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Fotovoltaico monofase, contatore monofase e consumi elevati

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abbattere i consumi col fotovoltaico

Impianto elettrico monofase e fotovoltaico monofase, ma se consumi più di 10000 chilowattora di energia all’anno, come si fa?

Consumi elevati e contatore monofase, fotovoltaico monofase?

Tutti ti dicono che è possibile farlo e tu vorresti abbattere i consumi con un impianto fotovoltaico ma… Hai un contatore monofase e prelevi dalla rete più di 10000 kWh all’anno

Vorresti affidarti a qualcuno per realizzare il tuo sogno di essere un giorno indipendente dalla rete, ma purtroppo ti capita che…

Se stai leggendo questo articolo vuol dire che conosci bene il problema e/o probabilmente conosci persone che questi consumi li hanno e vorrebbero tanto abbatterli, ma quando chiedi a qualcuno di analizzare il caso specifico, purtroppo gran pochi riescono a darti una soluzione pratica.

E lo capisco bene, so cosa vuol dire…

La maggior parte degli addetti al settore, perlopiù le solite aziende commerciali allo sbaraglio, i consulenti alle prime armi, o peggio ancora chi si è improvvisato un esperto del settore, non saprebbero come risolverla una questione del genere. Non ti saprebbero analizzare la questione in modo semplice ed efficace.

Forse ti consiglierebbero un impianto fotovoltaico tradizionale perché, come purtroppo spesso accade, non potrebbero fare altro, non lo sanno fare… E ascoltarli potrebbe essere un errore.

Intendiamoci, non è colpa tua se questi tizi che si paventano il meglio del meglio, poi i problemi non li sanno nemmeno gestire, detto in confidenza li invidio.

Loro il problema nemmeno lo vedono e quindi non sanno che c’è.

Io purtroppo quella volta ho scelto di analizzare a fondo i sistemi di generazione di energia da fonte solare, cioè gli impianti fotovoltaici, quindi li vedo con un occhio diverso.

Ma grazie a questo posso permettermi di evitare fastidiose rotture di scatole, giocare di anticipo, e andare dritti alla soluzione.

Eppure con l’avvento delle nuove case con classe energetica elevata, l’adozione di pompe di calore e dei sistemi di cottura ad induzione, gli standard impongono di non portare nemmeno il gas, e quindi l’uso dell’energia elettrica spesso assume valori (si legge consumi) molto importanti.

Parliamo di numeri, parliamo di abitazioni che consumano più di 9000 kWh all’anno, che hanno la necessità di produrre la propria energia e di utilizzarla possibilmente tutta per se.

Non è raro infatti trovare nuove realizzazioni di 250 m2 e oltre che, con la fornitura di 6 kW in monofase, sfiorano spesso il distacco dalla rete elettrica.

Io lo scrivo e lo sottoscrivo che la casa del futuro è trifase, ma parliamo di risolvere problemi e continuiamo col tema…

E questo dovrebbe aver diffuso una gestione più intelligente dell’energia, ma non sembra sia così.

In realtà tu non dovresti nemmeno preoccupartene. Tu la casa magari l’hai acquistata e l’hai scelta con degli standard qualitativi elevati.

Quindi chi te l’ha venduta dovrebbe quantomeno averti fornito un paio di indicazioni importanti prima, ma questo spesso per i costruttori edili (anche se costruiscono case in legno sono sempre costruttori edili), non è argomento da toccare.

Nella filiera sono poco più di una realtà commerciale.

Sanno che ti devono dare assieme alla casa anche un impianto fotovoltaico.

Lo comperano dall’elettricista di fiducia perché sanno che gli farà un prezzo irresistibile, magari glielo faranno pagare a 180 giorni… et voilà…

Loro ti dicono che la tua nuova casa non consumerà niente perché te la danno col fotovoltaico, tu acquisti e paghi (e non poco), ti aspetti bollette da sogno e loro arrivano, solo che il sogno diventa un incubo!

Ti aspetti di spendere magari 500 € all’anno in tutto e invece ti trovi quei 500 € da pagare ogni 2 mesi…

No, non credo che questo sia quello che tu volevi, ma purtroppo è quello che capita spesso, troppo spesso.

E come fare per trovare la soluzione ideale a questa situazione?

La risposta è talmente semplice che a dirla fa ridere, figuriamoci a scriverla… Basta dividere in due unità l’impianto fotovoltaico!

Attenzione che semplice non vuol dire banale o di facile realizzazione però, per progettare due impianti fotovoltaici che lavorano in simbiosi tra loro, non basta un foglio excel ed una calcolatrice, ci vuole… dimestichezza!

I sistemi di accumulo e la tecnologia di oggi infatti, se ben progettati e realizzati, possono dialogare tra di loro e possono lavorare in accoppiata.

fotovoltaico monofase fotovoltaico trifase convenienza fotovoltaico alti consumi domestici

Scegliere il fotovoltaico monofase o trifase nell’abitazione non cambia il tipo di contatore, tuttavia se hai utenza trifase…

Il concetto è abbastanza semplice. Vediamolo insieme con un esempio pratico (ci provo…).

L’abitazione in questione consuma 10.000 kWh in un anno, la tua volontà è quella di rendere il consumo elettrico il più possibile vicino allo zero, di non gettare più una marea di soldi per acquistare quello che ti potresti produrre da solo e di non fare più un infarto quando vedi la busta bianca con il logo dell’Enel o quello nuovo che dev ancora imparare a memoria dopo tutti i cambiamenti che hanno fatto…

Per un conteggio pratico, in zona Veneto, sappiamo che per produrre circa 10000 kWh all’anno di energia, avremo bisogno di un impianto con una potenza vicina ai 8,4 kW, che comporterebbe il passaggio da utenza monofase a utenza trifase.

Difatti il fornitore di rete, superati i 6 kW di potenza dell’impianto, farebbe scattare la trappola che una volta era da evitare (una volta, ne parlo approfonditamente qui).

Ecco che allora ci viene in aiuto il semplice concetto del Master e dello Slave, ovvero di un impianto primario ed uno secondario.

L’impianto Master, o impianto primario, sarebbe un impianto da 3 kW che fungerebbe da alimentazione di base, garantendo anche un minimo di back up energetico in caso di necessità.

Con questa soluzione andrebbero eliminati, definitivamente, i primi 3300 kWh di consumo elettrico.

Il calcolo nell’esempio è ipotetico, ci sono delle regole specifiche per dimensionare il Master e lo slave in modo corretto, io lo facciamo tutti i giorni e ti garantisco che non lo si fa con carta e penna dopo 3 minuti, giusto per portare a casa la firma del contratto…

Ti dico subito che se li calcoli a casaccio, come farebbe una qualsiasi società commerciale che ha come scopo solo quello di venderti dei prodotti, rischi di spendere solo i tuoi soldi per nulla, quindi fai molta attenzione…

Difatti, un impianto volutamente sottodimensionato come in questo caso, progettato a dovere, scambierebbe con l’abitazione la maggior parte dell’energia prodotta (più del 95%), tanto da cederne in rete solo una piccola quantità ma…

Il secondo impianto invece, sarebbe in configurazione slave, o secondario. Funzionerebbe come un impianto fotovoltaico con accumulo tradizionale, ma a differenza del primo, non sarebbe connesso in rete e scambierebbe tutta l’energia prodotta solo ed esclusivamente con la tua casa.

Per concludere, dato l’esempio riportato nel caso, realizzerei un impianto da 5 kW di potenza, e sicuramente sceglierei un accumulo adeguato in corrente continua per arrivare a soddisfare al meglio l’esigenza.

E sai quale sarebbe il risultato?

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Calcoliamolo assieme utilizzando numeri vicini alla realtà.

Per un l’abitazione in oggetto, il costo medio dell’energia stimiamo che sia vicino ai 22 centesimi di euro per ogni kWh acquistato (comprensivo di tutte le tasse e le accise).

Abitazione in veneto che consuma 10000 kWh annui di energia, spesa media annua quantificabile in € 2.200

La stessa casa, dopo l’adozione della mia soluzione, preleverebbe dalla rete circa 2000 kWh all’anno.

La stessa casa quindi, acquistando una quota di energia molto inferiore, avrebbe una spesa annua stimata in € 450

Penso che l’esempio parli da solo, i numeri la dicono tutta.

Sottolineo per dovere di cronaca che i numeri sono ipotetici, in variazione costante..

E’ molto importante in questo caso una progettazione adeguata, in quanto entrambi gli impianti sarebbero azionati da diversi sensori di energia che devono lavorare in simbiosi tra di loro, per garantire all’utenza finale il maggior beneficio.

Come dice la pubblicità di un famoso gelato, “two is megl che one!”

Ovviamente non tutti i sistemi possono lavorare in questo modo, ma il concetto te lo semplifico così.

Si realizzano due impianti, uno piccolo che viene progettato e realizzato solo per fornire all’abitazione il minimo di energia che gli serve.

L’altro invece viene progettato, realizzato e connesso in rete per fornire all’abitazione l’energia rimanente e lavorare in parallelo alla rete elettrica.

Ribadisco un concetto, non mi stancherò mai di ripeterlo, non esiste il prodotto migliore, quello che tutti vorrebbero venderti, esiste però il prodotto che più si presta a soddisfare le tue esigenze.

Abbattere i consumi con un impianto fotovoltaico è possibile e possiamo ridurre sempre di più la quota di energia prelevata dalla rete, ma solo se sai come farlo.

Domande e risposte comuni:

  • E possibile un fotovoltaico monofase su impianto trifase, ovvero realizzare e connettere un impianto fotovoltaico monofase su contatore trifase?
    • Si, per risparmiare fanno sempre così. non è un’azione scorretta in quanto il contatore fa la somma algebrica delle fasi, ma un inverter trifase è sempre consigliato.
  • Posso fare impianto fotovoltaico 10 kw monofase?
    • Sulla carta no, tuttavia ci sono zone d’Italia in cui e-distribuzione ( la vecchia enel) lo obbliga, qui in Veneto a me personalmente però non è mai capitato.
  • Meglio impianto fotovoltaico monofase o trifase?
    • Se puoi scegli sempre di farlo come il tuo contatore di energia, hai il contatore monofase o trifase? 😉

 

E tu cosa aspetti a informarti?

Non esitare a chiedere chiarimenti o ad esporre i tuoi dubbi qui e adesso, nei commenti sotto.

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