Coi termosifoni in ghisa, la pompa di calore non funziona!

pompa di calore su termosifoni in ghisa

Lo dicono anche mentre montano i sistemi ibridi in giro per l’italia, da nord a sud, la pompa di calore con i radiatori in ghisa non funziona.

Quando lo affermano in giro per l’Italia, ormai non ci faccio più caso, sono talmente abituato a sentirmelo dire che non ho neanche più la volontà di rispondere.

Ma se anche tu ti trovi nella situazione di essere in fase di valutazione di una termopompa professionale per riscaldare la tua abitazione, anche se hai i termosifoni in ghisa e tutti i professionisti che hai interpellato ti hanno detto che non si può fare, ho qualcosa di molto importante da trasmetterti e mi auguro tu lo possa diffondere il più possibile.

Senza fare tanti giri di parole, il problema è che alla base di tutti i ragionamenti che tu puoi fare con la maggior parte dei tecnici che ti trovi davanti, manca una vera e propria cultura su come funzionano questi sistemi di riscaldamento che richiedono una buona preparazione alla base, ma non sono di certo novità.

In Italia non c’è una scuola precisa che ti spiega come sfruttare al meglio i benefici di un sistema completamente autonomo, e le normative scritte, che devono rispettare i termotecnici, non sono fatte per ragionare con l’ottica delle pompe di calore.

Nel modo più semplice e banale, il motivo della mia affermazione si racchiude tutto in questa frase. Il termotecnico tradizionale che dice quanta energia serve per riscaldare la tua abitazione nella peggiore delle condizioni. Ma il lavoro della pompa di calore è un altro, è quello di mantenere costantemente in temperatura la tua casa, non per lasciarla raffreddare e poi ricominciare di nuovo da zero.

Per trasferirti meglio il concetto, ti posso fare un esempio con una macchina messa su strada.

La ex legge 10/91, cita il risultato che serve per riscaldare la tua abitazione nella peggiore delle condizioni.

Ovvero ti dice quanta benzina serve per andare da zero a cento con la tua automobile.

Ma il lavoro della pompa di calore invece, è quello di mantenere costantemente in temperatura la tua abitazione.

È come se io ti dicessi quanta benzina ti serve per mantenere costantemente la tua auto a 100 km orari.

Come puoi intuire, serve meno benzina per mantenere costantemente a 100 km orari la tua auto come serve meno potenza per mantenere costantemente in temperatura la tua casa. E per potenza intendo principalmente la temperatura dell’acqua sui radiatori.

Ho spiegato per filo e per segno il concetto e come applicarlo in un webinar che ho tenuto con Caleffi Spa, un’azienda Italianissima che pianta le sue radici nel mondo dell’idraulica da 60 anni, che non ha di certo bisogno di recensioni o di esser messa in dubbio, visto che ad oggi esporta in tutto il mondo le soluzioni migliori per l’impiantistica.

Già qui, si apre un mondo di ragionamenti infiniti, che possono mettere alle strette anche le norme Uni di riferimento e poi fanno nascere la legge 10, Ma andiamo oltre.

Ne ho parlato e riflettuto a fondo con moltissimi tecnici, ingegneri, periti e ho perfino girato una serie di video con l’argomento centrale dedicato assieme a Francesco Nesi di passivhaus, la legge 10 non è fatta per sfruttare al massimo le pompe di calore.

Qui trovi il video integrale.

Provo a farti un esempio banale, forse il più difficile da comprendere.

Molti cercano la pompa di calore che spinga l’acqua a 65°, perché sono convinti che se la temperatura dell’acqua è inferiore a quella non riscalderanno mai la casa, ma non servono i 65° di mandata, ne bastano meno, molto meno.

Ti riporto un esempio pratico, visto e rivisto sulla teoria e anche sulla pratica:

Abitazione di 150 m2 classica anni 90, radiatori in ghisa e distribuzione in rame praticamente senza isolamento. Inizialmente era installata una caldaia da 32 kw, cucina ed un bel soggiorno di 40 m2 al piano terra, reparto notte al primo piano e uno studio che ora finalmente può essere utilizzato. Famiglia che esce alla mattina e torna a casa alla sera, come la maggior parte di noi.

L’abitudine era quella di accendere i termosifoni alla mattina verso le 6 e spegnerli verso le 8, poi si accendevano verso le 16 e si spegnevano verso le 23.

Ma non c’era confort, i muri erano sempre freddi, le temperature interne al massimo raggiungevano i 20 gradi ma chiedere di più voleva significare un aumento del costo per il riscaldamento davvero insostenibile.

E senza apportare modifiche all’involucro per richiesta del committente e per obbligo di vincoli, abbiamo solo cambiato il sistema di generazione del calore con una pompa di calore, una di quelle che io chiamo termopompe professionali, che chi non conosce tipicamente denigra, ma tralasciamo il particolare poco influente.

Il sistema viaggia a 50° di mandata costanti, ma invece che lasciare gli ambienti e il sistema si raffreddino completamente, li mantiene in temperatura costantemente.

E’ cambiato il modo di vivere la casa, e la famiglia che ci vive dentro è più che felice del lavoro svolto. Gli ambienti sono sempre alla temperatura desiderata grazie ad un sistema intelligente di controllo delle temperature tramite attuatori automatici gestiti da remoto, il sistema Caleffi Code.

Ma non è un miracolo quello che abbiamo fatto, è semplicemente un concetto della fisica.

Se vuoi una temperatura costante all’interno di una stanza, hai due soluzioni:

  • O spari i termosifoni ad una temperatura altissima e fai fare continuamente on off al sistema.
  • O trovi la temperatura più bassa possibile che serve per mantenere costante l’apporto di energia, abbassando il lavoro del generatore di calore.

Per quanto il lavoro ed il calcolo sia abbastanza semplice, per un tecnico preparato ovviamente, ai più sembra un lavoro impossibile e quindi per non iniziare nemmeno a farlo, tutti optano per le soluzioni ibride e non iniziano nemmeno a metterci la testa, raccontando e alimentando di continuo le solite leggende metropolitane.

Certo, alla base ci vuole una pompa di calore studiata per fare quel tipo di lavoro e garantirlo, e in commercio che rispondano a queste esigenze ce ne sono davvero poche, ma se le conosci anche quel problema li è risolto.

Io ti posso dire che con oltre 100 centrali termiche monitorate, non ho problemi di sbrinameti, non ne ho di funzionamenti a temperature basse e ho solo le soddisfazioni che i miei clienti sono felici di aver eliminato i combustibili fossili, anche quando gli dicevano che non si può fare.

Non è un’operazione sempre possibile, ma tieni conto che la uso e la sfrutto spesso, soprattutto quando la casa ha degli impianti vecchi e poco performanti come i termosifoni in ghisa.

E qui si ritorna a ragionare sul perché oggi puoi tranquillamente eliminare la vecchia caldaia o fare a meno di legna e pellet, scegliendo una centrale termica fatta con una termopompa professionale, anche se hai i radiatori in ghisa.

lavorare costantemente con la temperatura di mandata dell’acqua nel circuito di riscaldamento da 45 a 55 gradi, con una macchina progettata per fare acqua calda quando fa freddo, quindi con una di quelle che io etichetto termopompe professionali,  è facile.

Il problema più grosso è che bisogna saperlo fare, e anche qui, tanto per cambiare, avviene uno scontro titanico.

La scuola termotecnica italiana, quella ferma con i principi di 20 anni fa, non realizzerebbe mai un impianto adeguato, ne parlo anche in questo approfondimento dove il connubio centrale termica in pompa di calore e termotecnico, forma veramente una coppia esplosiva.

E per un settore abituato a fare così, abituato al copia ed incolla e poco avvezzo al cambiamento, inserire una pompa di calore su termosifoni in ghisa è davvero difficile.

Pompa di calore su termosifoni in ghisa

Immagine del sistema da remoto, la temperatura varia a seconda del fabbisogno termico



I primi impianti fatti veramente con i fiocchi e progettati per lavorare a bassissime temperature (ti parlo di temperature minime di progetto a -20, che nelle zone dell’Europa centrale sono un abitudine, non un qualcosa che avviene per pochi giorni all’anno, mi hanno fatto capire come progettare, me ne hanno mostrate più di uno in funzione, mi hanno fatto vedere i numeri di consumo e del fabbisogno elettrico e mi hanno trasmesso tutte le nozioni che bisogna sapere quando se ne progetta una di sana pianta per le nostre zone climatiche.

Che ti piaccia o no, che tu ci creda o no, mentre la nostra vecchia guardia ti dice che non si può fare argomentando con le più persunadenti tecniche, loro lo fanno da una vita e io continuerò a proporlo senza mai stancarmi.

Eliminare una caldaia, dire per sempre addio al pellet o la legna non è più un sogno ma è una realtà sempre più tangibile, che oramai possono mostrarti anche i miei clienti, come quelli che mi hanno lasciato una videorecensione nel canale YouTube, qui le trovi tutte.

È un cambio di pensiero radicale, un nuovo modo di vedere le centrali termiche che ti permette di efficientare al massimo impianti che hanno più di 30 anni e ottenere benefici invidiabili.

Una centrale termica efficiente, che sfrutta al 100% tutta l’energia prodotta dal sole, ti permette di dire addio per sempre combustibili fossili anche se hai i termosifoni in ghisa andando contro il parere di tutti quelli che ti dicono che non si può fare. E se vuoi approfondire il tema di rendere sempre più efficiente una centrale termica, ne parlo in questo articolo.

Il meccanismo è di funzionamento è molto simile ad un impianto di nuova generazione, sì sfrutta al massimo il potere riscaldante dei vecchi elementi, lavorando con una temperatura costante e cercando quella più bassa che ti permette comunque di mantenere in temperatura i tuoi ambienti, con temperature costanti tra i 20 ei 21 gradi.

Cambia il modo di progettare quello centrale, cambia il modo di pensare a come distribuire l’acqua calda prodotta dalla centrale termica e aumenta sensibilmente il comfort di casa tua.

Nella tecnica, quello che oggi conta di più è che faccio più fatica a trasmettere è un concetto molto semplice.

A far la differenza tra un sistema di riscaldamento in pompa di calore per alte temperature non è la marca della termopompa, non è nemmeno solo la progettazione o la parte di installazione, ma è tutto l’insieme.

Non puoi pensare ad una pompa di calore efficientissima, montata da un tecnico che non è capace e che pensa di leggere libretto delle istruzioni o progettata da chi ancora abituato a fare le cose come vent’anni fa.

Ovviamente non puoi progettare una centrale termica efficiente per lavorare in alta temperatura con i termosifoni, se poi ci metti un assemblato di quelli fatti veramente male e lo fai montare magari a tuo cugggino che è bravo e costa poco.

Non si può scherzare su questi argomenti, perché rischi di rimanere al freddo d’inverno, vivere malissimo all’interno della tua casa con la tua famiglia, e di avere bollette stratosferiche che saranno sicuramente più alte della rata che propongono i soliti delinquenti pur di vedere la tua firma sui loro contratti.

La centrale termica che funziona, è quella che racchiude in sé questi tre elementi

Una termopompa professionale europea, ovvero una pompa di calore studiata per produrre acqua calda sanitaria a 50 o 55 gradi, anche quando le temperature esterne sono veramente rigide, senza mai abbandonarti.

La progettazione di tutti i componenti all’interno della centrale termica, fatta in modo da sfruttare ed ottimizzare al massimo i benefici delle energie rinnovabili, con un serbatoio di accumulo per l’acqua tecnica ed uno per l’acqua calda sanitaria in grado di stoccare gratuitamente l’energia del sole nelle giornate in cui fotovoltaico spinge.

Un esecuzione dei lavori alla regola dell’arte, con tutti quei piccoli trucchetti che possono solo che migliorare la resa della macchina e quindi ottimizzare al massimo il tuo investimento.

Se poi vuoi la garanzia massima, ci vuole anche un collaudo a prova di bomba atomica. Io quelli li eseguo personalmente a chi si affida a noi, gli altri invece devono far capo al solito numero verde, che risponderà quando può, dal lunedì al venerdì e se ti va bene, forse…

Io ho cercato di trasmetterti tutto quello che serve, e se anche solo un ingrediente ti viene a mancare, continua a pure a dire che la pompa di calore sui termosifoni non funziona, che è molto più semplice da affermare quando manca la voglia di innovare e di mettersi al passo coi tempi.

Devis Barcaro

Devis Barcaro

Aiuto a scegliere, progettare e realizzare impianti domestici per abitazioni energeticamente indipendenti, che sfruttano al 100% l'energia del sole.

13 risposte

  1. Ci stiamo apprestando ad iniziare i lavori condominiali sfruttando il superbonus 110%, tra i lavori trainanti ci è data la possibilità/obbligo (per superare le due classi energetiche) di sostituire le caldaie individuali. Ho un paio di domande di ordine pratico che potrebbero fungere da spartiacque per la mia scelta finale:
    1) la pompa di calore per essere vantaggiosa rispetto ad una caldaia a condensazione (scrivo dal Piemonte) deve essere necessariamente montata in contemporanea con i pannelli fotovoltaici?
    2) attualmente la caldaia è montata a parete in una piccola nicchia sul terrazzo (appartamento di 110 mq con termosifoni in ghisa e alluminio), per sostituirla con una pompa di calore professionale posso pensare di utilizzare lo stesso spazio?
    Grazie per l’attenzione.

    1. Enzo, non sono quello da consigli pratici e non seguo i condomini, tuttavia il ragionamento è semplice e basta fare un piccolo ragionamento.
      La pompa di calore funziona a energia elettrica, che con i fotovoltaici si può autoprodurre (si, con tutti i limiti del caso, ma comunque una parte te la puoi produrre con un impianto fotovoltaico) secondo te è meglio se acquisto tutta l’energia o è meglio se acquisto solo quella che non ho prodotto ed utilizzato con il fotovoltaico?

      La pompa di calore ha bisogno di accumuli importanti, e io non so quanto grade sia casa tua ne quali siano le tue esigenze, ma secondo te nello spazio di una caldaia ci può stare una centrale termica?

  2. Concordo in toto e lo realizzerò nelle prossime settimane a casa mia
    Purtroppo capita a volte che le esigenze dei clienti (sono un installatore) si scontrano con le possibilità economiche di spesa o, peggio, con la voglia di risparmiare qualcosa (mutilando l’investimento “hai fatto 30 fai 31”) nonostante la possibilità di sostenere la spesa per poi sentirsi dire “avevi ragione”.
    Grazie, d’ora in poi ti seguirò. Buon lavoro

    Dario Pietroburgo

  3. Vero che la maggior parte dei tecnici dice che non si può fare, associare la pompa di calore ai termosifoni in ghisa. Sto acquistando casa in Abruzzo vicino al mare, non voglio sventrarla e fare riscaldamento a pavimento o sostituire tutti i termosifoni in ghisa come proposto dai tecnici. Pensavo di mettere due bomboloni con pannelli termodinamici uno dedicato al circuito dei termosifoni in ghisa e uno per acqua calda sanitaria. Il tutto con l’aggiunta della pompa di calore nel caso servisse aumentare temperatura. A parte ovviamente impianto fotovoltaico. Che ne pensi?

  4. Buongiorno, sono di Alessandria, ho sottoscritto un contratto con Super Soler il 4/4/2022 con sconto in fattura x fotovoltaico (16 pannelli x Kw 6 circa con accumulo ibrido x 10 Kw circa. Pompa di calore Daikin 33 Kw circa Hybrida aqua calda istantanea . Dato che al momento non si sono ancora fatti vivi nonostante nel contratto art. 12 si parli di 60 giorni dal pagamento per inizio lavori. ll commerciale mi dice, alle me rimostranze, che posso disdire il contratto e che la ditta nel giro di due/tre settimane mi rimborsa quanto pagato. Or bene:- Casa di proprietà su tre piani (interrato/piano terra e primo piano con 17 termosifoni in ghisa 5 per piano + due non in uso nel garages per mq 180 circa da riscaldare. Per puro caso sono venuto a conoscenza che la pompa di calore ibrida non sarebbe idonea al mio impianto (o meglio non soddisferebbe le mie esigenze e non darebbe i risparmi di gas e di energia elettrica tanto decantati dalle pubblicità). Vorrei sapere, quale sarebbe la soluzione migliore da adottare secondo Lei nel mio caso e a quale spesa andrei incontro e se sono utilizzabili gli sconti in fattura vigenti anche nella soluzione proposta. La ringrazio se vorrà rispondermi via mail.

  5. Buongiorno Devis,
    ho letto con interesse l’articolo sulla pompa di calore abbinato ai radiatori in ghisa.
    Volvevo chiedere un’opinione/consiglio relativamente alla mia situazione.
    Vivo in Torino città in un appartamento di un palazzo fine ‘800. negli anni ’90 ho rifatto l’impianto di riscaldamento (tubazioni in rame), riutilizzando vecchi radiatori in ghisa. Ho installato una caldaia Bongioanni da 32kW che funziona egregiamente ancora adesso (ho solo avuto problemi con la ventola). Le mura sono im mattone, spesse ca. 55 cm; gli infissi sono originali (120 anni…), sui quali ho montato doppi vetri, e ho messo guarnizioni adesive sui telai, però la tenuta non è proprio ottimale…
    A breve dovrò cambiare la caldaia viste anche le leggi in vigore in Piemonte. Mi piacerebbe mettere una pompa di calore però vorrei tanto mantenere i vecchi radiatori in ghisa.
    Quest’inverno proverò a riscaldare tenendo l’acqua a 50°-55°C per tutto il giorno e vediamo come ci troviamo.
    Che consigli mi puoi dare? devo scaldare h24 oppure basterebbe dalle 5.00 alle 22.00? eventualmente che PdC dovrei installare?
    Spero la mia domanda sia precisa e ti ringrazio in anticipo per il tempo che mi vorrai dedicare.
    Un saluto
    Alessandro
    Torino

  6. Salve Devis,
    sono molto interessato alla possibilità di installare una PdC con termosifoni in ghisa.
    Il problema è che ho vecchi termosifoni in ghisa degli anni 20 molto belli che non vorrei cambiare.
    Oggi ho una caldaia a gas di quasi 30 anni (Bongioanni – 32 kW – appartamento di 250 mq con soffitti alti 3,20 mt) che funziona egregiamente, ma presto sarò obbligato a cambiarla viste le leggi regionali in Piemonte (efficienza e fumi sono off limits ormai…)
    Vivo in Torino città in un appartamento in un palazzo fine ‘800 con muri in mattone pieno spessi 55 – 60 cm; gli infissi sono originali, ai quali ho fatto mettere i doppi vetri, e sui quali ho applicato le classiche guarnizioni di gomma tutto intorno. L’appartamento é molto bene esposto a sud, e si trova al terzo piano di sei fuori terra: sopra e sotto è abitato/riscaldato. La temperatura media d’inverno è sui 22-23°C con acqua di mandata a 70°-75°C quando fa freddo, altrimenti la metto a 65°-70°C. Ho un termostato impostato per accendere dalle 6.00 alle 9.00 e poi nel pomeriggio dalle 16.00 alle 23.00.
    Come posso fare per verificare la fattibilità?
    Quest’inverno vorrei provare a riscaldare con acqua a 55°C, tenendo sempre acceso dalle 5.00 alle 23.00, così vedo come si sta.
    (Tra l’altro: è sufficiente che metta il regolatore di temperatura a 55°C per avere l’acqua a quella temperatura, oppure è meglio che metta un termometro a contatto sulla mandata dell’acqua calda termosifoni (per verificare l’esatta temperatura?)
    Eventualmente che PdC mi consiglieresti se dovessi stare sui 55-65°C in mandata?
    Grazie per l’attenzione e per i preziosi consigli.
    Alessandro
    Torino

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Devis Barcaro

Dal 2015 sono specializzato nella realizzazione di ville no gas, quelle 100% elettriche che sfruttano al massimo l’energia del sole.

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