Calcolo della dispersione termica: come funziona?

calcolo dispersione termica

Il dimensionamento della pompa di calore non è un’operazione da foglio Excel o da pochi click e da qualche minuto. Per farlo bisogna comprendere il calcolo della dispersione termica.

Ma in un edificio nZEB (edifici a energia quasi zero) o comunque in un intervento importante di ristrutturazione, che noi definiamo di primo livello, anche i più esperti devono fare un po’ di attenzione

Cos’è la dispersione termica?

Capiamoci, il concetto delle dispersioni termiche è una cosa altamente tecnica. Io cerco di spiegarlo in modo semplice, e il primo esempio che mi viene da fare è quello della tazza di caffè. Tu versi la tazza di caffè caldo. Se aspetti più del dovuto, il caffè ovviamente si raffredda a causa della dispersione termica, perché il caldo tende ad andare verso dove c’è meno caldo.

Noi tendiamo a dire che il caldo va verso il freddo, lo capiamo lo stesso, ma ricordiamoci che nella fisica il freddo non esiste. Esistono ambienti con più calore e ambienti con meno calore, e dove c’è più calore, la tendenza è quella di spostarsi verso dove c’è meno calore per creare l’equilibrio.

Sempre ritornando alla nostra tazzina di caffè, per esempio, in alcuni bar, se ti versano il caffè e tu sei impegnato a fare qualcos’altro, ti mettono il coperchio sopra per evitare il più possibile una delle dispersioni termiche che si attua nella tazzina quando si raffredda. Io, per esempio, non riesco a bere il caffè caldo da ormai anni, e sono uno di quelli che appena lo verso, aspetto che si raffreddi.

La tazza di caffè è come la stanza della nostra casa in inverno: ovviamente a finestre chiuse riscaldi un ambiente. Se apri le finestre, noi tendiamo a dire “Chiudi che entra il freddo.” In realtà, è “Chiudi la finestra che esce il caldo,” perché il caldo va dove c’è più caldo. Appena gli dai la possibilità di uscire, di andare verso la fonte più fredda, le temperature tendono a bilanciarsi. Lo so che è un po’ un casino, ma nella pratica di tutti i giorni, questo è come la fisica vede le dispersioni termiche e come andrebbero ragionate.

Sostanzialmente, la dispersione termica è tutto quello che fa abbassare la temperatura delle stanze, perché fa andare via il calore verso superfici o parti più fredde. Ci sono anche i cosiddetti “ponti termici” e ci sono n° ragionamenti legati all’edilizia; prendetelo come dato semplice spiegato in modo semplice, perché nella tecnica, se non ci sei dentro, è un po’ complesso. Fondamentalmente, la dispersione termica è quella che serve calcolare in modo certosino per la nostra pompa di calore

Gli interventi per ridurre le dispersioni termiche

Quando sei in fase di ristrutturazione, ma anche quando sei in fase di nuova costruzione, ci sono interventi intelligenti per ridurle il più possibile. Quali sono?

È ovvio che l’ideale sarebbe migliorare l’efficientamento energetico degli edifici, cioè rifare tetto, cappotto e finestre.

Nessuno può mettere in dubbio che la cosa più conveniente è partire dalle finestre, che è il punto più semplice, più veloce, dove tante dispersioni possono essere ridotte in modo importante.

Il secondo punto è il tetto, per le fasi invernali ma anche in quelle estive. Soprattutto nelle case dove la superficie sotto al tetto è abitata, efficientare il tetto è una vera manna dal cielo.

Per ultimo nella classifica, il cappotto termico. Perché sostanzialmente, quando hai un buon tetto e delle buone finestre, il cappotto va valutato. Certo, chi può lo fa; chi non può, per vincoli, per tipologia di muri, per N motivi, non è detto che o non lo fai o è un disastro. Va semplicemente valutato, ma non va valutato a sentimento. Va valutato con i numeri, quelli delle dispersioni termiche.

Cosa si intende per calcolo della dispersione termica?

Su come calcolare la dispersione termica si apre un piccolo dibattito. Per anni abbiamo usato il calcolo del fabbisogno termico statico, ovvero quello che serve per riscaldare una casa fredda nei momenti peggiori.  E questo poteva andar bene quando il nostro generatore era una caldaia, quando magari per riscaldare la casa ci sono i termosifoni, e si adotta il consiglio della nonna: spegni e accendi i termosifoni in base ai tuoi bisogni.

Nella realtà, la pompa di calore non è nata per riscaldare un edificio freddo, ma è nata per mantenerlo costantemente in temperatura, perché questa tecnica aiuta ad abbassare le temperature di lavoro invernali e, di conseguenza, a far lavorare meglio e meno la termopompa.

Anche questo va calcolato, ma con un calcolo del fabbisogno dinamico dell’edificio. Per fartela semplice, il calcolo del fabbisogno statico è quanta potenza serve per riscaldare l’edificio freddo, il  calcolo del fabbisogno termico dinamico è quanta potenza serve per mantenerlo in temperatura anche nelle condizioni critiche.

A volte sono veramente tanto differenti, a volte sono abbastanza simili. Ovviamente questo dipende dalle dispersioni termiche dell’edificio e dalle condizioni, dall’anno di costruzione, dagli interventi che si vanno a fare.

Non ci sono esempi, non ci sono ragionamenti pratici o pragmatici; cerchiamo di capire il concetto. Per una pompa di calore, che mantiene in temperatura un edificio, bisogna guardare il lavoro dinamico, cioè cosa succede nell’arco dell’anno

calcolo dispersione termica
Il risultato del calcolo dinamico e del fabbisogno termico: la firma energetica

Questo è ciò che ti aiuta a scegliere la taglia più adatta, ricordandoci che c’è anche l’acqua casa sanitaria. Di fatto, un calcolo dinamico richiede un po’ più di tempo, ma la cosa più importante a cui prestare attenzione – tanta attenzione – è che lo ragioniamo sempre con il caldo.

Le nostre abitudini ci dicono che bisogna guardarlo in caldo, ma più l’edificio è isolato, più il problema si sposta d’estate. Non è la prima volta che vedo calcoli del fabbisogno termico dinamico più alti nella fase estiva rispetto a quella invernale. Questo va tenuto conto perché ovviamente fa parte del numero che serve per dimensionare la pompa di calore.

Ogni casa ha la sua storia, ogni edificio ha le sue regole, ma non è sentimento o opinione, è fisica e tecnica.

Il calcolo del fabbisogno termico dinamico dell’edificio ti dà il numero preciso che serve d’estate e d’inverno in base ai terminali che scegli per riscaldare o raffrescare.

calcolo dispersione termica
Consumo elettrico stimato di un anno di funzionamento di pompa di calore per riscaldare, raffrescare e produrre Acqua Calda Sanitaria.

3 Consigli utili sul calcolo della dispersione termica

I miei tre consigli finali:

  1. Se ristrutturi e costruisci da zero, trova un equilibrio. È inutile esagerare da una parte o dall’altra. Trova un equilibrio, fai ciò che vuoi e ciò che puoi, ma soprattutto cerca di avere le idee chiare prima di cominciare il percorso.
  2. Evita in tutti i modi il fai da te, perché scegliere a caso, a gusto, a piacimento, senza la tecnica che serve e senza sapere le correlazioni tra una scelta e l’altra è veramente difficile. Tra un marasma di idee, opinioni e sentimenti, l’unica vera arma è la fisica. Quindi, affidati a qualcuno che la sappia interpretare per te e ti aiuti a raggiungere l’obiettivo.
  3. La fretta è sempre una pessima consigliera. Fai le cose con calma, con i tuoi tempi. Magari, parti un po’ prima, perché ristrutturare e costruire da zero è un percorso. Se vuoi farlo in modo piacevole, devi avere un professionista che condivida le tue idee e ti accompagni al risultato. Se, invece, dici “io mi arrangio, faccio tutto io e i professionisti no, non li voglio”, sappi che se poi non arrivi al risultato, non puoi lamentarti dei professionisti. Se trovi un professionista che non ha le tue idee, cambia il professionista. Per oggi è tutto, un saluto alla prossima.

 

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