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Come raffrescare casa, sfruttando al massimo le rinnovabili

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Raffrescare casa, come farlo in un edificio Nzeb

Riscaldare e raffrescare casa si, ma quando ti trovi a fare i primi ragionamenti per una ristrutturazione o per una nuova costruzione e cominci a guardare i numeri che servono per mantenere costante la temperatura all’interno delle tue mura domestiche, ti trovi spiazzato rispetto alle abitazioni di una volta.

A dire il vero, magari tu che sei l’utilizzatore reale nemmeno lo sai, ma oggi serve più energia per raffrescare casa che per riscaldarla, quindi cambiano tutte le logiche che ti inducono a scegliere.

Raffrescare casa, non è più come una volta…

Tanti anni fa la cosa principale era riuscire a riscaldare quella casa E infatti i tecnici abituati al vecchio modo di fare ancora oggi si preoccupano di quello sovradimensionato le pompe di calore paragonandola alla vecchia caldaia di una volta.

Ma oggi non voglio parlarti di quello e spiegarti perché le pompe di calore andrebbero messe una taglia più piccola rispetto al risultato che esce dalla vecchia legge 10 fatta con i calcoli statici, quello l’ho già fatto in questo preciso articolo.

Oggi ti voglio parlare di come raffrescare e deumidificare l’abitazione dei tuoi sogni, perché non è più un optional come una volta ma diventa un obbligo a causa delle restrizioni e degli edifici sempre più performanti che ci stiamo spingendo a fare.

Sostanzialmente la casa di oggi è un involucro talmente tanto performante che, anche se utilizzando i materiali più naturali e traspiranti presenti sul mercato, di fatto vedono un involucro che non disperde calore con l’esterno e assomiglia ad una grossa busta di plastica.

Ora, per fare questo esempio pratico ti invito a prendere un sacchetto di quelli del congelatore e da soffiarci dentro, osservando quello che succede.

Il fenomeno più naturale che ci sia è quello del sacchetto che una volta che ci soffi dentro per un po’ di volte, evitando che scoppi possibilmente, e mostra una forte presenza di umidità.

Raffrescare casa, attenzione all'umidità

Raffrescare casa, il problema numero uno delle nuove costruzioni è l’umidità

E’ quello umidità è il primo nemico che dobbiamo combattere se non vogliamo avere tutte le conseguenze successive che sono la muffa e il proliferare di altri batteri che di sicuro non fanno bene alla salubrità degli ambienti che stiamo andando a realizzare.

Sicuramente il modo migliore per combattere l’umidità e per avere aria sempre più salubre all’interno degli ambienti è la ventilazione meccanica centralizzata, quella che tutti noi tecnici abbriviamo con VMC, Ma la sola vmc non è necessaria a mantenere costantemente gli ambienti in temperatura.

La ventilazione meccanica nasce per ricambiare l’aria all’interno degli ambienti e non avere mai aria viziata o cattivi odori che si propagano per casa, è tanto per fartelo capire a numeri la ventilazione meccanica ogni ora di funzionamento deve ricambiare almeno la metà dell’area contenuta all’interno del tuo edificio.

Quello che noi tecnici chiamiamo o etichettiamo come ricambio di 0,5 volumi aria per ogni ora, di fatto si traduce che in quel lasso di tempo estraiamo dagli ambienti aria viziata che buttiamo fuori e prendiamo aria più sana filtrata e pulita dall’esterno per rimetterla negli ambienti nobili senza disperdere il calore che l’aria stessa contiene.

Ma il problema grosso che abbiamo nelle case di nuova generazione, è che quando invitiamo i nostri amici per una cena o per bere una birra in compagnia nel salotto, aumentano notevolmente i livelli di umidità e quindi anche la temperatura, perciò dobbiamo attrezzare il nostro impianto domestico per abbassare la temperatura in quelle stanze, e qui si apre un mondo.

Il vecchio modo di fare, quello da evitare come la peste e combattere, è la classica predisposizione del condizionatore.

Oramai diventa un must per l’impresario edile perché è la soluzione più economica, è un’abitudine talmente tanto radicata nel idraulico abituato a fare così da tanti anni che se gli chiedi di cambiare lo infastidisci pure, ma nella realtà dei fatti è un errore micidiale da evitare a tutti i costi.

Raffrescare e deumidificare senza ricambiare lì’aria di una nuova costruzione, vuol dire aumentare esponenzialmente il proliferarsi di muffe e batteri. Vuol dire che se non ricambi l’aria dei locali costantemente, casa tua diventa un covo di mal di testa, raffreddori, fastidi alle vie respiratorie, febbre e chi più ne ha più ne metta.

È anche vero che non c’è una soluzione unica al problema del raffrescamento, ma visto che il mio compito è quello di ottimizzare al massimo la centrale termica, la mia direzione e tutti i miei ragionamenti sono fatti per sfruttare al massimo l’acqua fresca che la pompa di calore riesce a produrre soprattutto d’estate quando grazie al fotovoltaico il costo di questo lavoro è sempre più basso.

Ma allora, come raffrescare casa nuova?

Se hai già una centrale termica progettate in modo efficiente, con tutti i componenti che permettono alla pompa di calore di lavorare anche per fare acqua fresca, le strade da prendere sono 2:

  1. La soluzione più raffinata è quella di utilizzare il radiante a pavimento ed abbinarlo alla ventilazione meccanica con deumidificazione, facendo attenzione ai ricambi aria che per il caldo ed il freddo sono sensibilmente diversi.
  2. La soluzione più semplice è quella di pensare al freddo con delle macchine canalizzate da incassare a soffitto o nei locali più scomodi da servire o pensare a qualche idrosplit / Aeroconvettori sempre alimentati ad acqua.

Non c’è una legge universale che ti dice quando utilizzare il freddo a pavimento o quando utilizzare la soluzione delle unità terminali idroniche, anche perché i costi sono sensibilmente diversi è l’applicazione della soluzione 1 richiede una manualità ed una progettazione molto più raffinata della soluzione 2.

Certo, col raffrescamento a pavimento si riesce a mantenere sotto controllo temperatura e l’umidità in modo molto più raffinato e il benessere che si riesce a dare come risultato finale è sensibilmente più elevato.

Con questo non posso dire che la soluzione due non sia efficace, ma è una soluzione tradizionale che di base non ha bisogno di una regolazione raffinatissima ma comunque ti garantisce di non soffrire il caldo e nemmeno l’umidità nella tua nuova abitazione.

Senza entrare in polemiche futili e sterili che alimentano solo leggende metropolitane, fare il raffrescamento a pavimento è facile, purtroppo però alcuni professionisti che lo hanno realizzato coi piedi senza le sicurezze ed i controlli necessari, alimentano tutt’ora una serie di “il freddo a pavimento non funziona e crea problemi”, quando in realtà è il sistema che ci permette di avere il benessere costante nelle nostre stanze.

Il segreto, in entrambi i casi, è quello di avere una strategia precisa su come gestire ed ottimizzare gli impianti domestici della tua nuova casa.

Partire a fare i lavori senza una strategia precisa, Come dico sempre, non solo ti far aumentare a dismisura la spesa che stai affrontando ma con contribuirà a peggiorare i risultati delle bollette che hanno il mento dovrei pagare per sostenere le temperature che vuoi avere nella tua nuova casa.

Come scegliere il sistema è quale in base alle tue reali necessità è la base del mio lavoro, e Come ottimizzare al massimo l’investimento che stai andando a fare sugli impianti domestici evitando di fare errori micidiali è quello che io ti posso garantire con la formula soddisfatti o rimborsati.

Raffrescare casa, sfrutta al massimo la tua centrale termica

Raffrescare casa, sfrutta al massimo la tua centrale termica

Raffrescare casa, come farlo sfruttando le rinnovabili

Qui entriamo nel merito della centrale termica, e non è difficile intuire come accumulare energia di giorno e sfruttarla il più possibile di notte.

Ho parlato molto di centrali termiche e di pompe di calore ottimizzate, sia nel mio canale youtube che trovi qui, sia in diversi articoli del blog che stai leggendo.

Riassumendo tutti i concetti che servono per il freddo, nella centrale termica trova spazio una pompa di calore che riceve costantemente un segnale dal fotovoltaico e quando le condizioni di lavoro lo permettono, accumula energia nei serbatoi di accumulo, quello dell’acqua calda sanitaria e quello dell’acqua tecnica, che in questo caso ci interessa di più.

Il ciclo breve è questo, con un sistema intelligente, che sfrutta anche il nostro algoritmo contenuto dentro lo smart solar (qui una prima descrizione video), quando il sole picchia ne dobbiamo approfittare.

Se la tua centrale termica è ottimizzata come si deve, nelle ore di maggior produzione puoi accumulare energia termica nelle ore di punta ed utilizzarla nelle ore in cui il sole cala e la tua casa necessita di quell’energia.

Inverno o estate che sia, con un accumulo di energia termica a disposizione, non avrai problemi a ridurre drasticamente il prelievo di energia elettrica ottimizzando al massimo il funzionamento della pompa di calore anche per raffrescare i tuoi ambienti.

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