fbpx

Casa nuova: Riscaldamento a pavimento o riscaldamento ad aria?

Shares
Riscaldamento a pavimento o ad aria per la tua casa nuova, come scegliere

Il dubbio tra scegliere il riscaldamento a pavimento o quello ad aria è lecito, ma purtroppo si tende a fare una confusione tremenda e, se scegli il sistema non adatto alla casa che vai a realizzare, non avrai mai il confort che desideri.

Riscaldamento a pavimento o riscaldamento ad aria, tutti inizia dall’involucro.

La scelta è condizionata dall’involucro, questa è la legge ferrea che devi rispettare se non vuoi pentirtene amaramente.

Ad alcuni spaventa molto l’idea di di scaldarsi con l’aria, perché la prima associazione di idee, ovvero quella coi condizionatori d’aria, spinge pensare che quando funzionano danno più fastidi che benefici.

Ad altri invece può spaventare l’idea di non avere nel pavimento un qualcosa che riscaldi la propria abitazione, e il timore di rimanere al freddo è più che comprensibile.

Mi trovo spesso a ragionare con gli utenti sui benefici di una nuova costruzione, ma di fatto è un abitazione che non siamo ancora pronti a vivere, perché di base non siamo abituati a questa tipologia di case.

In Italia le case passive, ma anche le case costruite con i più alti standard di Casa Clima, cominciano adesso ad avere la diffusione e la conoscenza che meritano.

Purtroppo però sono anche fonte di un mare di confusione che rischia di farti buttare nel cesso tutti i soldi che hai deciso di investire nella tua nuova casa.

Il rischio è sempre quello, se sbagli la scelta iniziale poi te ne penti.

E senza tanto girarci intorno, il problema è molto semplice.

Se scegli di costruire casa in modo efficiente ma senza esagerare sull’involucro, e vuoi che gli impianti siano efficaci e ti garantiscano il confort che desideri, la scelta per forza di cose sarà un riscaldamento a pavimento abbinato ad una ventilazione meccanica centralizzata (che etichetteremo con l’acronimo di VMC).

La VMC che oltre a ricambiare costantemente l’aria all’interno di casa, la raffresca e la deumidifica nelle giornate più calde, è la ciliegina sulla torta.

Se invece il tuo obiettivo è un involucro iper performante, che non lascia molto spazio ai tradizionali impianti, allora la strada da seguire è quella di Passivehaus e quindi potrai riscaldare, raffrescare e deumidificare solo ed esclusivamente con l’utilizzo dell’aria.

Per inciso, non la puoi paragonare a quella di uno split che trovi al supermercato.

Non è nemmeno paragonabile a un climatizzatore di altissima fascia, perché un impianto passivhaus ad aria non lo senti nemmeno in funzione.

Con la velocità dell’aria che è inferiore al metro al secondo, vuol dire che muoviamo più aria quando respiriamo.

Te lo ripeto: Impianto di riscaldamento e raffrescamento ad aria di una passivhaus vuol dire che muovi meno aria di quella che esce dal naso o dalla bocca quando respiriamo camminando.

In altre parole, non la senti nemmeno se ti ci metti davanti.

Ripeto peró un’altro concetto, che è valido anche per la casa tradizionale che rispetta i requisiti minimi di legge.

Attenzione, in nessuno dei due casi riscaldarsi con l’aria vuol dire utilizzare gli split.

Quando vedo involucri in legno performanti e soluzioni di deumidificazione e raffrescamento con lo split tradizionale, senza pensare al ricambio d’aria della ventilazione meccanica, mi viene male.

Come puoi pensare di costruire una casa in legno, con tutti i benefici di un materiale naturale traspirante, e poi scegliere di deumidificare o di stemperare gli ambienti con una soluzione vecchia di vent’anni?

No, ti prego, quello vuol dire allontanarti dall’obiettivo dell’indipendenza energetica per un’errore madornale comune.

Ma tanto i costruttori ti dicono che va bene così, ti dicono che i loro involucro in legno fanno il miracolo e tu non hai neanche bisogno di deumidificare, al massimo attacchi 10 minuti il condizionatore…

A tutti questi edicenti esperti dico solo una cosa: Vergogna!

Una casa di nuova costruzione che rispetti i requisiti minimi di legge oggi, tantomeno una casa che rispetta i rigidi criteri di Passivhaus non ha spazio per i condizionatori che oggi tutti vorrebbero darti come la panacea per tutti i mali.

E se pensi di mettere tutto il tuo budget solo sull’involucro e risparmiare sugli impianti, vai pure avanti, quando tra 4 o 5 anni comincerai a cercare soluzioni a tutti i problemi che -in parte- ho elencato fino ad ora, allora ti ricorderai queste parole.

Certo, se le finanze non sono illimitate una soluzione da trovare c’è, ma non è quella la strada.

Soluzione efficace si, compromesso possibilmente no.

Detto ciò, un paio di consigli pratici

Riscaldamento a pavimento, l'alleato numero 1 degli edifici NZEB

Riscaldamento a pavimento, l’alleato numero 1 degli edifici NZEB

Riscaldamento a pavimento radiante per edifici Nzeb

La nuova normativa da rispettare per ristrutturazioni pesanti e nuove costruzioni prevede un edifico a consumo di energia quasi zero, che deve autoprodurre almeno il 70% del proprio fabbisogno.

Nella pratica, puoi riscaldarti con un sistema radiante a pavimento, a parete o a soffitto.

Puoi usare gli stessi sistemi se abbini una ventilazione meccanica centralizzata e controlli anche l’umidità, inserendo una batteria che può riscaldare, raffrescare e soprattutto deumidificare l’aria che passa nella ventilazione meccanica.

Se non opti per la VMC centralizzata nessun problema. Inserisci almeno un paio di VMC puntuali e il ricambio d’aria è garantito ma…

Per il fresco scegli aeroconvettori radianti o soluzioni da incasso, evita gli split, per il tuo bene.

Riscaldamento a pavimento? In un'abitazione Passivhaus i sistemi sono solamente ad aria

Riscaldamento a pavimento? In un’abitazione Passivhaus i sistemi sono solamente ad aria

Riscaldamento ad aria per la Passivhaus

L’involucro ha bisogno di talmente tanta poca energia, che il segreto è quello di mantenere l’equilibrio.

Il sistema provvederà in automatico a equilibrare il caldo ed il fresco, mantenedo il grado di umidità costantemente tra il 55 ed il 60%.

Cosí facendo, starai talmente tanto bene in casa che non vorrai più uscire.

Riscaldare casa si, ma sfruttando il sole al 100%

L’ultima strategia è quella dell’energia termica. Quando produrre l’acqua calda e quella fresca che serve, per mantenere la temperatura e l’umidità sotto controllo.

E per entrambi i casi la soluzione è quella della centrale termica intelligente.

Te la faccio breve.

Una termopompa professionale che garantisce acqua calda sempre, anche se fuori arrivi a -20°, e allo stesso tempo garantisce acqua fredda quando il sole spacca le pietre.

Due serbatoi di accumulo dedicati, uno per l’acqua che serve a riscaldare e raffrescare ed uno che serve all’acqua sanitaria.

Una divisione strategica della distribuzione di quell’energia, per esempio la zona giorno divisa dalla zona notte, e una gestione elettronica semplice e funzionale.

A coronare il tutto, un impianto fotovoltaico ottimizzato intelligente, che oltre a produrre energia invia dei segnali agli impianti domestici.

Con un impianto fotovoltaico tradizionale, una pompa di calore commerciale e i sistemi in commercio puoi ottenere qualcosa ma…

Io ci ho costruito sopra un invenzione che sfrutta i miei anni di esperienza come frigorista prima e consulente energetico Passivhaus adesso.

Se vuoi il massimo devi chiedere Smart Solar, ne parlo in questo video, e se vuoi maggiori informazioni non esitare a chiedere.

La strada verso la casa da vivere senza bollette è tracciata, se la vorrai percorrere, io ti indicherò la scorciatoia.

>