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Funziona la pompa di calore in inverno?

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La pompa di calore in inverno come funziona

Quante volte hai sentito dire che la pompa di calore in inverno non funziona o consuma troppa energia?

Oppure che in inverno la pompa di calore deve prendere tutta l’energia dalla rete perché il fotovoltaico produce poco e costa troppo?

Come funziona la pompa di calore in inverno, partiamo dalle basi?

Se fai qualche ricerca sull’argomento pompa di calore, è normale che tu posso trovare informazioni su i benefici che ha il suo funzionamento nei 365 giorni all’anno o possa trovare qualcuno che le scredita e che ti consiglia ancora la vecchia caldaia a gas metano.

Sarò diretto e senza usare giri di parole, sappi subito che la verità non sta nel mezzo, la verità è dura, cruda è amara.

Se tu vuoi alimentare la tua casa solo con l’energia elettrica, eliminando completamente il gas e gli altri combustibili fossili che producono solo inquinamento, oggi lo puoi fare.

Il TUO problema principale è sempre e solo capire con chi hai a che fare e -soprattutto- quanto sono pronti al cambiamento le persone che ti circondano.

Il problema enorme che naviga intorno a tutti quelli che cercano informazioni sulle pompe di calore è proprio la scarsa conoscenza in materia che c’è nel nostro paese. E quel problema non salva nessuno.

E quando dico scarsa conoscenza, devo ammettere che coinvolge tutti i professionisti e gli addetti al settore, senza escludere nessuna figura.

Dall’ingegnere o dal progettista incaricato di redigere i calcoli termotecnici, all’artigiano che per quanto bravissimo e capace a realizzare le centrali termiche, si trova nella tua stessa situazione.

Perché quella formazione, difficilmente riesci a trovarla sui libri di scuola o te la danno gratuitamente su qualche corso, è un’informazione fatta per un buon 50% di esperienza sul campo, e per l’altra metà arriva da paesi nord europei dove si parlano lingue diverse dalla nostra.

Per dirla con un termine tecnico che racchiude moltissime verità, se vogliamo vedere la pompa di calore come un numero, dobbiamo far sì che quel numero esca da un’analisi e da un “calcolo dinamico” dell’edificio (qui approfondisco il tema) che andiamo a prendere in considerazione, ma nemmeno i software più gettonati di oggi ti danno questa possibilità.

E questo è solo l’inizio, ma se mi segui nel ragionamento ti porterò a capire come scegliere una pompa di calore, o come le chiamo io una termopompa professionale, senza commettere errori per il futuro della tua casa, della tua bolletta e anche del tuo benessere.

Scegliere la potenza della pompa di calore, il calcolo dinamico dell’edificio.

Quando ti appresti a ristrutturare o a costruire una nuova casa, uno dei primi documenti che ti chiede il comune è quello della legge 10, che secondo alcuni è lo schema di come andrai a realizzare gli impianti di riscaldamento nella tua casa.

In realtà, per come la vedo io e per come la vedono gli esperti che nel settore spiegano ai professionisti come fare, la legge 10 è solo un documento che ti serve ad ottenere i permessi che stai chiedendo in comune, e non ha nessun valore.

Devi però fare molta attenzione, perché prima o dopo i calcoli termici dell’edificio ti serviranno per dimensionare un impianto adeguato alla tua casa e alle tue esigenze, quindi di base un numero ti ci vuole.

Il problema grosso è come arriva a darti quel numero il tecnico che hai scelto di seguirti.

Perché se viene utilizzato uno di quei software economici (vanno dai 200 ai 1000 euro) oggi in commercio, stai sicuro che il numero che ne esce di sicuro non è quello corretto, perché esce con un sistema di calcolo vecchio di vent’anni che non è mai stato rinnovato se non nelle parti grafiche.

Se invece ti sei rivolto ad uno studio di progettazione molto raffinato che usa fare un calcolo dinamico degli edifici, te ne accorgi subito.

Sicuramente l’hai pagato qualche migliaia di euro e le informazioni che ottieni da questo documento sono di gran lunga superiori a qualsiasi legge 10 da quattro soldi che puoi acquistare (a 4 spicci) per ottenere i permessi che ti servono.

La differenza più grossa consiste nella modalità di calcolo che è dentro questi software:
– Il calcolo statico era ideale per le caldaie convenzionali ed è vecchio di vent’anni. Te lo insegnano nei banchi di scuola e ti dicono che basta inserire 4 dati su un software…
– Il calcolo dinamico è studiato appositamente per le pompe di calore ed è in continua evoluzione. In Italia alcuni “professori” non sanno nemmeno che esiste ed i produttori di software più blasonati stanno correndo ai ripari adesso…

Ora, do per scontato che tu abbia capito il concetto e la differenza di calcolo e facciamo che in mano ti trovi con un numero. Quindi il ragionamento successivo da fare è come integrare la pompa di calore all’interno della tua nuova centrale termica, nel migliore dei modi.

Centrale termica e pompa di calore, i concetti chiave.

Sicuramente su Google se fai la ricerca di quanto costa una pompa di calore, trovi parecchie informazioni. Ma nella tua nuova casa tu devi realizzare una centrale termica nuova, non devi solo acquistare e farti installare una pompa di calore. Sono considerazioni diverse.

Se cerchi la scorciatoia, il compro io su internette al prezzo più basso e poi faccio montare da mio cugino che è bravo e costa poco, poi non lamentarti che il sistema non funziona, qui chiudo il ragionamento.

Ora, pompa di calore o termopompa professionale sono due termini comuni che hanno delle differenze tra di loro, ma per ragionamenti pratici cominciamo ad utilizzare solo la voce termopompa professionale, perché qui con te adesso voglio condividere il modo migliore per ottimizzare il tuo investimento e quindi do per scontato che la tua scelta sia sui migliori prodotti che te lo possono garantire in qualsiasi condizione climatica.

La Termopompa professionale è formata da una unità interna più una unità esterna che hanno il compito di produrre acqua calda quando fa freddo ma anche il compito di produrre acqua fresca nei mesi invernali.

Integrarlo all’interno di una centrale termica vuol dire abbinare la termopompa alle pompe di circolazione dell’acqua, al puffer che contiene l’acqua tecnica che userai per riscaldare e climatizzare la tua nuova casa, selezionare il serbatoio per contenere l’acqua calda sanitaria che verrà prodotta soprattutto nelle ore con la maggiore insolazione quotidiana e – per finire – far dialogare il sistema di produzione di energia elettrica con quello di energia termica.

Semplificando ancora il concetto, vuol dire integrare la pompa di calore all’interno del tuo impianto idraulico e mettendola già in condizione di ricevere le informazioni più utili per farti risparmiare tanti soldi nell’arco del suo funzionamento, dialogando con il tuo impianto elettrico e con il fotovoltaico.

Si tratta di far dialogare la tua termopompa professionale con l’impianto elettrico e con quello idraulico di casa, ovvero di realizzare quello che io chiamo impianto domestico.

Per arrivare a questa soluzione in modo ottimale, sicuramente sai quanta energia termica serve per riscaldare la tua casa, quanta energia ne serve per raffrescarla e soprattutto quanta energia ti serve per produrre l’acqua calda che quotidianamente tu e la tua famiglia utilizzate nella nuova abitazione.

Ecco, questo è il passaggio più semplice da fare a livello di scelte e di numeri, ma ti manca l’ultimo che è il più delicato, quello che coinvolge la progettazione della centrale termica con chi poi lo realizza.

Perché dopo che hai investito del tempo per cercare di capire qual è la pompa di calore più affidabile per riscaldare e raffrescare la tua nuova casa, hai due scelte importantissime che sono:
– la persona che ha il compito di progettare la centrale termica mettendo assieme tutti i componenti migliori per soddisfare le esigenze DI CASA TUA
– l’artigiano è che ha il compito di realizzare quella centrale termica seguendo una schema realizzato appositamente per casa tua e non quelle schifezze che si scaricano gratuitamente in internet e vengono spacciati come progetti su misura.

Sulle scelte del progettista termotecnico ne abbiamo parlato prima, e il ragionamento che voglio condividere con te è abbastanza pratico.

Il progettista se non è in grado di darti il numero risultante dal calcolo dinamico della potenza termica dell’edificio, di sicuro ricevere da lui il progetto di una centrale termica con una termopompa integrata non è sempre la soluzione più efficace, meglio rivolgersi ad altri progettisti che magari hanno le mani più in pasta e quando gli nomini la voce pompa di calore o termopompa professionale, non sgranano gli occhi consigliandoti ancora una soluzione ibrida o la cara amata caldaia a gas.

E l’idraulico?

Il professionista che realizza l’impianto idraulico, quando ha uno schema di come fare la centrale termica grossi problemi non ne ha, ma fai attenzione perché se nel montaggio si rifà ancora al libretto delle istruzioni probabilmente anche lì c’è un grosso problema da risolvere.

Ecco quando hai risolto tutti e tre questi enigmi, quindi quando hai scelto il progettista adatto a dimensionare, realizzare e progettare il tuo impianto e la tua centrale termica, hai scelto la macchina ideale per riscaldare, raffrescare e deumidificare la tua casa e hai selezionato l’artigiano in gamba, di sicuro tutti i problemi che leggi in rete tu non li potrai mai avere.

Ma comunque le cattive voci continuano, e sempre più spesso si legge che la pompa di calore d’inverno non funziona, quando non c’è il sole preleva energia e tutte le altre storie che leggo anche sotto ai miei post su Facebook.

Però, ora che abbiamo ragionato sulla base, rispondiamo alla domanda iniziale.

Come funziona la pompa di calore in inverno?

Ora, do per scontato che tutto il sistema venga pensato, progettato e realizzato come dico io e non c’è modo migliore di farlo con i numeri reali.

Ovviamente li prendo da due clienti che ho aiutato a riscaldarsi d’inverno con la pompa di calore e, sembra un gioco di parole, hanno la casa di dimensioni simili, ovvero 160 m2 e in comune hanno anche il nome, entrambi si chiamano Andrea.

Quello di Trento ha una casa appena realizzata, in classe energetica A1, e per scaldarsi ha un sistema di riscaldamento radiante in pompa di calore.

Quello di Padova invece ha un’abitazione in classe energetica F e utilizza i radiatori in alluminio, ma ha un sistema di riscaldamento completamente in pompa di calore realizzato ed entrato in funzione nel 2017.

Da entrambi ho preso i dati di consumo di dicembre, quindi numeri alla mano scopriamo che entrambi hanno toccato temperature negative abbastanza frequentemente, con punte di -10° e questi sono i loro consumi totali, cioè sommano il consumo elettrico della pompa di calore per riscaldamento e quello per la produzione di acqua calda sanitaria.

Andrea di Trento ha consumato circa 490 kWh, che per circa il 60% ha prodotto con il fotovoltaico, ma ipotizzando che dovesse aver acquistato tutta quell’energia elettrica, avrebbe speso circa 103 €.

Oh, scaldare una casa in classe A2 nel mese d’inverno in Trentino, a 600 m dal livello del mare, dove tutti gli hanno detto che non si può fare perché altrimenti rimane al freddo…

Lui stando comodo nel suo divano, a 21° costanti, senza fotovoltaico avrebbe speso 103 € di energia elettrica, ma siccome lui ha un 5 kW che col poco solo in inverno qualche kWh lo ha fatto, ha speso solo 42 €

Se vuoi saperne di più su Andrea, sul suo impianto e su come siamo arrivati a questa soluzione, qui trovi il video che abbiamo realizzato assieme: https://youtu.be/SR1SUlMUxmQ

Ma vediamo i consumi di Andrea di Padova, che ha un sistema simile ma non ha la classe energetica elevata e usa un sistema in pompa di calore per radiatori che nasce con lo stesso intento di quello di Trento.

Anche lui tiene i suoi 20° costanti e non ha problemi né di riscaldamento né di acqua calda sanitaria.

Rullo di tamburi, quando dicono che scaldare una casa con la pompa di calore non conviene in inverno… forse hanno ragione: Andrea ha speso 1.165 kWh e purtroppo 900 li ha dovuti prelevare dalla rete perché, come dicono il fotovoltaico non funziona in inverno.

Quei 900 kWh gli sono costati ben 190 €

Se non si fosse capito, numeri alla mano, quando sai fare gli impianti di riscaldamento in pompa di calore, i problemi non ci sono. Ne sulle temperature che imposti ne sui consumi di energia elettrica.

Se vuoi saperne di più su Andrea, sul suo impianto e su come siamo arrivati a questa soluzione, qui trovi il video che abbiamo realizzato assieme: https://youtu.be/IfyoW9f4xC0

Ecco, scusami la lunga premessa, ma non avresti nemmeno compreso i dati che hai appena letto.

Ma di sicuro, se sei in fase di scegliere il riscaldamento in pompa di calore per la tua nuova abitazione, costruzione da zero o ristrutturazione che sia:
Se hai fatto tutti e tre i passi come ti ho elencato di sicuro tu questo problema non ce l’hai e non lo avrai mai, ma se sbagli anche uno solo dei tre passaggi fondamentali in fase di scelta, molto probabilmente la critica o l’affermazione che spesso si legge potrebbe avverarsi anche a casa tua.

Se scegli una macchina scadente, se sbagli a dimensionare il serbatoio di accumulo o addirittura non li usi perché ti hanno detto che così la macchina può funzionare lo stesso o se il progettista e/o l’artigiano non sono all’altezza di realizzare l’impianto che tu vorresti, probabilmente il problema lo avrai e difficilmente io posso aiutarti a risolverlo.

Però se vuoi passare direttamente alla soluzione senza diventar matto a fare altre 1000 ricerche, compila il form che trovi in fondo alla pagina e per prima cosa ci sentiremo telefonicamente, così capirò se e come posso aiutarti ad ottenere il massimo, ottimizzando il tuo budget, senza accettare compromessi.

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