solo abitazioni singole, e quindi personalmente non ti posso aiutare, ma comunque un ragionamento sopra le parti lo posso condividere e spero ti sia utile.

      Nel caso di un condominio, entrano in gioco variabili legate all’utilizzo degli impianti ed alle abitudini degli inquilini che non sempre si sposano con sistemi 100% elettrici. Vedi l’esempio della famiglia anziana che paradossalmente con 22 gradi in casa ma un termosifone che non scotta, pensa di avere freddo in casa.

      Ahimè, non sono racconti frutto di fantasia, ma sono storie che succedono spesso quando si efficientano abitazioni che vanno a cambiare le abitudini degli inquilini.

      Detto questo, la scelta intermedia non porta benefici.

      O efficienti la centrale termica con un lavaggio chimico adeguato, una miglior distribuzione, ed una termoregolazione più adeguata con nuove caldaie, o il vantaggio rimane solo sulla carta.

      Se il condominio non è recente, non è una buona scelta, e il sistema ibrido può peggiorare i costi ed il confort, meglio soprasssedere.

  8. Salve,

    mi chiamo Giorgio e abito in un appartamento di 100mq in condominio e non riesco a staccarmi totalmente dall’impianto di riscaldamento centralizzato poiché anche se la legge lo prevede, mi devo scontrare con l’assemblea condominiale e qualora riuscissi a farlo resterebbero i costi fissi di manutenzione ord e strao da pagare.
    La mia idea sarebbe quella di staccarmi dal gas e rendere il mio appartamento elettrico per quanto possibile.
    Vorrei sapere se ha senso installare “in aggiunta” all’attuale riscaldamento centralizzato a gas, una termopompa utilizzandola per l’acqua calda e climatizzazione estiva tramite un impianto canalizzato con controsoffittature ecc…
    Ricapitolando:
    Riscaldamento attuale tramite caldaia condominiale a gas
    Piano cottura a induzione
    Termopompa per acqua calda e climatizzazione estiva tramite canalizzazione

    Grazie

    1. Devis Barcaro

      Ciao Giorgio, mi spiace ma gli approfondimenti sono tanti per un appartamento in condominio, ma non è il mio campo.
      Seguo solo abitazioni singole o villette.

    1. Anche a me piacerebbe avere la sfera di cristallo, ma in assenza servono dati per darla.
      Il resto o i ragionamenti a spanne sono utili come i coriandoli al posto della carta igienica.

  9. Buongiorno, sto per ristrutturare una casa al mare su 3 piani di piccola metratura (100 mq complessivi) a Cervia (RA) e sono convinto di fare una soluzione in pompa di calore per avere pavimento raffrescato anche l’estate. La domanda che mi sorge e alla quale il termotecnico che mi segue non ha saputo rispondere dato che lui ha sempre e solo lavorato con pompe ad inverter è: meglio ON-OFF od inverter. Premetto che nella mia casa a Faenza (RA) ho montato, quando ristrutturai nel 2015, una pompa di calore xxx (quindi ad inverter) e sono abbastanza felice dei costi delle bollette (ma non ho molti termini di paragone). Quello che mi sconcerta maggiormente è che sia la mia che le nuove xxx hanno il vincolo di non produrre ACS se scende troppo la temperatura dell’acqua tecnica e fuori è “relativamente freddo” e quindi potrebbe non partire se la lascio spenta magari un mese d’inverno:
    Se la temperatura del bollitore scende al di sotto di determinati valori minimi, i dispositivi di sicurezza di xxx impediscono il funzionamento della pompa di calore in presenza di basse temperature esterne.
    – Temperatura esterna; -2°C, Temperatura minima del bollitore = 30°C
    – Temperatura esterna; 12°C, Temperatura minima del bollitore = 23°C
    Questo è uno di quei casi di condizionatori raffazzonati a pompa di calore? Avrebbe dei brand da consigliarmi?

    1. Devis Barcaro

      L’importanza non è nella marca che scegli, ma in come assembli il progetto.
      Di sicuro non stai lavorando con l’ultimo arrivato nel mercato, ma ci sono anche prodotti migliori.
      Lascio agli altri sbizzarrirsi sul tema, io prima di dare un consiglio così importante devo analizzare tutto e non lo faccio gratuitamente.

  10. Buongiorno,
    Io ho acquistato una casa in provincia di Padova che ha 25 anni. 240mq a tre piani (piano terra-secondo e uno seminterrato).
    Nel piano terra ho riscaldamento a pavimento. Nel secondo ho il riscaldamento a termosifoni e nel piano seminterrato ho i termoconvettori ad acqua calda! un bel casino!
    La caldaia è del 1993 e la vorrei cambiare, pure anche per i condizionatori che fanno solo presso e vorrei mettere i climatizzatori. ANTICIPO CHE SONO UNA DONNA QUINDI TANTE COSE PER ME E’ ARABO, ma mi piace capire per poter scegliere, e il suo articolo mi ha incuriosito assai.
    Questo perché mi hanno sempre parlato di pompe di calore e mai di Termopompe.
    Non vorrei farle perdere tempo, quindi la mia domanda da profana è la seguente: con queste diverse tipologie di impianti, posso chiederle di perdere tempo per valutare il mio caso? Sarebbe possibile installare una termopompa o è incompatibile coi miei impianti? Devo fare una scelta a breve! Se può aiutarmi la ringrazio! Saluti, Zaniolo

    1. Ciao Nadia,
      sicuramente ti posso aiutare, ma ti consiglio di procedere con la prenotazione della chiamata.
      procedi da qui: bit.ly/casanogas

  11. Buongiorno,
    riguardo il mio messaggio di ieri, c’è possibilità di un vostro aiuto per le mie problematiche impiantistiche?
    Saluti
    Zaniolo Carol

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