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Casa autonoma senza bollette, le 3 regole da seguire

La casa autonoma esiste, non solo sulla carta!

Realizzare una casa autonoma senza bollette è possibile se sai la strada che devi percorrere per arrivare all’obiettivo, ma l’autonomia energetica è un obiettivo da porsi e va pianificato con molta cura dei particolari.

Casa autonoma energeticamente, la ricetta.

La visione l’ho avuta nel 2016 e da allora ho perfezionato giorno per giorno la strada da percorrere, ed in questo articolo la voglio condividere proprio con te.

L’obiettivo è chiaro, vivere in una casa riscaldata d’inverno, raffrescata d’estate, con tutte le abitudini che ognuno di noi ha in una casa ma… senza dover sborsare un centesimo per pagare le bollette.

Ovviamente tutto questo sfruttando la risorsa naturale di energia più importante e gratuita che esiste, ovvero il sole.

Ma tutto ciò è davvero possibile?

Puoi davvero progettare, costruire e realizzare una casa che si alimenta solo con il sole?

Ebbene, la risposta è si.

Di fatto basta sapere quanta energia ti serve in un anno, autoprodurla tutta, utilizzare all’istante quella che ti serve ed accumulare il surplus mei momenti di produzione più favorevoli, per compensare i momenti in cui la produzione manca.

Questa è la ricetta dell’indipendenza energetica, della casa energeticamente indipendente.

Certo, per ragioni fiscali una bolletta la devi pagare, poi per chiudere fisicamente il contatore basta una raccomandata, alla faccia di quelli che “non è possibile staccarsi dalla rete”, ma sono cavilli che poco importano in questo articolo, qui voglio farti capire che è possibile e trasmetterti la strada da percorrere.

Casa autosufficiente, da dove partire.

Di sicuro una casa autosufficiente che sfrutta le rinnovabili non usa il metano, non usa la legna e non usa il pellet.

La casa autonoma sfrutta una pompa di calore che lavora in simbiosi con il fotovoltaico, ma non basta, non è sufficiente.

Come non basta inserire un sistema di accumulo per risolvere tutti i problemi dell’indipendenza energetica, perché mentre le società commerciali che ti propongono la batteria di accumulo te la vendono come un miracolo, per raggiungere l’obiettivo non dobbiamo più pensare ad accumulare di giorno per sfruttare l’energia di notte, ma dobbiamo pensare ad accumulare d’estate per utilizzare l’energia d’inverno.

E’ possibile farlo oggi?

La risposta è si, le tecnologie per farlo ci sono, ma non sono nel catalogo dei prodotti del commerciale di turno, non sono nei magazzini di materiale elettrico dove si può rifornire l’elettricista di fiducia, sono in commercio ma sono dedicate a società specializzate in quello.

Il problema vero è un fattore economico, perché di fatto qui vale un pensiero simile alla legge di Pareto.

Per accumulare 15 kW servono circa 9.000 €, ma abbiamo bisogno di accumuli da circa 200 kW per rendere una casa energeticamente indipendente e vivere senza bollette, ma la spesa si avvicina ai 100.000 €.

Sicuramente è un costo che non tutti siamo disposti a sostenere oggi, è ancora un lusso per pochi che se lo possono permettere, ma una cosa che possiamo fare sin da subito, aspettando che aumenti la competitività e diventi più abbordabile l’investimento, è quello do ottimizzare gli impianti e quindi aumentare l’autoconsumo del fotovoltaico.

Difatti, come spiego nel dettaglio in questo articolo “il tuo primo sistema di accumulo è la centrale termica”, per puntare all’autosufficienza energetica la prima cosa che dobbiamo fare è quella di rendere intelligente la casa e sfruttare al massimo l’accumulo di acqua tecnica, quello di acqua calda sanitaria e la casa stessa. Ne parlo in maniera approfondita in questo articolo.

Per fare tutto questo assieme a Stefano ho realizzato un algoritmo che si chiama Smart Solar, che tramite una lettura costante di enne parametri, aumenta notevolmente l’autoconsumo giornaliero e porta benefici enormi in una nuova abitazione, riducendo al massimo i prelievi di energia elettrica.

La casa autonoma è un obiettivo raggiungibile, da pianificare attentamente

La casa autonoma è un obiettivo raggiungibile, da pianificare attentamente.

Ma in ogni caso, per raggiungere l’autosufficienza energetica, si devono prendere in considerazioni 3 leggi di base e fare 3 ragionamenti molto semplici che ti devono portare a vedere la tua casa ragionando un po fuori dagli schemi.

Le case autosufficienti rispettano 3 requisiti fondamentali:

  • Elimina gli sprechi
  • Ottimizza gli impianti
  • Autoproduci tutta l’energia che ti serve

Eliminare gli sprechi vuol dire pensare ad un buon involucro.

Non serve esagerare, bisogna sempre fare i conti con il budget, ma di certo con finestre senza spifferi, con tetti isolati e con un minimo di cappotto termico sarà più facile contenere la quantità di energia annua che serve, vale il principio che il risparmio nasce anche dal fatto di non doverla produrre.

Ottimizzare gli impianti vuol dire utilizzare al meglio quella che si produce, mantenendo il confort evitando di accendere e spegnere i sistemi stessi, valke il principio che mantenere una stanza in temperatura costa meno energia.

Autoprodurre tutta quella che ti serve è la regola finale, invece di andare avanti con il mantra “faccio 6 kW di fotovoltaico perché mi hanno detto così” bisogna partire con i numeri di quello che serve veramente e di riflesso calcolare la taglia del fotovoltaico.

Ma il focus vero e proprio della casa autonoma, quello che porta a creare case autosufficienti energeticamente è tutto incentrato sull’energia, che deve rispettare questi 3 punti chiave:

  • Devi conoscere i numeri, ma non quelli del riscaldamento che sono i più facili da reperire, ti servono anche quelli per il raffrescamento e la deumidificazione e quelli per vivere la casa che stai costruendo, pensando anche al futuro.
  • Con quelli e con le falde a disposizione, puoi dimensionare in maniera efficace il fotovoltaico e trovare la taglia ideale per bilanciare i consumi presunti con la produzione di energia.
  • Devi attivare un dialogo intelligente tra l’energia termica, il tuo fabbisogno e la produzione di energia elettrica. Solo così potrai utilizzare centrale termica ed involucro come batterie di accumulo e sarai pronto a raggiungere l’obiettivo.
    Detto questo, il ragionamento finale vien da se.

Le case autonome energeticamente non sono un sogno, sono già realtà.

Ma l’obiettivo dell’autonomia energetica massima, ovvero quello di arrivare a vivere senza bollette, va pianificato nel tempo e deve seguire il percorso che ti ho appena indicato.

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