Impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo, a che punto siamo in Italia?

Impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo, a che punto è arrivata la convenienza nel belpaese?

In questi ultimi mesi, si è parlato molto di impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo, come la soluzione per arrivare ad essere energeticamente indipendenti.

Niente trucchi niente inganni, è la realtà dei fatti, però voglio condividere con te oggi alcune pratiche che purtroppo vedo ancora in essere da parte dei soliti venditori furbetti e voglio vedere la questione solamente dal punto di vista economico.

Voglio analizzarla proprio dal punto di vista dei numeri, come eravamo abituati a fare fino a qualche tempo fa quando il fotovoltaico era sorretto dagli incentivi statali, perché sento sempre più affermare cose non vere e purtroppo intuisco che a rimetterci sono sempre i soliti clienti…

Impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo, conviene?

Con l’articolo di oggi voglio fare chiarezza sull’aspetto dei rientri economici, che normalmente un utente che si appresta a realizzare adesso un impianto innovativo, si aspetta di avere.

Senza tanto girarci intorno, possiamo prendere a campione un qualsiasi impianto fotovoltaico in via di realizzazione, progettato per produrre tanto quanto è il fabbisogno reale dell’abitazione che lo ospiterà.

Il risultato che otterremo dividendo il costo complessivo dell’investimento per i benefici diretti ed indiretti che l’utente otterrà dal medesimo impianto, saranno molto vicini al numero magico, ovvero 7.

Negli tempo l’ho battezzato come il numero delle meraviglie, perché il concetto della Green Economy (applicato ad una famiglia) si sposa a pieno quando i tempi di rientro di un investimento atto a ridurre il prelievo di energia si attesta in 7 anni.

Semplificando ancora di più il ragionamento, se io investo € 10000 e ottengo un beneficio economico annuo di circa € 1400, dopo 7 anni avrò risparmiato quello che ho investito all’inizio. Secondo i criteri della Green economy, per una famiglia italiana media, questo indicatore è ottimo.

Su questo non c’è ombra di dubbio, e non ne voglio discutere assolutamente, ma voglio spostare ed estendere questo ragionamento ad un sistema di accumulo, perché qui abbiamo qualche problema.

Con gli attuali costi dei sistemi di accumulo in batteria, a prescindere da come si chiami quello che in quel preciso istante è il miglior produttore o è il prodotto che più si addice alle nostre esigenze, i tempi di ritorno variano notevolmente.

Il ragionamento che voglio fare con te oggi è un po’ complesso, e paragona i benefici dello scambio sul posto con i benefici di accumulare in batteria.

Prima ti ha parlato di impianti fotovoltaici progettati a coprire il fabbisogno energetico della tua casa, vuol dire che se tu consumi 1000 kilowattora all’anno, io devo progettare, proporti ed installare un impianto fotovoltaico che ti renda 1000 kilowattora all’anno.

I dati medi di autoconsumo di una famiglia tipo, quelli che ci vengono forniti da E Distribuzione e dall’università di Ispra, dicono che tu riuscirai ad autoconsumare indicativamente il 30% dell’energia che il tuo impianto produrrà in un anno.

Vuol dire che l’altro 70% di energia prodotta non lo consumerai tu nell’immediato e quindi la immetterai in rete, e per questo motivo sarai premiato dallo scambio sul posto.

Se tu produci tanta energia quanta ne prelevi dalla rete, ovvero per esempio tu acquisti dalla rete 700 kWh in un anno e immetti una quantità di energia pari o inferiore a quei 700 kWh, lo scambio sul posto arriva a premiarti pagandoti, per ogni kWh immesso, fino a 0,16 centesimi di euro.

È pur vero che mediamente l’energia la paghiamo più di 0,20 centesimi per ogni kWh, ma se consideri il costo puro dell’energia oggi come oggi, la convenienza dello scambio sul posto è impareggiabile.

Facendo un ragionamento terra terra, in acquisto quei 700 kWh costano circa 180 € e per lo stesso principio, cedendoli in rete ricevi 115 €.

A conti fatti quindi, quei 700 kWh in realtà costano 65 €, ovvero 0.09 € a kWh.

I numeri ed il ragionamento che voglio fare oggi con te, derivano sempre dal motivo che ci spinge ad acquistare la batteria di accumulo, ed al suo prezzo medio di mercato.

Quando parlo di prezzo medio, per farti capire un po’ lo stato di fatto delle cose, riferendomi agli impianti fotovoltaici, ti faccio l’esempio estremo: Nel 2007, quando gli incentivi del Conto Energia hanno iniziato ad accelerare lo sviluppo degli impianti fotovoltaici nel nostro paese, un kWp di fotovoltaico costava più o meno € 8000; Oggi invece, con la scomparsa del Conto Energia e l’ottimizzazione dei costi di produzione dei singoli componenti, un kWp di fotovoltaico costo indicativamente € 2000.

Come puoi vedere, e come puoi intuire, i costi con l’andare del tempo sono destinati a scendere.

Attenzione però, il fotovoltaico all’inizio è stato premiato con gli incentivi del conto energia, e oggi è sorretto dalle detrazioni fiscali, come le batterie stesse, ma…

Quando tu realizzi il tuo impianto fotovoltaico e lo installi, hai direttamente accesso al meccanismo che si chiama scambio sul posto, cioè come ti dicevo prima quel meccanismo che ti premia per l’energia che produci e di immetti in rete, a patto che sia pari o inferiore a quanto tu prelevi dalla rete stessa.

Sicuramente la batteria ti aiuterà a prelevare sempre di meno dalla rete, perché immagazzini l’energia che il tuo impianto fotovoltaico produce di giorno, e utilizzerai la stessa energia di notte ma…

Con questo non voglio dire che la batteria non funziona e non voglio infangare i sistemi di accumulo, anzi sono ben felice che comincino a prendere piede e che le famiglie italiane comincino a diventare sempre di più indipendenti dal punto di vista energetico, ma ti ha promesso un’analisi puramente economica.

Il ragionamento di base che voglio condividere con te, è che tra lo scegliere una batteria di accumulo al litio e lo scegliere i benefici che ne derivano dallo scambio sul posto, ad oggi non vi è paragone e possiamo avere un solo vincitore assoluto che si chiama scambio sul posto, o come puoi trovare spesso abbreviato in SSP.

Non ti dico che la soluzione è non vendere o non acquistare più batterie litio, anzi ripeto e sottolineo, ben venga chi comunque sceglie di accumulare l’energia prodotta per utilizzarla quando serve, come racconto assieme ad un amico in un mio video che trovi a questo link sul mio canale YouTube.

Voglio solo sottolineare, con un messaggio ridondante, che scegliere oggi la batteria di accumulo è una scelta etica, è una scelta che viene fatta per un senso civico e per la bellezza e la consapevolezza di essere energeticamente indipendenti il più possibile, ma non deve essere fatta dal punto di vista di risparmio economico perché assolutamente non è vero.

Se hai di fronte un venditore che ti promette un investimento con una batteria di accumulo, magari abbinata ad un impianto fotovoltaico già esistente, e ti garantisce un rientro economico in 6/7 anni perché così vuole farti credere, indicargli la porta senza indugiare.

Il vero paragone, il vero confronto da fare, è la convenienza della batteria di accumulo al quale però bisogna sottrarre quello che comunque avresti con lo scambio sul posto, e credimi che così facendo i tempi di rientro medio di una batteria in Italia oggi superano i 14 anni nella migliore delle ipotesi.

Ma allora cosa bisogna fare oggi per essere già pronti ed essere già predisposti ad installare una batteria domani?

Ecco, questa è la domanda migliore che tu ti devi fare e al quale io ti voglio rispondere con l’estratto di tutti i miei studi e di tutti i miei approfondimenti, che ho avuto la fortuna di fare negli ultimi anni.

Dopo aver analizzato impianti fotovoltaici, aver toccato con mano i numeri derivanti da migliaia di installazioni, oggi un passo avanti per il futuro lo stiamo facendo, e lo facciamo con la consapevolezza che la motivazione che ci spinge ad acquistare le tecnologie non è uguale per tutti noi.

Un sistema di accumulo oggi può essere acquistato per molteplici ragioni, ma guai ad aspettarsi un ritorno economico dell’investimento in stile Green economy con un ottimo indicatore.

Se stai approcciando adesso al tuo impianto fotovoltaico, di cose da dirti ne ho veramente molte e sicuramente il consiglio primario che ti posso dare è predisporre il tuo investimento al futuro, ma non investire il 100% adesso ammenochè la tua spinta e il tuo desiderio non si sa di essere il più possibile indipendente dai prelievi di energia.

In veneto, proprio per rimarcare tutti i concetti che ti ho detto, e per aggiungere altre novità tecnologiche appena ritrovate, io stesso sto lanciando un nuovo sistema fotovoltaico, che ti permetterà di abbinare in un secondo momento i sistemi di accumulo di 4a generazione ed è già pronto per dialogare con gli elettrodomestici della tua casa.

1 commento su “Impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo, a che punto siamo in Italia?”

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