Fotovoltaico e pompa di calore, come sfruttarli al massimo

pompa di calore e fotovoltaico come ottimizzarli al massimo

Impianto fotovoltaico e pompa di calore, un binomio vincente se…

C’è tanto da dire sul tema degli impianti fotovoltaici abbinati alla pompa di calore, e sicuramente alla base di tutto c’è che se l’energia elettrica te la produci con un impianto fotovoltaico, integrare una pompa di calore pr riscaldare, raffrescare e deumidificare i tuoi ambienti può essere davvero una scelta vincente.

Ovviamente però, non basta abbinare i due componenti, alla base della progettazione prima e dell’installazione dopo, per sfruttare al massimo il binomio ed investire nel modo migliore i tuoi denari, servono alcune considerazioni semplici che devi conoscere a fondo.

Nell esempio che vi riporto, prendo in considerazione un abitazione in pianura padana, di circa 150 metri, con un buon involucro che rispetta i requisiti del 2010.

Sottolineo che sono numeri reali ma dobbiamo prenderli come un esempio, criticarli o prenderli come buoni per casa propria potrebbe non essere una strategia efficace, per capire quelli reali di casa tua ci vuole sempre un professionista. E’ altamene sconsigliato e pericoloso intraprendere la strada del temotecnico fai da te!

Partiamo dal fotovoltaico:

impianto fotovoltaico con pompa di calore, le marche non risolvono il problema
Fotovoltaico e pompa di calore, prima di cercare la marca cerca di capire come inserirli in modo adeguato per raggiungere l’indipendenza energetica.

Impianto fotovoltaico, come dimensionarlo a dovere.

E’ una questione di numeri, ma per avere un riscontro reale e veritiero devi conosceli e metterli tutti in un foglio excel.

Sicuramente i principali sono quelli del fabbisogno domestico quotidiano, che secondo i dati di ricerca forniti dai vari distributori di energia, in una famiglia media di 4 persone corrispondono a 4500 kWh. Ovviamente è un dato medio e come puoi ben intuire varia da famiglia a famiglia, ma prendiamo questo come buono.

Cosa si aggiunge a quel fabbisogno:

  • Sicuramente il piano di cottura ad induzione, che mediamente pesa per circa 600 kWh all’anno da aggiungere ai 4500.
  • Il consumo pompa di calore, che vediamo tra poco perché merita alcni ragionamenti a parte.
  • L’eventuale presenza di un auto elettrica che incide sui consumi complessivi.
  • Tutte le altre diavolerie elettriche che oramai invadono le nostre case.

Consumo pompa di calore, un esempio pratico.

Prendiamo a campione un’abitazione cotruita nel 2010, di 150 m2, che ha un riscaldamento radiante a pavimento e lo abbina alla ventilazione meccanica per la deumidificazione e per l’integrazione al raffrescamento.

Pompa di calore e fotovoltaico
Fotovoltaico e pompa di calore, per ottimizzarli devi conoscerli entrambi.

Consumo pompa di calore, iper semplificando, proviamoci!

Calcolare il fabbisogno del riscaldamento a pompa di calore è relativamente semplice, prendi quello termico della casa espresso in kWh termici annui e dividilo per la resa media stagionale calcolata della pompa di calore che sei propenso a scegliere per casa tua. Certo, non lo puoi fare da solo se non hai un minimo di dimestichezza con l’ingegneria termotecnica, ma sempre a titolo di esempio puoi prendere il fabbisogno annuo e dividerlo per 4, otterrai quanti kWh annui servono per riscaldare casa tua e in questo esempio pratico ci bastano.

Nel nostro esempio quel dato corrisponde a 3.345 kWh annui, che comprendono sia il riscaldamento che la produzione di acqua calda sanitaria.

Solo che a quello termico devi aggiungere anche la parte di raffrescamento. In questo caso è sufficiente avere l’acqua ad una temperatura di 14° per soddisfare sia le esigenze del pavimento che quelle della batteria dedicata alla ventilazione meccanica centralizzata, ed il fabbisogno energetico in questo caso è di 2.650 kWh annui.

Somma il riscaldamento alla produzione di acqua calda sanitaria ed al raffrescamento e il numero che ne esce è di 5.987 kWh annui.

Prima di passare all’auto elettrica, fermiamoci a ragionare su questa somma di numeri.

Prendi una casa dal 2010, abbina una pompa di calore all’impianto fotovoltaico, aggiungi un piano di cottura ad induzione e preparati a soddisfare un’esigenza annua complessiva pari a poco più di 11.000 kWh all’anno!

E da qui possiamo ragionare sull’impianto fotovoltaico da abbinare.

Sempre a titolo di esempio, ipotizziamo diavere il tetto della casa esposto a Sud, con una tolleranza tra sud est o sud ovest di 25°.

Nella pratica la produzione rimane uguale, cambia solo che se è ad Est produce di più la mattina, se è a Ovest produrrà di più nel pomeriggio, ma guardiamo i numeri.

Mediamente quell’impianto produrrà circa 1.200 kWh per ogni kWp di potenza, quindi il conto matematico è 11.000 divido 1.200 ed il risultato arrotondato per difetto è 9,1 kWp. In questa abitazione, impianto fotovoltaico e pompa di calore si sposano meglio con il trifase (lo spiego in questo articolo e lo approfondisco in questo video assieme ad Alessio Piamonti.

Pompa di calore e impianto fotovoltaico, la prima conclusione

Non puoi pensare all’autosufficienza energetica se non sai quanta energia ti servirà per ottenerla.

Certo, non siamo ancora pronti per vivere in una casa senza pagare un piccolo dazio al fornitore di energia, ma i primi passi sono i più importanti e devono essere fatti con tutta la minuzia che occorre per avvicinarsi il più possibile all’obiettivo di vivere senza bollette.

Ora, prima di capire come sfruttarlo ed ottimizzarlo al massimo voglio sfatare un mito sempre più diffuso nel nostro paese.

Il riscaldamento a pompa di calore funziona anche se hai i radiatori in ghisa. Te lo spiego nel dettaglio in questo articolo, basta avere la basi per farlo e non è impossibile, anche se la maggior parte dei tecnici ti dice di no e ti consiglia la cara e vecchia caldaia ibrida per non sbagliare.

Un’altra considerazione molto importante è sull’apporto solare.

La diatriba solare termico o fotovoltaico è sempre aperta e porta spesso a fiumi di parole e di convinzioni che la fisica ha sfatato più di una volta.

In questo articolo ho approfondito il tema, ma in estrema sintesi a noi serve autoprodurre energia elettrica che poi trasformiamo in termica, non ci serve il pannello solare termico, ci serve solo una produzione abbondante di energia elettrica e fine dei ragionamenti.

Adesso però, cerchiamo di capire come ottimizzare il sistema per trarne il mssimo profitto, e tutto si racchiude nel massimizzare l’autoconsumo.

Il concetto è semplicissimo da intuire, un po meno semplice da mettere in pratica.

Nelle ore con la maggior insolazione, il fotovoltaico raggiunge il picco di produzione energetica, quindi possiamo far lavorare di più anche la pompa di calore.

Ricordiamo il concetto alla base, produciamo energia elettrica e la trasformiamo in termica.

Se nei momenti di maggior produzione riusciamo a spingere di più sulla pompa di calore, ecco che aumenta l’autoconsumo.

La cosa un po meno facile da fare è quella di sfruttare prima i componenti della centrale termica e poi gli ambienti di casa come una grande batteria, perchè richiede una conoscenza integrata tra elettrico ed idraulico, provo a spiegartela in modo semplice.

Se in centrale termica hai un accumulo tecnico, chiamato anche puffer e misceli le temperature che servono il radiante, sei a buon punto.

Di sicuro avrai anche un accumulo sanitario che già di suo se ben dimensionato offre solo vantaggi.

Qui l’ottimizzazione avviene in due modi:

  • in estate quell’accumulo tecnico o puffer lo puoi portare a temperature più basse di quelle che ti servono, quando la produzione è al massimo
  • in inverno, lo stesso accumulo lo puoi portare a temperature più alte nelle stesse condizioni di produzione
  • Tutto l’anno, lo stesso ragionamento vale pr l’accumulo sanitario

Già questi ragionamenti se messi in fila possono migliorare abbondantemente l’autoconsumo, ma possiamo andare oltre.

Se nelle stesse ore di maggior produzione aumenti o diminuisci di mezzo grado la temperatura negli ambienti, anche la tua casa diventerà una batteria vera e propria e quindi il binomio pompa di calore e fotovoltaico riusciranno a darti il massimo beneficio con la minima spesa.

Noi sopra a questoconcetto ci abbiamo studiato molto ed abbiamo creato un algoritmo che si chiama Smart Solar, altri hanno creato dei palliativi che magari fanno solo una piccola parte di quello che ti ho descritto, ma come ti dicevo non basta il prodotto, ci vuole una progettazione integrata per arrivare all’obiettivo.

L’impianto fotovoltaico con pompa di calore è veramente un passo avanti verso l’indipendenza energetica, ma non fermarti a scegliere il prodotto o la marca, perché da soli non risolvono il problema, ricordati sempre del trio: I buoni prodotti, progettati a dovere ed installati alla regola dell’arte.

Fotovoltaico e pompa di calore?

Se sfruttati a dovere sono il primo passo che ti avvicinerà sempre di più all’obiettivo.


Warning: call_user_func_array() expects parameter 1 to be a valid callback, function 'website_remove' not found or invalid function name in /home/customer/www/soluzionisolari.it/public_html/wp-includes/class-wp-hook.php on line 303

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Stai costruendo o ristrutturando casa?

Scopri come ottenere il massimo dagli impianti per la tua casa no gas, senza commettere errori e senza accettare compromessi.

Devis barcaro soluzioni solari

ATTENZIONE: Non seguo appartamenti e condomini, il mio lavoro è dedicato esclusivamente a chi possiede ville o abitazioni singole.

Prenota adesso la tua analisi telefonica.

Torna su

Scarica gratis il mio ultimo Ebook “Guida alla scelta degli impianti per la tua Casa No Gas”