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Tesla Powerwall 2, è l’accumulo di energia che promette i miracoli?

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accumulo Tesla powerwall 2 promette i miracoli

Accumulo Tesla, accumulo LG Chem, accumulo Varta, accumulo sonnenbatterie, accumulo Samsung, accumulo BWD, accumulo FIAMM, accumulo MIDAC, accumulo ABB, accumulo Fronius, accumulo SMA, accumulo Solax, accumulo Growatt, accumulo Storedge e ogni giorno se ne aggiunge qualcuno di nuovo ma… il primo ha fatto il vuoto!

Accumulo Tesla Powerwall

Ogni giorno ne vedo uno nuovo che pubblicizza la solita minestra: con l’accumulo Tesla Powerwall 2 diventi energeticamente indipendente e non regali più a nessuno l’energia che produci…

Oggi è sulla bocca di tutti, in un settore dove già di suo i venditori truffaldini urlano a gran voce il miracolo pur di attrarre la tua attenzione, oggi arriva anche il brand Tesla ad aiutarli…

Intendo quelli che nell’era del “Conto Energia“, dietro al motto italiano “energia verde” appositamente camuffato in inglese, abbinato ad un altro nome famoso dell’energia, hanno fatto terra bruciata.

Ed assieme a loro tutte le società commerciali, un numero imprecisato di schegge impazzite, che sono nate in seguito all’implosione della famosa società mandante.

Ciarlatano + Tesla è un binomio vincente purtroppo, la nuova batteria al litio per impianti fotovoltaici di Elon Musk, il fondatore di Tesla, è realmente la prima batteria al litio a smuovere il mercato delle rinnovabili e può solo portare benefici. Ma dal beneficio al miracolo, ne passa di acqua sotto i ponti…

Un cenno di ieri per capire il domani

Come già successo negli anni tra il 2007 ed il 2011 nel fotovoltaico, gli anni dove lo stato pagava l’incentivo per intenderci, oggi tutti vogliono catturare la tua attenzione per tentare di farti vedere che il miracolo è possibile, che il sogno dell’indipendenza energetica si avvera con un click mostrandoti un brand famoso e rinomato come Tesla.

L’accumulo tesla non passa inosservato e son sicuro che anche tu lo hai già sentito o visto magari parlando di auto.

Loro vogliono farti immaginare la casa completamente autonoma, anche quando manca la corrente, dicendoti (scrivendolo addirittura) che con la Batteria di accumulo Tesla Powerwall sei vicino al 100% dell’autonomia…

Per citarne uno originale, ho letto un annuncio su Facebook l’altro giorno con scritto in grassetto, coi sistemi di accumulo tesla smetti di regalare la tua energia al GSE.

Accumulo tesla powerwall 2

Accumulo tesla powerwall 2, costi e benefici del sistema californiano. Un ottimo sistema di accumulo al litio ma non ancora pronto a “realizzare il miracolo”

Sappi che loro non regalano nulla a te e tu non regali l’energia che produci ed immetti in rete, anzi…

A me vien da ridere perché vedo scritta una cavolata di quelle stratosferiche, (il GSE è colui che paga l’incentivo del vecchio conto energia e paga anche l’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici che poi viene immessa in rete, ovvero lo Scambio Sul Posto) poi però ci penso e mi preoccupo parecchio…

Purtroppo qualcuno ci crede, interpreta male il messaggio e la torta è fatta.

Perché quelli che ci cascano, sono gli stessi che prima o poi si lamenteranno dicendo che il settore non funziona, che le batterie fanno schifo, che hanno speso un sacco di soldi per nulla.

Ebbene, delle tre tipiche affermazioni “post trauma da fregatura”, l’unica vera è la terza.

E se stai leggendo questo articolo, mi auguro tu voglia partire in vantaggio ed informarti quel minimo necessario prima che sia troppo tardi.

La batteria accumulo Tesla Powerwall 2, così si chiama la seconda versione della batteria al litio per accumulare l’energia elettrica prodotta in eccesso dal tuo impianto fotovoltaico, che viene prodotta nella gigafactory californiana, ha veramente una marcia in più rispetto alla concorrenza, ma prima di gridare al miracolo dobbiamo fare chiarezza, perché il rischio di prendere un granchio (alias prendere una fregatura e buttare i tuoi soldi nel cesso) è molto alto.

Sicuramente un fotovoltaico con accumulo tesla permette un notevole autoconsumo di energia, tanto che con numeri e dati alla mano, monitoro pannelli fotovoltaici con accumulo tesla che hanno una percentuale annua di autoconsumo che supera l’84%, ma il lavoro da fare per ottenere quel numero non è semplice….

Riscrivo ancora, passami la ridondanza dell’informazione ma non voglio che si commettano errori di valutazione.

Con una batteria di accumulo al litio (di quelle in commercio fino ad oggi solo 2 sono state all’altezza delle aspettative), su un impianto che produce 1000 chilowattora all’anno, ne riesco ad autoconsumare 840, i rimanenti 160 li immetto in rete.

Passiamo quindi da un autoconsumo medio che si attestava a 350 chilowattora su 1000 prodotti, ad un autoconsumo di 840 su 1000. L’accumulo in se riesce a spostare l’autoconsumo di quasi un 50%, che per la strada verso l’indipendenza energetica non è affatto poco.

Ora, senza entrare nel merito della progettazione dell’impianto fotovoltaico di ognuno, do per scontato che la produzione dell’impianto sia commisurata adeguatamente ai consumi della casa. Altrimenti tutti i ragionamenti che possiamo fare non valgono nulla.

Ribadisco, se tu in un anno consumi X di energia elettrica, devi avere un impianto fotovoltaico che sulla carta ti produca X con la tolleranza minima di progetto. Se produci 2 volte X non hai benefici, e se produci la metà di X non sarai mai indipendente, chiaro?

In buona sostanza, se il tuo impianto produce l’energia che serve ad alimentare la tua casa ci siamo, ma se ne produce meno, o peggio ancora ne produce moooolta più dei quella che ti serve, hai un problema che probabilmente non risolvi con la batteria, se vuoi andare più a fondo ancora in questo articolo mostro proprio i numeri della reale convenienza.

Qui facciamo l’ipotesi che il tuo impianto produce annualmente ciò che ti serve, quindi per altre questioni o domande ti rimando a scrivere sotto, sarò felice di risponderti…

Innanzitutto Tesla Powerwall 2 può essere installata solo dalle aziende che hanno frequentato i loro corsi di installazione e che quindi risultano abilitate. Difatti solo queste aziende possono estendere la garanzia della batteria a 10 anni. Ed io che ho personalmente fatto questo corso, ti confesso che ascoltando parola per parola i formatori e vedendoli in azione, ringrazio di averli fatti, ma non basta.

Ti sembrerà strano ma nei corsi non ti vendono l’esperienza, quella te la fai tu sul campo, e non ci sono altri modi se non installare le batterie, aggiornare il software all’interno qualche centinaio di volte e poi son sicuro che avrai fatto tutta l’esperienza che serve.

Passiamo alla comunicazioni di Tesla, attenzione…

Questo accumulo fotovoltaico Tesla, racchiude una tecnologia in grado di comunicare con la maggior parte degli inverter presenti in commercio, ma è una beffa…

Questa batteria supporta la casa se manca la corrente, magari fosse vero…

Si integra con tutti gli impianti fotovoltaici, ti dico di si ma…

Io son un gran sostenitore di Tesla, adoro le sue batterie e ne ho installate molte, le monitoro costantemente ed i miei clienti sono felici di averle acquistate e vederle funzionare ma, le stesse 3 beffe che avevamo sottolineato quando arrivò la Powerwall di prima generazione, si sono presentate anche con la seconda, vediamole punto per punto.

“Comunicano con tutti gli inverter”, e “hanno un inverter integrato” sono due belle idee, non sono del tutto vere e vanno smentite subito. Palesemente però ai furbetti di turno non piace dirti la verità, e ti mostrano il sito di tesla che te lo indica anche.

“Comunicano con tutti gli inverter” è un concetto da rivedere, in quanto la batteria nasce per lavorare in corrente alternata. ovvero preleva energia elettrica in corrente alternata, la trasforma in corrente continua per stoccarla e quando ti serve, la ritrasforma di nuovo in alternata. (E’ un casino, se mi aiuti a semplificare ti ringrazio)

Quindi la batteria non lavora con tutti gli inverter, semplicemente va per gli affari suoi. grazie al ca…!

Solo che facendo così perde un sacco di energia per strada, ovvero circa l’11%.

Si dice perdita di conversione, perché ogni qualvolta noi trasformiamo corrente continua in corrente alternata, (per ogni passaggio, e lei ne fa 2, una in carica ed uno in scarica) una percentuale di energia va persa sottoforma di calore. In questo specifico caso, parliamo del 5% abbondante di energia. Non volermene ma, la prima legge per l’indipendenza energetica è quelle che dice di eliminare gli sprechi, e qui non la rispettiamo affatto…

P.S. Tesla Powerwall 2 inoltre ha un circuito di mantenimento costante della temperatura, e anche quello consuma energia… da dove pensi che la prenda?

La seconda questione delicata, da affrontare quando installi la rinomata batteria al litio Tesla Powerwall 2 invece, è quella legata alla progettazione ed alla connessione in rete da parte di E-distribuzione. Purtroppo le regolamentazioni scritte nella CEI 0 – 21, che è la normativa di riferimento per chi opera nel fotovoltaico con e senza accumulo, ha alcune lacune che danno spazio a diverse interpretazioni, ma oramai abbiamo imparato a conviverci.

Una di queste prevede che la potenza erogata dalla batteria, quando allacciata in corrente alternata, si sommi a quella del fotovoltaico. Quindi, sempre per essere chiari, se hai un fotovoltaico da 5 kW di potenza e vuoi aggiungere powerwall 2 che di kW utili in erogazione ne dichiara 5, secondo la CEI 0 – 21, il tuo bel contatore monofase dovrà essere sostituito con uno trifase, ma a volte si risolve, quasi sempre si risolve, siamo in Italia…

Le beffe dell’accumulo, anche Tesla Powerwall 2 ci prova!

Questa parte della normativa, a quasi un anno dalla sua uscita, ancora non è chiara, ma ci rifacciamo ai casi di successo avuti per far si che non vi sia obbligo per il passaggio a trifase ammenochè l’utente non lo richieda per ulteriori benefici economici legati alle potenze utili in prelievo.

Ora, detto questo, Tesla powerwall 2, è realmente in grado di fare il miracolo come acclamato?

Io direi proprio di no, almeno non per tutti…

Diciamo che se sei nel caso in cui tu l’impianto lo vuoi fare da zero, ti salvi da tutte questi paletti e il problema non si presenta (almeno quello della connessione), ma ti trovi comunque davanti ad una scelta…

Attenzione alla beffa dell’alimentazione in caso di mancata tensione da parte di Enel. Purtroppo Tesla non lo fa, l’inverter che dialoga con la Tesla Powerwall 2 attualmente non prevede di alimentare la tua casa se il fornitore di energia interrompe il servizio. Quindi se salta la corrente, rimani senza, punto!

Quindi, quando faccio le valutazioni del prodotto, e le faccio per gli interessi del cliente, devo essere imparziale e devo dire le cose come stanno. Oggi sicuramente posso affermare che Tesla è una gran bella batteria, ma non è miracolosa come la vogliono descrivere.

Quando spiego e scrivo che non esiste il prodotto migliore, ma esiste la soluzione più adatta a seconda dell’esigenza, intendo anche questo.

Prima di parlare di qualsiasi cosa servono i numeri, altrimenti si rischia di prendere una decisione alla cieca e facilmente poi ci rimarranno in mano solo un pugno di mosche.

Ma il prodotto migliore… non esiste!

P.S. Non esiste solo Tesla Powerwall 2 sul mercato delle batterie al litio per gli impianti fotovoltaici, esistono altri brand molto importanti che risolvono le problematiche e magari, si apprestano meglio a soddisfare anche la tua esigenza, e non sono nomi sconosciuti, anzi…

Se sei prossimo a valutare il tuo impianto fotovoltaico con accumulo di energia su batteria al litio, prima chiedi un’analisi dei consumi di energia e poi, coi numeri alla mano, potrai vedere se effettivamente l’accumulo è la soluzione che fa per te.

Se vuoi scegliere l’accumulo di energia verde per la tua casa seguendo la moda del momento, e vuoi sfoggiare anche tu il nuovo prodotto californiano, vai.

Se invece vuoi scegliere un sistema di accumulo che ti permetta di arrivare a Vivere Senza Bollette, prima di tutto fammi analizzare i tuoi consumi, e poi ne parliamo.

Domande e risposte:

  • Se la tua ricerca su San Google è accumulo tesla prezzo o accumulo fotovoltaico tesla prezzo…
    • Preparati ad aggiungere una cifra media di 8500 euro al costo dell’impianto fotovoltaico
  • E’ la batteria migliore sul mercato?
    • Sicuramente è la prima che è arrivata sul mercato ed ha permesso ad altri marchi di farsi conoscere
  • Ho letto che tu non la consigli, perché?
    • Credo che l’indipendenza energetica si raggiunga prima facendo dialogare tra di loro gli elettrodomestici e poi inserendo un sistema di accumulo. Sarà conveniente quando con quei soldi compreremo un sistema in grado di accumulare d’estate e consumare d’inverno, ovvero tra 4 o 5 anni. Oggi non è un investimento in ottica green economy, ma un costo da sostenere solo se puoi mettere la cifra richiesta su un sistema di accumulo.

 

Tesla powerwall 2, le mie considerazioni personali nel 2019

Soluzioni di accumulo dell’energia prodotta dal tuo impianto fotovoltaico ne ho provate e testate un bel po, e tutte le soluzioni che il mercato offre attualmente hanno dei limiti, quindi quando le scegliamo dobbiamo fare molta attenzione.

Sono dell’idea, numeri alla mano, che l’accumulo per l’energia elettrica non dev’essere visto come un investimento economico, ma come una soddisfazione personale che ci deve accompagnare e ci deve avvicinare il più possibile all’indipendenza energetica.

Detto questo, disprezzo tutte le soluzioni di piccolo accumulo e sono infastidito dalle prese per il culo commerciali “scegli la taglia di accumulo più adatta a te”, pechè è una presa per il culo e basta.

Se vogliamo davvero arrivare all’indipendenza energetica con un sistema di accumulo, dobbiamo accumulare d’estate e utilizzare d’inverno, e in ogni caso più capiente è l’accumulo più avremo benefici. Inutile tentare di dimostrare il contrario.

Se devi scegliere un sistema di accumulo, con tutti i microdifetti che ho trovato nella Tesla Powerwall 2, oggi consiglierei solo ed esclusivamente quella.

Il rapporto qualità prezzo è il migliore in assoluto, e dopo averne avuto la necessità, anche l’assistenza, se ti affidi ad aziende serie, non ai soliti 4 scappati di casa che commercializzano batterie come fossero caramelle e quando hai bisogno scappano via e non li trovi più.

La differenza tra un azienda seria, che ti manda i suoi dipendenti ad installare una batteria invece della solita società commerciali sono enormi, ma son sicuro che molti che arrivano a leggere queste due righe preferiscono risparmiare 500 euro oggi…

Se vuoi saperne di più, e vuoi capire come integrare al meglio una batteria di accumulo nel tuo impianto o meglio ancora nella tua strategia per l’indipendenza energetica, compila il modulo sottostante e richiedi la mia analisi telefonica.

  • Michele ha detto:

    Interessante approccio consulenzial/commerciale

    • Devis ha detto:

      Grazie Michele,

      in un tema complicato come quello dell’accumulo, che si intreccia con le normative Italiane di riferimento, non è facile spiegare le cose in modo semplice.

      Mi auguro di essere stato il più chiaro possibile, in caso ti prego e invito chiunque a farlo, chiedete tutte le info in merito.

  • Olivo ha detto:

    Interessato conoscere le caratteristiche
    tecniche delle batterie Tesla per accumulo corrente pannelli fotovoltaici

    • Devis ha detto:

      Buonasera Olivo,
      le chiedo cortesemente di andare sulla pagina contatti e compilare il modulo
      Compilando il modulo sarò lieto di fornire tutte le informazioni più adatte alla sua esigenza.

  • Giorgio ha detto:

    Grazie. Per noi utenti ignoranti spesso è il brand a darci sicurezza e tesla è l unico brand di fama internazionale..

    • Devis ha detto:

      Ha centrato in pieno Giorgio, grazie per il suo commento.

      Dobbiamo tutti ringraziare questo brand. Oggi infatti il concetto di accumulo di energia inizia largamente a diffondersi. E questo è gran parte merito di Tesla e dei suoi esperti di marketing.

      Ciò non vuol dire che non sia all’altezza delle aspettative, anzi…

      Bisogna sempre tener conto di molteplici fattori quando si valuta un sistema di accumulo.

      Quello che più mi da rabbia non è il brand di Tesla o gli altri competitor, ma i furfantelli che bazzicano nelle rinnovabili che con il nome di Tesla “vendono il miracolo”, quelli sono il male peggiore, quello che dovremo debellare.

      Per correttezza comunque, nel prossimo articolo citerò i nomi di altri due brand molto famosi che, assieme a Tesla, coprono in toto la richiesta di accumulo di energia.

  • Albertino ha detto:

    Lei scrive “….Una di queste prevede che la potenza erogata dalla batteria, quando allacciata in corrente alternata, si sommi a quella del fotovoltaico. Quindi, sempre per essere chiari, se hai un fotovoltaico da 5 kW di potenza e vuoi aggiungere powerwall 2 che di kW ne dichiara 13, secondo la CEI 0 – 21, il tuo bel contatore monofase dovrà essere sostituito con uno trifase …”. Sono valutazioni tecniche SUPER ERRATE. FACCIA CHIAREZZA O RITORNI SUI BANCHI DI UN BUON ITIS O AD INGEGNERIA ELETTROTECNICA .

    • Devis ha detto:

      Buongiorno Albertino,
      la ringrazio per la sua opinione e mi permetto di fare chiarezza su quanto da lei espresso.

      Per prima cosa, questo è un blog riservato al cittadino, dove si parla in modo semplice e si discute, il mio scopo principale è quello di informare in modo efficace e di allertare dalle possibili cause disastrose che una gestione non corretta delle pratiche potrebbe portare al consumatore finale.

      Non è un blog riservato agli addetti del settore, ma visto che mi sento chiamato in causa come tale, sarò comunque felice di risponderle.

      La norma tecnica di riferimento è la norma CEI 0-21 redatta dal Comitato Elettrotecnico Italiano. La sua versione più aggiornata è la V2 che risale a Luglio del 2016. La trova qui: http://www.ceinorme.it/it/comunicati/news/568-norma-cei-0-21.html

      Cito testualmente quanto riportato:

      P.10 – Par 3.27
      Gruppo di generazione

      Complesso costituito dall’insieme del motore primo e del generatore elettrico. La presenza di un sistema di accumulo (non riferibile ad un UPS) in un qualsiasi impianto comporta che il suddetto sistema di accumulo debba essere considerato, ai fine della presente Norma, come generatore. Se il sistema di accumulo utilizza un generatore rotante per la connessione alla rete allora dovrà seguire le prescrizioni previste per i generatori rotanti. Se invece il sistema di accumulo utilizza un sistema di raddrizzamento/inversione (inverte lato rete) per la connessione alla rete allora dovrà seguire le prescrizioni previste per i generatori statici.

      E già questo paragrafo apre tutte le discussioni.

      P.14 – Par 3.61 bis
      Sistema di accumulo

      Insieme di dispositivi, apparecchiature e logiche di gestione e controllo, funzionale ad assorbire e rilasciare energia elettrica, previsto per funzionare in maniera continuativa in parallelo con la rete di distribuzione o in grado di comportare un’alterazione dei profili di scambio con la rete stessa (immissione e/o prelievo), anche se determinata da disconnessioni / riconnessioni volontarie di parte o tutto l’impianto. Sulla base di quanto sopra detto, qualsiasi sistema di accumulo, anche se connesso sul lato dc di un impianto di produzione, è da ritenersi sempre un generatore.

      E per concludere
      P.69 Cap 8.5
      Servizi di rete

      Allo scopo di evitare degrado nella qualità del servizio prestata della rete di distribuzione (sia in Bassa sia, indirettamente, in Media tensione), nonché di consentire il sicuro esercizio della rete di trasmissione in presenza di ingenti quantità di generazione distribuita, gli Utenti Attivi con generatori destinati a funzionare permanentemente in parallelo con la rete sono tenuti al rispetto delle seguenti prescrizioni. Tali prescrizioni risultano anche finalizzate, in prospettiva, al rispetto del disposto del DM 5 maggio 2011 (art. 11 comma 3).
      Per gli ORC, le prescrizioni relative ai servizi di rete si applicano in funzione della tipologia di connessione alla rete. […]
      Se in un impianto di generazione è presente un sistema di accumulo, anche insieme ad altri generatori di qualsiasi tipo, il suddetto sistema di accumulo è da considerarsi singolarmente ai fini delle prescrizioni dei servizi di rete.

      Nota: La potenza nominale dell’impianto di generazione da considerare è tuttavia sempre pari alla somma dei generatori e/o sistemi di accumulo installati. Quindi se si prende ad esempio il caso di un sistema fotovoltaico da 20 kW e un sistema di accumulo da 20 kW, collegati sul lato in alternata dell’impianto di generazione, la potenza di riferimento da considerare è pari a 40 kW.
      A parziale deroga di quanto sopra indicato, il caso dell’insieme costituito da uno o più generatori e uno o più EESS, collegati sul bus DC di un inverter viene considerato come un unico generatore, al quale compete la fornitura di servizi alla rete.
      NOTA Ciò per tener conto che la presenza di due o più apparecchiature sullo stesso bus DC necessita un loro coordinamento da parte del sistema di controllo presente e quindi le suddette apparecchiature non sono indipendenti tra loro.
      In tal caso, la potenza nominale dell’impianto di generazione da considerare è quella dell’inverter che connette il sistema alla rete. Quindi nel caso di un sistema FV da 20 kW con sistema di accumulo da 20 kW, collegati tra loro sul bus DC dell’unico inverter (da 20 kVA) verso la rete, la potenza da considerare è quella nominale dell’inverter.

      Ciò riportato, sottolineo i passaggio, che se non vi fosse ancora chiaro riportava: “Una di queste prevede che la potenza erogata dalla batteria, quando allacciata in corrente alternata, si sommi a quella del fotovoltaico. Quindi, sempre per essere chiari, se hai un fotovoltaico da 5 kW di potenza e vuoi aggiungere powerwall 2 che di kW ne dichiara 13, secondo la CEI 0 – 21, il tuo bel contatore monofase dovrà essere sostituito con uno trifase.”

      Si parla di “una” di queste e l’allusione è più che comprovata.

      Oltre che a quanto riportato, per esperienza diretta con i distributori di rete, la questione è molto più delicata di quanto sembra, e le opinioni, difronte alla norma tecnica stilata dalla CEI 0-21 e dai pareri (peraltro a volte contrastanti) di Enel distribuzione Spa e dagli altri distributori di rete poco conta.

      Detto questo Albertino, dopo aver fatto chiarezza come da lei richiesto, le auguro una buona continuazione e la invito a rileggere con la dovuta attenzione la norma di riferimento, la invito a dialogare con almeno una trentina di uffici di Enel distribuzione per richiedere le connessioni attive dei sistemi di accumulo lato alternata, e le auguro un buon lavoro.

  • guerrini franco ha detto:

    nella normativa, si parla sempre di impianti fotovoltaici collegati alla rete, e se questi impianti non fossero collegati alla rete di distribuzione, la normativa CEI 0-21?……..mi riferisco ad impianti OFF-GRID. penso che i problemi della potenza dei sistemi di accumulo, sia superata visto che l’impianto fotovoltaico non andra’ mai a connettersi in rete. e’ una mi opinione!

    • Devis ha detto:

      Buongiorno Franco, grazie per averci lasciato un commento.

      Ha perfettamente centrato il punto.
      Ad oggi ci sono soluzioni di produzione ed accumulo certificate CEI 0-21 che non obbligatoriamente devono essere connesse in rete.

      Difatti sono molto utili quando, per esempio, un’abitazione ha il contatore monofase e ha consumi superiori agli 8000 kW/h.
      Proprio questo argomento, sarà il tema principale del prossimo articolo che sarà pubblicato sul blog Sabato 11/2.

      Il tema dell’accumulo è delicato, quello dell’accumulo non connesso in rete lo è ancor di più.

      Come ha potuto vedere anche tra i “tecnici” del settore la confusione tende a dominare, ma in realtà i dialoghi con le istituzioni ed i gestori di rete, per i professionisti del settore ci sono e continuano

      Oggi siamo nella condizione di poter offrire soluzioni valide ed efficaci anche in questi termini, senza prevaricare normative e leggi, ma semplicemente proponendo la soluzione ideale all’esigenza del cliente.

  • riccardo ha detto:

    Buonasera, approfitto di questo forum per cercar di capire l’argomento TESLA 2. Sto restaurando un rustico, ho scelto di utilizzare solo corrente elettrica sia per il riscaldamento che per l’uso domestico, monterò il fotovoltaico per kw9,6, il contatore dell’enel sarà da kw15 quindi TRIFASE. ……è vero che la tesla funziona in monofase? …per avere un impianto fatto a regola d’arte, quindi non ratoppato, cosa devo fare? ….aspettiamo le novità? Spero che qualcuno faccia luce su questo argomento perché i soldini da sborsare non sono pochi e avrei piacere di non pentirmi delle mie scelte. Vi ringrazio anticipatamente!

    • Devis ha detto:

      Buonasera Riccardo, grazie per il commento.

      Ci tengo a precisare che pur essendo l’azienda certificata come installer e reseller autorizzati da Tesla, per l’impiego che lei ci descrive al momento non la consiglierei proprio.

      Come lei stesso ammette, nel suo caso i soldini da sborsare sono tanti e, prima di spenderli credo che anche a lei piacerebbe sapere o piacerebbe avere un minimo di risultato finale presunto (a livello di consumi e, puramente in termini di costi/benefici)

      Al momento non ci sono novità da attendere, il mercato offre tutto quello che serve, solo che per conoscere la soluzione alle varie necessità di tutti i giorni, ci vuole una preparazione di base che ci rendiamo conto non essere alla portata di tutti.

      Tuttavia, senza farle promessa alcuna le consiglierei di approfittare della fase di lancio della nostra Analisi dei Consumi di Energia®.

      In poche parole si tratta di una misurazione delle sue abitudini e dei suoi futuri consumi, che ci consentirà poi di suggerirle quale sia la miglior soluzione per far fronte ai futuri consumi di energia. Trova tutte le informazioni del caso nella pagina dedicata.

      Le preannuncio comunque un informazione, ad oggi, 21 febbraio 2017, non abbini il nome Tesla ad un impianto in trifase, non è possibile.
      In compenso può valutare altre soluzioni che non hanno nulla di invidiare alle azioni di marketing californiane ma, si focalizzano proprio a risolvere le sue necessità.

      Per altre informazioni, non esiti a rispondere o a contattarci, un saluto.

      • riccardo ha detto:

        La ringrazio per la tempestiva risposta, …sinceramente speravo che ci fosse qualcosa all’orizzonte… penso comunque che per ora farò installare materiale solaredge (ottimizzatori, inverter trifase) sperando che tesla ci delizi con una chicca (trifase) prossimamente.
        cordiali saluti

        • Devis ha detto:

          Grazie a te Riccardo,
          sicuramente non fai una cattiva scelta, ma sei sicuro che ti serva per forza di cose la trifase?

          Hai una stima dei consumi annui che la tua nuova abitazione avrà dopo la ristrutturazione?

          Lo sai che ci sono delle novità molto importanti per chi ristruttura e necessita di molta energia?

          Ti faccio queste domande perchè analizzando bene le necessità, non è detto che la soluzione sia perforza trifase anzi…
          Ho già fatto evitare la trifase in più di qualche occasione, magari il tuo caso rientra tra quelli.

          Parlando a 360°, soprattutto della parte impiantistica, spesso tendiamo a dar per scontato che un consumo elevato richieda perforza una connessione in trifase, ma come accade sovente, possiamo trovare una soluzione per rimanere nel range monofase.

          Pensaci bene.

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