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Ecobonus, pompe di calore e fotovoltaici

Dopo il lockdown che tutti noi ricorderemo e racconteremo negli anni a venire, spunta l’ecobonus e per chi pensava già prima alla pompa di calore abbinata al fotovoltaico, nasce un’opportunità da non perdere.

L’ecobonus 2020 è finalmente legge, e il primo consiglio che mi sento di darti è quello di fare attenzione, perchè di furbi all’arrembaggio ce ne sono davvero tanti, come scrivo in questo articolo.

La parola d’ordine è efficientare la casa e renderla il più possibile autonoma, prendendo a pugni le dispersioni termiche prima ed eliminando la superflua bolletta del metano, il bombolone del GPL o il gasolio puzzolente.

Ecobonus: Termopompa e fotovoltaico, un occasione unica.

Passare ad un sistema no gas è possibile, e con l’occasione che ti si prospetta davanti ti consiglio di non perdere il treno, ma andiamo con ordine.

Ho già dimostrato che è possibile passare al no gas anche se hai i radiatori in ghisa e non hai un’abitazione efficiente dal punto di vista energetico, ma in questo caso possiamo andare ben oltre.

Se non credi sia possibile, puoi leggere la storia di Lara e Marco qui: Come abbinare una termopompa ai radiatori in ghisa e ad un impianto fotovoltaico efficiente, oppure guardare la video testimonianza di Alessandro ed Elisa, che hanno solo la pompa di calore che riscalda i termosifoni, e senza fotovoltaico spendono meno che riscaldare con una caldaia a condensazione.

Di sicuro c’è il salto delle due classi da fare, ma per chi come me è abituato a fornire soluzioni solari efficienti anche nelle abitazioni anni 70, mi sento comunque di prestare attenzione anche all’aspetto dell’involucro.

Nell’ordine preciso con cui te li menziono, puoi approfittare per isolare il tetto e rifare gli infissi, i due punti principali che diminuiscono notevolmente le tue dispersioni termiche e contribuiscono a rendere più performanti tutti i sistemi di riscaldamento.

Se puoi spingerti anche sul cappotto, l’occasione è ghiotta e se hai un po di budget da aggiungere, carpe diem.

La cifra a disposizione per un’abitazione singola è davvero importante, parliamo di un massimale di 50.000 € che per rifare un tetto, le finestre ed il cappotto sono davvero una manna dal cielo.

Sottolineo se hai budget, perché al contrario di quanto hanno affermato giornali e riviste nei momenti di incertezza, il tutto gratis non esiste o è sinonimo di fregature, ma comunque un grosso aiuto dal decreto è tangibile e sfruttabile da chiunque possa permettersi il grande passo.

Senza scendere nel tecnico di tutti i numeri, cosa che si deve valutare caso per caso, l’aiuto che viene dal nuovo incentivo offre un contributo fino a 30.000 e per efficientare il sistema di riscaldamento ed uno fino a 48.000 € per installare il tuo nuovo impianto fotovoltaico, sistemi di accumulo e colonnine di ricarica compresi.

Sono cifre che coprono al 100% l’investimento?

Non sempre, a volte chiedono un investimento aggiuntivo da parte del committente, ma quello che più attrae è la possibilità di maturare un credito d’imposta che può essere sfruttato in modi diversi.

Per chi può e ha capienza a sufficienza, rispettando i parametri del decreto, se lo detrae in 5 anni al 110%, vuol dire che investi una cifra di 100 ed in 5 anni detrai fiscalmente un importo pari al 110%.

E quello che alletta di più, è quello di vedersi “scontare quell’importo” dall’ammontare complessivo dei lavori anche dall’azienda che li esegue, ma qui si entra in un vortice che attrae ma nasconde mille insidie.

Ecobonus 110, un occasione da prendere al volo per eliminare il gas, la legna, il pellet o il gasolio, partendo dall'involucro e finendo ad una pompa di calore con un fotovoltaico.

Ecobonus 110, un occasione da prendere al volo per eliminare il gas, la legna, il pellet o il gasolio, partendo dall’involucro e finendo ad una pompa di calore con un fotovoltaico.

Ecobonus 110%, cappotto, infissi, pompa di calore e fotovoltaico gratis?

La mia risposta è: SOGNATELO.

Si si, hai capito bene, anche se la mia azienda e quelle con cui opero possono sostenere la cessione, prima di tutto consiglio vivamente un passaggio con la propria banca o una di quelle che compaiono sui titoli dei giornali come indicate ad acquistare il credito anche dal cittadino privato.

Il perché è semplice, è una sorta di doppia garanzia per te che acquisti e per tutti noi che lavoriamo e post lockdown vogliamo mantenere gli equilibri tra la qualità dei lavori eseguiti e i risultati che tu vuoi ottenere.

Capisco che sembra controintuitivo, ma a me personalmente non interessa suonare il campanello e chiederti se vuoi che io esegua i lavori gratis a casa tua, ho un sistema ed una serie di prodotti di fascia altissima che non sono quelli adatti ad essere installati da chi non ne percepisce il valore.

E come professionista prima, ma anche come essere umano dopo, se hai un occasione ghiotta come questa, di certo non avrai problemi a parlare con la tua banca per chiedere come gestire il credito che maturerai alla fine dei lavori.

Ecobonus 110% e… occhio agli squali

Ahimè, c’è sempre il rovescio della medaglia, perché questa è una ghiotta opportunità per te ma anche per tutti quei commerciali da strapazzo che puntano a vederti firmare un contratto e di quello che ti succederà dopo non glie ne frega una beata fava.

Ne parlo in un video assieme a Paolo Schiona di Prae.toris ed SOS difesa del consumatore.

Dal video che puoi vedere da qui Occhio agli squali dell’ecobonus, emerge fondamentalmente un pericolo enorme.

Sono molteplici le società che operano nelle rinnovabili che prima con gli impianti fotovoltaici e dopo con le pompe di calore, propongono il miracolo che poi si trasforma in un incubo.

E il caso più pratico che ti posso portare è quello di casa mia, perché anch’io ho acquistato casa prima del lockdown e mi accingo ora a ristrutturare completamente.

E’ una mezza bifamiliare da 140 m2 scarsi calpestabili, in provincia di Padova.

Devo togliere i pavimenti, rifare un bagno da zero ed aggiungerne un’altro, installare un radiante a pavimento da un lato ed un radiante a soffitto dall’altro, ed abbinare la VMC centralizzata al quale affiderò anche il compito di deumidificare e di tener fresca casa mia anche quando il sole picchia.

Cosa farò è semplice.

Sfrutto l’ecobonus e parto dall’involucro, dove ho la fortuna di non dover toccare il tetto perché ha 2 anni di vita!

Parto dal cambio delle finestre e dal cappotto sui 4 lati, che mi chiede un piccolo esborso aggiuntivo in quanto per le finestre i massimali non coprono la spesa, ma aiutano eccome!

Poi demolisco i pavimenti esistenti e creo un secondo bagno, aggiungendo una porta scorrevole e creando un open space per trascorrere qualche momento piacevole con i miei amici, ma anche con chi vuole vedere un sistema simile attivo e funzionante.

A livello di impianti per la climatizzazione applico ciò che dico tutti i giorni, radiante per riscaldamento e raffrescamento, centrale termica con un accumulo tecnico ed uno sanitario, 3 pompe di rilancio (una per il radiante a pavimento, una per il radiante a soffitto ed una dedicata alla VMC), una ventilazione meccanica centralizzata con batteria di deumidificazione, una termopompa professionale italianissima inverter ed un termostato che rileva temperatura ed umidità in ogni singola stanza.

Per il pacchetto di cui sopra l’ecobonus arriva a mettere sul piatto 30.000 € e ti dico che non bastano nemmeno a me che sono del settore e -come puoi immaginare- ho accesso a quotazioni diverse rispetto ad un utente finale.

Installerò un impianto elettrico che sfrutta tutti i capisaldi della building automation, per automatizzare le tapparelle, controllare le temperature, aprire e chiudere il cancello in entrata, gestire l’allarme e fare tutto quello che una domotica ti permette in una ristrutturazione di sana pianta, qui l’ecobonus mi viene incontro con un massimale di 15.000 € e copre una buona parte della spesa, ma non tutta.

Non può mancare la produzione di energia elettrica e la colonnina di ricarica, fotovoltaico da 7,4 kW di potenza e il mio immancabile algoritmo Smart Solar che mette in comunicazione la termopompa con la produzione di energia elettrica, innalzando l’autoconsumo e abbassando al massimo il prelievo di energia elettrica dalla rete.

Ovviamente chiude il cerchio piastrelle, porte, bagni, piatti doccia e tutto quello che serve per renderla abitabile.

Sfida?

Certo che si, passo da una classe G ad una classe A4, che vuol dire che il costo di mantenimento di quella casa sarà bassissimo.

Ecobonus sconto in fattura e massimali per l’impiantistica.

In soldoni i 3 che mi riguardano direttamente, ragionando come tecnico e come utente negli impianti sono questi:

  • 30.000 € per la parte di impianti di climatizzazione invernale
  • 48.000 € per la parte di produzione di energia elettrica
  • 15.000 € per la parte di building automation

Personalmente sfrutterò anche la parte di coibentazione e finestre, che copre le spese fino a 50.000 €

Detto questo, non è gratis, perché i lavori edili di smantellamento e di ripristino opere non rientrano nell’ecobonus e quindi vanno pagati e conteggiati a parte, accedendo alla vecchia detrazione del 50%, inoltre la parte eccedente ai 30.000 € per l’impianto di riscaldamento e la distribuzione idrico sanitaria vanno divisi e prendono anch’essi la strada del 50% e del 65%.

Te la dico pratica e ti ribadisco un consiglio fondamentale per sfruttare al massimo tutti i vantaggi di questa opportunità.

I principali attori dell’ecobonus sono le banche pronte ad acquisire il credito anche dai cittadini privati, quindi fai un passaggio con la tua o cerca tra quelle che i giornali indicano come istituti di credito pronti ad acquisire i crediti.

Accordati con le banche e poi dialoga con le aziende, che sicuramente apprezzeranno e ti tratteranno coi guanti.

Ma la parte più importante è quella tecnica, per gli iter di analisi prestazionali degli edifici e per le asseverazioni dei costi.

Io ho fatto non poca fatica a mettere insieme dei piccoli team nelle regioni in cui opero, e sono la figura chiave per un intervento sicuro e definitivo che può trasformare un’abitazione energivora in una casa no gas che sfrutta al massimo il sole e ne trae solo benefici.

Ecobonus pompe di calore, no all’ibrido.

Se c’è una cosa che mi dispiace, è vedere che tutte le realtà commerciali truffaldine che suonano i campanelli o ti chiamano raccontandoti la favola dell’orso pur di mettere piede a casa tua, propongono soluzioni ibride. Per carità, farebbero peggio se proponessero la pompa di calore miracolosa, ma visto che l’occasione è grande perché devi sprecarla e di fatto lasciare il tuo vecchio contatore quando lo puoi eliminare?

Lo spiego bene in questo articolo, no alla pompa di calore ibrida, ma qui te lo riassumo in pochi semplicissimi passaggi.

E’ sempre possibile passare ad una pompa di calore, anche se hai i termosifoni in ghisa e ti dicono che non si può fare.

Quello che manca proprio nel nostro paese è la cultura del funzionamento della pompa di calore, e quando la conosci e sai la differenza tra un termopompa ed una pompa di calore commerciale, quando sai come ottimizzare un impianto e rispetti le semplici regole di base per un sistema efficace ed intelligente, i problemi svaniscono ed i committenti sono solo felici.

Niente di più semplice, ovviamente se lo sai fare!

E, come sempre, se vuoi capirne di più e vuoi il mio aiuto, tutto inizia compilando il form qui sotto.

 

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