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Impianto elettrico, scegliere senza compromessi

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L’impianto elettrico della tua nuova casa è il cuore pulsante dell’energia, con quei fili di rame che forse vedrai quando gli operai passeranno dentro ai tubi multicolore affogati nel tuo involucro edilizio, tu distribuirai ed alimenterai la tua abitazione e contribuirai a scegliere il peso delle tue future bollette.

Scegliere l’impianto elettrico domestico è una responsabilità enorme!

Non si tratta solo di confrontare i preventivi e scegliere il professionista che più ti ispira fiducia o ti offre il miglior servizio, ma si tratta di scegliere con chi condividere i tuoi obiettivi domestici per farti vivere al meglio la casa che tu stesso stai contribuendo a costruire.

Per prima cosa devi scegliere tra impianto elettrico domotico o impianto elettrico tradizionale.

L’impianto domotico ti offre la possibilità di associare più azioni, in contemporanea o sequenziate a scelta, premendo un solo pulsante.

Per fare un esempio di pura fantasia, arrivi a casa alla sera, schiocchi le dita ed in sequenza si alzano ad una certa altezza le persiane del reparto giorno e si aprono i balconi del reparto notte, ti si accende la luce soffusa con effetto cromoterapia in soggiorno, si accende anche la musica al volume che più ti piace e parte in sottofondo l’ultima playlist di Spotify.

Con l’impianto tradizionale invece, sai che devi premere un pulsante per ognuna di quelle azioni, ma ciò non esclude che tu possa avere qualche automazione come per esempio quella di aprire i balconi o alzare/abbassare le persiane con un unico click.

E’ una scelta non scontata, dove prevalgono abitudini e necessità.

Una volta che hai scelto come vuoi proseguire, devi fare un’altra scelta: impianto elettrico monofase o impianto elettrico trifase?

In realtà è una scelta che dipende dagli impianti che andrai a realizzare all’interno della tua nuova abitazione, ma per come la penso io, se hai letto altri articoli del mio blog sai che la scelta è automatica, oggi andiamo con il trifase e non ci pensiamo più come spiego nel dettaglio in questo articolo.

Pensi al futuro, magari a quando acquisterai l’auto elettrica e vorrai ricaricarla in poco tempo.

Per forza di cose, un impianto elettrico trifase ed una colonnina di ricarica da almeno 7,2 kWh con gli standard Mennekes 2 e sei pronto per qualsiasi sfida, senza che ti scatti il contatore mentre sei sotto la doccia e fuori ci sono i pinguini che ballano al gelo!

Cioè se scegli il trifase, non hai paura che mentre spremi come un limone tutti i tuoi elettrodomestici e gli chiedi di funzionare al massimo della loro potenza, ti scatti il contatore!

Una volta che hai capito come procedere, andiamo più sul pratico.

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Quando pensi all’impianto elettrico, immagina di entrare in ogni stanza della tua casa e segna cosa non vorresti mai mancasse, stanza per stanza.

Impianto elettrico casa o rifacimento impianto elettrico che sia… il progetto impianto elettrico serve sempre

Qui scegliamo le cose che vedremo e toccheremo ogni giorno, entriamo nell’impianto elettrico dell’abitazione: impianto elettrico a vista o impianto elettrico a treccia, l’impianto elettrico esterno, l’impianto elettrico giardino e così via.

L’ordine principale da rispettare sempre, è quello di non far mancare prese in giro per la casa, nel dubbio mettine qualcuna in più e non sbagli mai, ma oltre alle prese, ai pulsanti che potrai scegliere tra colori e tipologie, pensa a come vuoi vivere la tua casa e condividi quel pensiero con l’artigiano o con la persona che poi dovrà mettere sulla carta, e quindi su uno schema elettrico, tutti i tuoi desideri.

Non ti dico di pensare ad un impianto elettrico a norma, lo do per scontato, ma alcune riflessioni adesso ti possono aiutare a spendere meglio (e meno) dopo.

Pensa subito alla tivu satellitare, alle luci estetiche che vuoi mettere sulle scale, alla luce soffusa che vuoi in salotto mentre sei in divano con la famiglia, a quella bianca calda che ti piacerebbe avere in cucina mentre mangi, e quella colorata di sfondo che avrai in salotto quando guardi la partita di calcio o il gran premio coi tuoi amici.

Pensare oggi ad un impianto elettrico civile vuol dire saper interpretare i tuoi desideri e renderli fruibili nel modo più semplice possibile, nella tua vita di tutti i giorni, con l’unico limite che abbiamo che… è quello della fantasia.

Attenzione però, alcuni impianti deciderai di realizzarli subito e magari altri sceglierai di predisporli per realizzarli un domani, è una situazione che capita spesso, ma alla quale va fatta ancor più attenzione.

Partire con le idee chiare aiuta, ma per fare un paragone: quando sei al ristorante prima dai un occhio al menù e poi scegli, giusto?

Per aiutare i clienti nella scelta di cosa fare adesso e cosa predisporre ho creato una mappa degli impianti che prevede un percorso di 57 domande.

Le possiamo compilare assieme se chiedi la mia consulenza.

Perché, per dirla con una versione filosofica, tu stai dipingendo un quadro e ti piacerebbe farlo talmente bene da restarne entusiasmato ogni volta che lo guardi, o sbaglio?

Partire con una mappa da segnare e tracciare a tuo piacimento è più facile, si evitano tutti quegli errori che portano ad ulteriori sforzi economici e magari a pesanti lavori edili proprio appena la casa è finita.

No, questo non lo vuole nessuno, quindi fai attenzione e non sottovalutare nessuna scelta, piuttosto fai 1000 domande prima, perché se le fai dopo… probabilmente è tardi!

Ora immagina di aver scelto cosa fare negli ambienti interni, dove posizionare tv e divano, come regolare le luci interne e come donare quel tocco di luce particolare che rende rilassanti i tuoi spazi.

Immagina già di viverli con amici e parenti, possiamo andare avanti e passiamo agli ambienti esterni.

Sulle pareti dovrai scegliere se creare dei punti luce di design o se inserire luci di emergenza che si attivano in caso di passaggio, magari illuminando zone buie.

Do per scontato che alla parola illuminazione tu ci voglia mettere la parolina led, quella che oggi offre il meglio al minor consumo, ma lo do talmente tanto per scontato che non lo cito nemmeno…

Poi passa alla scelta di allarmi e antifurti, ce ne sono molte versioni e moti tipi che differiscono in base a come si sviluppa la casa, che tipo di controlli vuoi avere e con che interazione, ce né per tutti i gusti.

Dopo tocca a cancello e cancelletto che sicuramente vorrai avere elettronici, almeno come apertura.

Quindi già che ci sei ragiona anche sul citofono, oggi non serve più alzarsi dal divano per vedere chi suona il campanello, abbiamo sempre il telefonino a portata di mano…

Poi pensa al giardino, segna passi per accompagnare chi viene a trovarti dal cancelletto alla porta d’ingresso, luci in mezzo al verde per valorizzare delle piccole chiazze piantumate che magari andrai a realizzare in messo al verde e, per finire, pensiamo già all’irrigazione.

Ci sono ancora moltissimi dettagli di cui discutere, ma quelli li puoi vedere nella mappa, altrimenti qui dovrei scrivere un libro più che un articolo. ☺

Uno degli aspetti più importanti per il futuro delle tue bollette però, è invisibile ad occhio nudo.

La parte più importante del tuo impianto elettrico, è come lo farai interagire con il tuo impianto idraulico. Se li metti in comunicazione tra di loro, avrai fatto un enorme passo avanti per la tua indipendenza energetica

La parte più importante del tuo impianto elettrico, è come lo farai interagire con il tuo impianto idraulico. Se li metti in comunicazione tra di loro, avrai fatto un enorme passo avanti per la tua indipendenza energetica. Questo, è uno dei piccoli segreti nascosti all’interno del mio metodo.

Si tratta dell’interazione tra l’impianto elettrico e quello idraulico, se ciò avviene tu avrai fatto centro sin da subito ed il tuo impianto domestico sarà sicuramente confortevole e ad altissimo risparmio energetico.

Il concetto è semplicissimo da spiegare e da percepire, ma ahimè non è così facile da realizzare.

Immagina la tua casa finita, proprio come piace a te con tutte le automazioni e le diavolerie che ti fanno sentire a tuo agio e di cui vai fiero di aver realizzato dentro le mura domestiche.

Sul tetto di casa hai uno splendido impianto fotovoltaico che quando c’è il sole produce tanta di quell’energia che potresti… Sprecarla se non ne approfitti.

Difatti, tanto per dirtene una, i consumi maggiori li hai per riscaldare e raffrescare quella casa, a prescindere dall’involucro che hai scelto.

Nella tua centrale termica infatti avrai due serbatoi per l’acqua, un accumulo tecnico (per fare la calda e la fredda che serve a riscaldare, deumidificare e raffrescare) ed un puffer per l’acqua calda sanitaria.

Nell’accumulo tecnico, giusto per evitare casini, d’estate accumuli acqua fresca che deve deumidificare e rinfrescare i tuoi ambienti al momento del bisogno e, d’inverno invece, accumula acqua calda per riscaldare i tuoi ambienti. Diciamo che l’accumulo tecnico è quello che contiene l’acqua che alimenta il riscaldamento radiante.

Ora immagina la scena dell’impianto fotovoltaico che a mezzogiorno produce il massimo: Preferiresti avere una pompa di calore o termopompa professionale che in quel momento si accende e accumula energia nei serbatoi di acqua, per poi utilizzarla quando ti serve?

Io immagino che la risposta sia affermativa, visto che ti costerà sicuramente meno in bolletta dopo.

Ecco, questa è la chicca del mio metodo, della mia strategia.

Penso sin da subito a come farti scegliere impianti che dialogano tra di loro, facendoti risparmiare dei gran soldoni e permettendoti di avere i massimi benefici al minor costo.

Semplice no?

Guarda, talmente semplice che se vuoi saperne di più ti basterà chiedere la mia consulenza.

La prima avviene sempre telefonicamente ed è completamente gratuita, cosa aspetti a chiederla?

Basta andare in fondo al post, cliccare sul pulsante e… ricevere la mia chiamata.

 

Dubbi e domande frequenti:

  • Domotica, quando sceglierla? 
    • La domotica appartiene più ad una casa di stile, dove la proprietà non vuole farsi mancare nemmeno una coccola e magari vuole interagire con tutta la casa anche da remoto. Solitamente chi è spesso in giro o chi vuole il massimo all’interno delle mura domestiche
  • Meglio semplici automazioni quando…
    • Se non vogliamo cambiare troppo le nostre abitudini e ci piacciono le cose meccaniche, quelle semplici, l’idea di un’impianto elettrico tradizionale non vuol dire seconda scelta. E’ questione di gusti e di abitudini. Sono scelte che ognuno di noi deve sentirsi libero di fare senza troppi pensieri.
  • Costo impianto elettrico, ma la domotica costa troppo…
    • E’ una leggenda metropolitana oramai da sfatare. Di sicuro un’impianto domotico costa di più rispetto ad un impianto tradizionale, ma siamo nell’ordine di un 10% – 15%, non di più. Il gap si è molto ridotto e l’ottimizzazione di questi impianti oramai diventa sempre più accessibile.

E se hai altre domande, non esitare a farmele nei commenti qui sotto, sarò ben felice di risponderti.

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