Policristallino o monocristallino: Qual’è il migliore?

policristallino o monocristallino Monocristallino o policristallino scegliere

Devi scegliere tra il pannello solare fotovoltaico policristallino o monocristallino, perché quando hai iniziato a fare le prime ricerche sul fotovoltaico, magari navigando in internet, hai capito che i principali componenti sono due… O perlomeno funziona così al 99% delle volte, e quindi la domanda è:

Meglio policristallino o monocristallino?

Da un lato la tua attenzione è stata catturata dal pannello fotovoltaico, che a ragion veduta sembra essere il componente più importante del sistema, e dall’altra magari la tua attenzione è stata catturata da chi parla di inverter che senz’ombra di dubbio è un altro componente molto importante.

Ti confesso che il ragionamento non è sbagliato, il modulo fotovoltaico è la prima parte importante perché è quella che cattura la luce del sole e la trasforma in energia, dall’altra il cuore del tuo impianto fotovoltaico sicuramente sarà l’inverter, che trasforma ciò che ha generato il modulo fotovoltaico in corrente da utilizzare nelle nostre abitazioni e nelle nostre aziende.

Il passo successivo quindi, è quello di capire la tipologia di prodotti che offre il mercato e nella tua testa scatta l’idea di capire qual è il meglio, perché ognuno di noi desidero il meglio per sé stesso, e io voglio aiutarti a capire come stanno le cose senza usare tecnicismi complessi, aiutandoti a fare la migliore delle scelte.

Non ti nascondo che in questa fase purtroppo, ognuno è libero di scrivere la sua e di sposare una causa piuttosto che un’altra ai fini di marketing, e non ai fini di assecondare la tua richiesta e fornire la soluzione più idonea.

Ecco perché ho voluto scrivere questo articolo, e voglio snocciolare con te tutti i ragionamenti e tutti i dubbi che si manifestano e si celano dietro la scelta del modulo fotovoltaico per alimentare la tua casa o la tua azienda.

Partiamo dalla base, quindi prima di fare ogni ragionamento permettimi un minimo cenno di tecnica che ci servirà poi per capire quale sia la scelta più adatta alla tua esigenza.

Per capire la differenza tra policristallino o monocristallino, partiamo dall’inizio… Le celle sono fatte di silicio, e la lavorazione del silicio è molto delicata è molto importante. È un lungo processo che prevede una fusione ad alte temperature e una ricottura in forno che aggrega al silicio una serie di agenti droganti che lo rendono adatto a captare l’energia del sole.

Da questa lavorazione ne esce un blocco quadrato che poi viene letteralmente tagliato a fettine con spessori che variano dai 150 ai 250 micron, che sono la base del processo di lavorazione di quello che noi conosciamo come il pannello fotovoltaico.

Monocristallino o policristallino, la principale differenza visiva tra il pannello policristallino o monocristallino è quella che vedi in foto
Monocristallino o policristallino, la principale differenza visiva tra il pannello policristallino o monocristallino è quella che vedi in foto

Quando la cella è finita, ed ha preso forma, la possiamo riconoscere facilmente dal colore nero in caso di silicio monocristallino o blu il caso di silicio policristallino, la stessa poi viene lavorata su delle linee più o meno automatizzate a seconda del costruttore dei moduli.

Ipersemplificando tutti i ragionamenti, senza andare a toccare tecnicismi inutili all’obiettivo, Il segreto delle due materie è presto detto due punti

  • Il silicio policristallino è un ibrido, è composto da più materiali che hanno un costo di produzione inferiore rispetto al prodotto tutto nero, e offrono dei pro e dei contro che andremo ad analizzare dopo.
  • Il silicio monocristallino invece ha una lavorazione un po’ più raffinata ed è composto da materie prime molto più pure, che di conseguenza hanno un costo di produzione leggermente superiore al fratello.

Ricapitolando te la faccio breve, il monocristallino è un silicio più puro rispetto al policristallino, con delle conseguenze che ora andiamo ad analizzare.

La resa del pannello fotovoltaico, policristallino o monocristallino, Occhio alla truffa

Negli anni precedenti, ma anche in questi giorni mentre tu leggi l’articolo che ho scritto, sul mercato c’è qualche venditore truffaldino che meriterebbe di essere picchiato e preso a randellate con tutta la mia forza, probabilmente uno che ieri vendeva pentole e oggi si è messo a vendere fotovoltaico perché gli hanno detto che così si guadagna, va in giro a raccontare che il modulo che lui propone produce più energia rispetto agli altri presenti sul mercato, perché sulla carta ti mostra che ha una resa superiore.

È una truffa bella e buona, una scusa che campano per aria pur di accaparrarsi i tuoi soldi, perché loro di impianti fotovoltaici non ci capiscono proprio un h.

La resa del modulo fotovoltaico è un rapporto tra la superficie che il modulo occupa e la potenza massima che è un pannello riesce ad erogare con una radiazione costante di 1000 watt per metro quadro, ad una temperatura di 20 gradi.

E lo standard di misura mondiale, il pannello una volta che ha finito il suo ciclo di produzione va in un apposito macchinario che tiene una all’interno una temperatura costante di 20 gradi, simula una radiazione solare di 1000 watt per metro quadro con delle lampade molto sofisticate, e misura quanta energia produce quel modulo fotovoltaico.

Quella misura da poi la “potenza di picco” del modulo stesso, o per darle un nome più semplice, indica la potenza massima che sarà in grado di produrre quel modulo quando la temperatura sarà vicina ai 20 gradi ed il sole sarà perpendicolare su di esso con una potenza di 1000 W/m2, 1000 watt per metro quadro.

Ma qui scatta la confusione, ed il ragionamento è molto sottile e delicato, quindi ti prego di prestarmi la tua massima attenzione prima di andare avanti, altrimenti rischi di rimanere fregato anche tu.

Un pannello fotovoltaico con una resa più elevata non produce più energia annua rispetto ad un pannello fotovoltaico con una resa più bassa, Ma semplicemente occupa una superficie minore.

Te lo dico da un altro punto di vista: Policristallino o monocristallino, i pannelli fotovoltaici hanno misure simili, il lato lungo è 1,7 m ed il lato corto è 1 m, 1700 mm x 1000 mm.

Ora, ipotizziamo di dover realizzare un impianto da 3 kilowatt di Potenza, o come si usa abbreviare 3 kWp.

Da un lato abbiamo un modulo che ha una potenza nominale di 270 watt, dall’altro uno con una resa superiore (quello che il venditore falso vorrebbe spacciarti come il modulo che produce più corrente nell’arco dell’anno) ovvero 330 watt.

Diamo per scontato che le misure siano simili e procediamo con un semplicissimo calcolo matematico

3 kilowatt di Potenza sono pari a 3000 watt, quindi dividiamo 3000 per 270 per trovare il numero dei pannelli che serviranno per comporre l’impianto, e poi dividiamo 3000 per 330 per trovare lo stesso numero con gli altri pannelli.

Nel primo caso il numero è 11 e qualcosa, ma noi teniamo buono il numero intero quindi avremmo 11 pannelli da 270 watt che daranno vita ad un impianto da 2,97 kilowatt di Potenza, o 2,97 kWp per abbreviare.

Nel secondo caso invece 3000 diviso 330 da come risultato 9 e qualcosa, ma per la stessa legge di prima noi teniamo buono il numero principale che è 9 e daremo vita ad un impianto anche in questo caso da 2,97 kWp ma utilizzando due pannelli in meno.

Ora la differenza tra questi due impianti e notevole e l’abbiamo appena descritta, infatti nel primo caso utilizzeremo 11 pannelli, nel secondo caso invece ne utilizzeremo solo 9.

Adesso infatti, sapendo che ogni modulo occupa circa 1,7 metri quadri di superficie, con il modulo più performante avremmo risparmiato ben 3,4 metri quadri di superficie. Tutto qui.

Ecco, questa è la differenza sulla resa dei moduli fotovoltaici, perché entrambi gli impianti sopra, sulla carta, produrranno annualmente la stessa identica quantità di energia elettrica, e se vuoi divertirti a simulare la resa del tuo impianto ti segnalo il link più adatto allo scopo, ovvero quello fornito dall’università di Ispra: clicca qui e simula la resa del tuo impianto FV

Nota bene, ho detto sulla carta, poi ci sono altre differenze che faranno produrre più o meno energia allo stesso impianto, che vanno analizzate a seconda dei casi, e tipicamente sono: condizioni meteo; altezza; esposizione; inclinazione; eccetera eccetera.

Ma il concetto di base che voglio farti passare è quello relativo alla resa, non esiste il modulo che produce più energia annua rispetto ad un altro perché è una resa maggiore, è una cazzata enorme.

Tutti quelli che dicono o affermano il contrario, lo fanno solo per farti percepire un prodotto diverso, ma di base raccontano cazzate.

Non te lo dico io per sentirmi più bello degli altri, lo dice anche il Fraunhofer Institutes, che l’ente tedesco più famoso ed affidabile che sui test tra fotovoltaico e termico ha veramente fatto scuola.

Tornando sul tema però devo rispondere alla seconda domanda, ovvero quale scegliere e in base a che condizione è più consigliabile scegliere il policristallino o il monocristallino.

Ecco, qui i ragionamenti si complicano ancora di più, che non è una novità visto il tema delicato, ma cercherò di semplificare il più possibile, iniziamo.

Per capirli meglio devo condividere con te quali sono i nemici principali del fotovoltaico, ed è presto detto, sono solo due.

  • Il nemico numero uno è il calore, difatti più si innalza la temperatura e minore sarà l’energia elettrica che il nostro pannello fotovoltaico riesce a convertire dalla luce solare.
  • Il nemico numero due è il meteo, perché il pannello fotovoltaico, perdonami l’ironia, quando c’è la nebbia o quando le giornate sono nuvolose ha una produzione molto scarsa. Sottolineo inoltre, perché l’ho sentita raccontare… che i pannelli fotovoltaici di notte non producono.

Conoscendo il primo problema, quello della temperatura, cercheremo di prevedere l’installazione del fotovoltaico In modo tale da permettergli la maggiore aerazione possibile e quindi combattere nel modo più semplice dei modi il surriscaldamento del campo fotovoltaico.

Un esempio pratico è quando nelle nostre nuove case realizziamo gli impianti fotovoltaici, lasciamo tra i moduli uno spazio equidistante sia nel lato corto che nel lato lungo, in modo da poter permettere una aerazione continua e costante su tutti i componenti del fotovoltaico.

Un altro appunto, sempre valido per chi costruisce una casa nuova che sceglie di integrare l’impianto fotovoltaico nella copertura esistente, è quello di far partire il campo fotovoltaico adiacente alla grondaia, e non integrarlo nel centro del tetto, cosa che piace agli architetti ed ai geometri ma nuoce gravemente alla produzione (e non solo a quella).

Questo piccolo trucco permetterà al tuo impianto fotovoltaico di produrre molta più energia rispetto agli altri solo per il fatto che l aerazione del campo sarà superiore e quindi spesso riusciremo ad evitare esagerati surriscaldamenti dei moduli stessi.

Ecco, tutti i consigli che ti ho dato finora sono validi sia per il mono che per il policristallino, ma ora invece voglio parlare specificatamente dei due materiali e dirti quando uno è meglio dell’altro.

Semplificando di molto tutti i ragionamenti potrei dirti che se devi installare In un impianto fotovoltaico ed hai a disposizione un’ampia superficie devi scegliere un policristallino ad occhi chiusi e non preoccuparti. Se invece hai una superficie piccola che non sai nemmeno se può essere sufficiente a coprire il tuo fabbisogno, di sicuro dovrai orientarti sulla scelta di pannelli monocristallini.

Il perché è presto detto e voglio condividerlo con te..

Parlando sempre di resa del pannello fotovoltaico, un altro calcolo matematico abbastanza semplice da fare, è proprio quella percentuale che troviamo scritto nella scheda tecnica dei prodotti.

Un pannello che rende il 20% (numero a caso per fare un esempio) vuol dire che trasforma l’80% dell’energia solare che percepisce in calore. e solo il 20% lo trasforma in energia.

Il calore, come ti ho spiegato prima è  il nemico numero uno del pannello fotovoltaico, e qui scattano proprio le differenze tra i due componenti.

Il silicio monocristallino, ha un decadimento prestazionale, ovvero produce molta meno energia al verificarsi di tale condizione, molto più marcato rispetto al policristallino.

Per un fattore meramente costruttivo, all’aumentare della temperatura il pannello monocristallino ha un decadimento prestazionale più veloce rispetto al policristallino, quindi a parità di inclinazione e di temperatura, più è caldo e più il policristallino trasforma più energia rispetto al fratello monocristallino.

In sostanza, quando si innalza la temperatura entrambi i pannelli cominciano a produrre meno energia, ma il monocristallino soffre molto di più rispetto al poli. Ecco perché, in poche parole, è tutto un gioco di spazi.

E fino a qui tutti i ragionamenti sono semplici, in realtà rafforzati da un altro concetto che ti spiego adesso.

Dai dati relativi agli investimenti dei produttori di celle, ti posso dire che fino a 3 anni fa le cifre maggiori venivano investite sul silicio policristallino. Era il materiale più economico è molto semplicemente si puntava a migliorarlo il più possibile per ottenere pannelli sempre più performanti a costi sempre più abbordabili.

Oggi però, la tendenza è cambiata e si è completamente rovesciata. La lavorazione del silicio policristallino è vicino allo stallo, ovvero difficilmente si innalzeranno ancora molto le potenze di produzione di moduli perché gli investimenti che sono stati fatti fino ad ora hanno portato al ricavare la massima potenza da questa tipologia di materiale.

Da un paio d’anni a questa parte, il trend è cambiato e tutti gli investimenti sono concentrati sul silicio monocristallino perché occupa un minor superficie e quindi risolve uno dei problemi principali legati alle esigenze domestiche, lo spazio.

Tanto per darti una differenza pratica e ragionare su due estremi, sul tetto di una villa a schiera che solitamente non basta mai, nel 90% dei casi io ti consiglio un silicio monocristallino. Se invece la tua esigenza di creare un parco fotovoltaico per alimentare la tua azienda su un tetto abbondante, nel 100% dei casi ti consiglierò di scegliere con un silicio policristallino.

Questo è quanto, quindi non farti fregare da chi vuole venderti il pannello più performante ti racconta che il suo pannello produce più energia annua rispetto agli altri, non è assolutamente vero.

Non sprecare il tuo denaro scegliendo il modulo che è andato sulla luna, sono solo soldi buttati.

Piuttosto fai attenzione agli accessori che oggi girano attorno ad un impianto fotovoltaico, e come ti spiego nel metodo soluzioni solari, presta molta attenzione e fai dialogare il tuo impianto con gli elettrodomestici di casa tua per ottenere i massimi benefici.

Ora però ho un ultimo dato da darti, che non potevo darti prima perchè non ne avresti colto il senso.

Sai in che percentuale annua differiscono sulla produzione di energia, i due moduli di cui sopra, in un anno?

Ovvero, a parità di inclinazione e di esposizione, su un tetto identico e alle stesse medesime latitudini e longitudini, sai qual’è la differenza di produzione di energia elettrica annua che hanno i due pannelli?

Per essere chiari, sullo stesso tetto orientato bene a sud, da un lato monocristallino e dall’altro policristallino, stessa potenza nominale e stesso inverter, sai quel’è la differenza di energia elettrica prodotta annualmente in percentuale?

Il numero è stratosferico… 2.11% di media negli ultimi 7 anni.

Non farti fregare quando ti appresti a scegliere il modulo per produrre la tua energia!

Domande e risposte frequenti

  • Mi hanno proposto questo pannello, è buono?
    • E’ quasi impossibile rispondere a questa domanda, e preferisco non fare nomi espliciti per questioni legislative. Tuttavia con il passare degli anni e lo sviluppo della materia, un consiglio te lo posso dare sin da subito, diffida dal made in italy. La partita della competitività con i colossi l’abbiamo persa tanti anni fa. Se vuoi farmi questa domanda contattami in privato tramite la richiesta di consulenza.
  • Sul depliant c’è scritto che la garanzia è di 25 anni, mi posso fidare?
    • No, io preferisco consigliare ai miei clienti un’assicurazione a parte, che costa veramente poco, che si può stipulare con una compagnia presente in tutta Italia. Ma come per le marche, se vuoi saperne di più compila il modulo che trovi in fondo all’articolo.
  • Integrato o parzialmente integrato, quale mi consigli?
    • Se il lavoro viene fatto da esperti, non vi è più ne differenza di resa ne tantomeno un pericolo da temere. Negli anni precedenti si teneva a dimostrare che un impianto integrato sul tetto rende meno di un complanare ai coppi/tegole, ma parliamo sempre di un numero inferiore al 2%. La differenza è solo estetica ed è giusto che tu che sei il “padrone di casa” faccia la scelta che ti piace di più a livello estetico.

E se hai altre domande, non esitare a farle nei commenti qui sotto, sarò ben felice di risponderti

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Devis Barcaro, ideatore del metodo soluzioni solari foto profilo trasparente

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