Cos’è il COP della pompa di calore, come aumentarlo e come ridurre il pendolamento

cop pompa di calore

In questo articolo esploreremo il concetto di COP (Coefficient of Performance), il fenomeno del pendolamento e le strategie pratiche per migliorare il rendimento complessivo del sistema. Scopriremo come gestire al meglio l’energia elettrica convertita in energia termica, l’importanza di una corretta regolazione termica e altro ancora.

Continua a leggere per approfondire questo tema e trovare soluzioni pratiche per massimizzare l’efficienza delle tue  pompe di calore.

Cosa sono il COP e lo SCOP della pompa di calore?

Cos’è il COP della pompa di calore? Il COP è il rapporto di resa della pompa di calore, cioè quanta energia elettrica consuma e trasferisce in energia termica.

Ipotesi banale: se hai un COP di 4, tu hai prelevato 1 kW di energia elettrica per darne quattro di energia termica. Quello è il COP.

In realtà, il COP è momentaneo, cioè del singolo istante di lavoro della pompa di calore. Il dato più interessante, su cui bisogna fare tutti i riferimenti, è lo SCOP (Seasonal Coefficent Of Performance), cioè il coefficiente di prestazione stagionale.

Cos’è e come limitare il pendolamento della pompa di calore?

Il pendolamento della pompa di calore è quando la macchina fa ripetutamente on-off: si accende, fa una determinata quantità di lavoro in un determinato tempo e si spegne, oppure quando accelera per far andare il compressore ad alti giri, poi abbassa, accelera e abbassa. Questo si chiama pendolamento.

Giusto per capirci, COP e pendolamento sono due fenomeni molto uniti tra di loro, sono degli indicatori che possono dirti come ottimizzare il rendimento intero del sistema per trarne un profitto, che si traduce letteralmente in risparmio economico.

Ma ti dico subito una cosa: limitare? Sì. Ridurre? Sì. Eliminare? Impossibile.

Perché ovviamente la stagione invernale nella sua durata ha un picco quando c’è tanto freddo, tipicamente nei due mesi centrali di dicembre e gennaio, ma poi ha un inizio e una fine con temperature davvero variabili, soprattutto in questi ultimi anni, dove il cambiamento climatico si fa sentire in modo importante.

Quindi dobbiamo concentrarci sull’ottimizzarlo. Ma non è possibile annullarlo, non è possibile vedere una linea retta, bisogna addolcirla il più possibile, sempre senza farne una malattia.

Come aumentare il COP della pompa di calore

Quindi, nella pratica, come miglioriamo il COP e, di riflesso, come cerchiamo di limitare il più possibile l’effetto del pendolamento?

Aumentare il COP è abbastanza facile, limitare il pendolamento un po’ meno. Per aumentare il COP  bisogna trovare la temperatura di mandata dell’acqua calda in uscita della pompa di calore più bassa, quella che soddisfa i requisiti della nostra casa nel periodo della stagione invernale, e farlo magari nelle ore ottimali.

È sempre possibile? No, va accesa/spenta? No, perché il massimo del lavoro di una pompa di calore si ottiene con un lavoro costante.

Va semplicemente ragionato, cioè bisogna cercare di accumulare qualche grado in più di temperatura di giorno e chiedere poco lavoro, o non chiederlo, quando l’involucro te lo permette, la notte.

Anche qui è sempre possibile? No. È  sempre la strategia migliore? No, va contestualizzata alla tipologia di involucro, alla tipologia di impianto e a quanto tu lo puoi realmente controllare, volendo metterci la mano, la testa e giocare chiari con i numeri.

Attenzione, ripeto, mai farne una malattia, mai diventare matti, basta metterci un po’ di testa e applicare la legge di Pareto: l’80% del risultato con il 20% dello sforzo, temperatura più bassa, ore di funzionamento.

Cerchiamo magari di concentrarle il più possibile quando possibile nelle ore diurne, nelle ore di giorno, perché di giorno, comunque, è sempre meglio rispetto che la notte. Di riflesso, questo dovrebbe aiutare anche il pendolamento.

Infatti, più la macchina lavora in condizioni ottimali, più l’effetto pendolamento tende a svanire. Tuttavia, per farlo svanire non si lavora solo sulla pompa di calore. Bisogna lavorare anche lato termostati, lato utenza, lato casa. Come? Semplicemente magari chiedendo di giorno un grado in più e di notte un grado in meno. Le due azioni combinate, ragionate e contestualizzate ognuno sulla propria casa, sulla propria pompa di calore e sul proprio involucro, ti aiutano a limitare questi effetti.

Pendolamento e produzione di acqua calda sanitaria

Ma attenzione perché per fare tutti questi giochini devi avere una centrale termica e una termoregolazione che te lo permetta.

In centrale termica gli accumuli aiutano, senza esagerare o senza ridurre a zero, a limitare il più possibile l’effetto pendolamento e anche l’effetto resa.

Un grosso aiuto arriva anche dalla termoregolazione domestica, perché come dico sempre: la termopompa converte l’energia elettrica in energia termica, la centrale termica riceve il calore, il lavoro generato dalla pompa di calore, ed è pronta a distribuirlo all’interno della casa tramite i terminali dell’impianto che hai scelto, la termoregolazione gestisce quella distribuzione in maniera ottimale.

Quindi, la macchina deve lavorare alla temperatura più bassa possibile nelle ore di giorno, e stessa cosa la termoregolazione, così da accumulare quel grado in più che permetterà alla macchina, se possibile, di lavorare un po’ meno la notte.

Questo è l’equilibrio da trovare, stessa cosa che aiuta il pendolamento è la produzione di acqua calda sanitaria. Qui gli accumuli importanti vincono: quando puoi accumulare in un unico serbatoio l’acqua calda che ti serve in un giorno, hai già fatto un grosso passo avanti.

Ovviamente, ti conviene produrla e accumularla nelle ore del giorno. E anche qui, non è difficile intuire che magari ti conviene produrla verso sera, con un po’ di logica e intelligenza, e cercare di renderla il più piatta possibile nelle giornate fredde.

Cosa succede se la pompa di calore pendola troppo?

Se la vedi pendolare tanto, vuol dire che c’è qualche problema di dimensionamento alla base; lì tu puoi fare poco a parte evitarlo.

Certo, se l’impianto ce l’hai già, mi spiace, non so come aiutarti. Se non ce l’hai, sappi che i miei tre consigli più preziosi arrivano adesso.

COP e pompa di calore: 3 consigli

  1. La marca non è quella che ti risolve il problema. Sicuramente, un’ottima pompa di calore farà un lavoro migliore, ma la pompa di calore è solo uno dei componenti.
  2. Per estrarla, servono numeri reali, serve un calcolo del fabbisogno termico dell’abitazione, e non la fa un architetto o un geometra, la fa un progettista termo tecnico.
  3. Serve una visione di insieme, sempre entro uno schema più complesso. La pompa di calore alimenta la centrale termica, che alimenta gli impianti, che vengono gestiti dalla termoregolazione, all’interno di un involucro. Quindi, quando si ha visione di insieme, si riesce a fare un progetto efficace.

 

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Devis Barcaro

Devis Barcaro

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Devis Barcaro

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