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Impianti domestici e legge 10/91, la relazione scomoda

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Sempre più spesso gli utenti e arrivano a chiedere informazioni sugli impianti da fare per la loro nuova costruzione, dicendo che hanno richiesto alcuni preventivi in base alla legge 10/91 che gli è stata preparata dal termotecnico.

Legge 10/91, non è sempre oro quello che luccica

L’errore di base è quello di pensare che la legge 10/91 serva a questo, perché in tutta onestà, il suo scopo è solo quello di farti ottenere i permessi a costruire o ristrutturare quell’abitazione.

Ma… Per come siamo abituati noi in Italia, prima chiediamo i permessi a costruire e poi pensiamo nel dettaglio a costruire casa.

Prima vogliamo che il comune ci dica di si e poi iniziamo a chiedere a chi costruisce l’involucro prima, e a chi costruisce gli impianti dopo.

E non è solo una richiesta economica, ma diventa anche un modo per capire che strada percorrere e che tipi di materiale utilizzare.

Senza farne una tragedia, è più che normale scoprire che la legge 10/91 di una casa non rispecchia minimamente ciò che è stato fatto nella realtà.

Il contrario, ovvero una casa fatta per filo e per segno come indicato nella legge 10/91, succede per meno del 3% dei casi.

Ma facciamo una brevissima panoramica per capire meglio il ragionamento.

Cos’è la legge 10/91

La legge 10/91, che fu varata per la prima volta il 9 gennaio del 1991, indica le direttive da seguire per il risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili nelle nuove abitazioni.

Nasco con lo scopo di razionalizzare l’uso dell’energia per il riscaldamento.

Certo, in quegli anni era molto meno sentito di adesso, ma all’epoca fu una pietra miliare che cambiò il modo di realizzare le case.

All’interno vengono racchiuse alcune norme UNI sugli impianti di riscaldamento e, anno dopo anno, dopo il protocollo di Kyoto e la volontà di costruire case sempre più efficienti, si aggiornano i parametri minimi da rispettare.

Di base, lo scopo è quello di capire quanta energia termica è necessaria per mantenere all’interno dell’edificio ad una temperatura di 21° nei periodi dell’anno più freddi.

Ti porto un paio di esempi pratici.

Per fare la legge 10/91 teoricamente dovresti aver scelto perfettamente come realizzare la casa a livello di involucro ed aver scelto per filo e per segno tutti i materiali che andrai ad utilizzare per riscaldare. Ma nella realtà dei fatti, la legge 10 viene redatta semplicemente per soddisfare quelle che sono le richieste del comune, e tu comincerai a pensare come costruire quella casa, quindi anche all’involucro, e di conseguenza anche agli impianti da installare, probabilmente alcuni mesi dopo.

Se vuoi approfondire meglio il tema, ti rimando ad un sito che la racconta in maniera pratica e comprensibile, con un pochino di tecnica, wikipedia.

Legge 10/91 ed edificio NZEB, i numeri della potenza termica non tornano

Legge 10/91 ed edificio NZEB, i numeri della potenza termica non tornano

A cosa serve la legge 10/91?

Molti pensano che la legge sia una sorta di bibbia da rispettare e che si debba rispettare al 100%, ma in realtà lo scopo di quel documentano è di capire se con quello stile di costruzione e con quel tipo di impianti si riescono a raggiungere i parametri prefissati.

Non è la mappa del tesoro, ma è un’analisi macroscopica di ciò che stai andando a realizzare.

Se l’involucro è performante e gli impianti pure, sarà facile raggiungere l’obiettivo.

Se il numero invece non soddisfa le esigenze, ecco che macroscopicamente possono venir fuori errori.

Te fa faccio semplice, guardando la questione dal punto di vista pratico.

Se la legge 10/91 che hai in mano ti da una direzione da seguire, da li puoi solo migliorare.

Da un lato scegliendo materiali più performanti, dall’altro leggendo quei numeri in chiave più moderna, perché quando si parla di numeri per il riscaldamento e si abbina la potenza della pompa di calore al numero che esce da quei documenti, mi vengono i capelli dritti!

Quando la chiedono anche a me per la potenza della pompa di calore per esempio, solitamente rispondo che il suo valore è leggermente superiore a quello della carta igienica, e ti lascio immaginare quali sono le reazioni.

Legge 10/91 e calcoli termotecnici

Non è un documento inutile, serve allo stato per dare una guida sull’efficienza energetica dei nuovi edifici, e a te come documento di base per partire con il piede giusto in una nuova costruzione o in una ristrutturazione. Ma è un documento che non ha molto valore, il suo costo medio di mercato è sui 500/600€, ma se tu pensi che i professionisti debbano estrarre da lì i numeri per riscaldare la tua casa, sappi che parti nel peggiore dei modi

Mentre da un lato pensiamo che acquistare la legge 10/91 al prezzo più basso sia un ragionamento più che giusto, tanto sono solo dei numeri da mettere dentro a un software che poi ti dà dei risultati, ci sfuggono sempre più i particolari che rendono obsoleto questo tipo di documento.

La legge 10/91 indica un insieme di numeri che il professionista termotecnico ha messo assieme sulla base di dati superficiali, indicativi e sommari, per soddisfare le richieste del comune, ma non troverai mai dentro quel documento la potenza reale della termopompa professionale che dovrai installare, ne tantomeno come dovrai realizzare gli impianti.

Te lo dico pratico, se la legge 10 ti dà una potenza utile per riscaldare la casa, e tu pensi di cercare la termopompa che ti dia come risultato quella potenza e pensi di essere a posto, posso solo farti gli auguri.

Le leggi 10 tradizionali, quelle più economiche, ti danno il numero che serve in base al fabbisogno statico di un edificio, che non rispecchia assolutamente gli impianti che andrai a realizzare al suo interno.

Sono sbagliati ed obsoleti i metodi di calcolo, perché si rifanno ad una normative vecchia di vent’anni che andava bene con le caldaie, ma non è assolutamente in linea con i principi di funzionamento di una qualsiasi pompa di calore.

Oltretutto, per tua informazione, secondo i metodi di calcolo della legge 10, approfondendo le normative di riferimento, una casa con un recupero di calore da ventilazione meccanica ed una casa con ricambio aria modello “apri e chiudi le finestre a tuo piacimento” sono la stessa identica cosa.

A me viene da ridere, ma se tu ritieni che sia corretto scegliere gli impianti che andrai a realizzare all’interno della tua casa, in base numeri che trovi su quel documento, forse è il momento di rivedere la strategia del pensiero, prima di fare errori madornali.

Inoltre, sappi che nella normativa non è contemplata l’energia che ti servirà per deumidificare o per raffrescare casa.

Legge 10/91, l’edificio NZEB e la deumidificazione

Sembra un paradosso quello che stai per leggere, ma presta molta attenzione.

In un edificio sempre più performante come quelli che volgiamo costruire da oggi in poi, ovvero un edificio NZEB, riscaldare non è poi così importante.

Breve parentesi: Le case NZEB (Nearly Zero Energy Building), sono abitazioni dove la cura per l’involucro è altissima e le potenze che servono per riscaldare sono minime, difatti l’attenzione maggiore va prestata per la climatizzazione estiva. Nelle case NZEB non basta aprire le finestre come ci insegnava la nonna, bisogna trattare aria ed umidità con molta delicatezza ed attenzione.

Ma quei numeri, ovvero la potenza che serve per raffrescare una casa NZEB, non sono in quel documento.

E tanto per fare un esempio, se costruisci un edificio NZEB e pensi di utilizzare il caro e vecchio climatizzatore d’aria perché è economico e va bene… Tanto vale andare in appartamento e risparmiare anche i soldi della casa…

Quindi fai attenzione quando leggi i numeri della legge 10/91, li si parla solo ed esclusivamente del riscaldamento.

Se vuoi capire realmente di che potenza deve essere la pompa di calore che andrà a riscaldare la tua nuova abitazione, e magari voi utilizzare la stessa macchina anche per raffrescare e deumidificare i tuoi ambienti, l’analisi di calcolo deve essere completamente rivista e non va fatta sulle normative di riferimento per le caldaie.

Il segreto è passare da un calcolo statico ad uno dinamico.

Ne parlo approfonditamente in un video e ho approfondito il tema assieme a Francesco Nesi, di Passivhaus Italia, iscriviti al mio canale youtube per rimanere aggiornato.

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