Accumulo fotovoltaico, conviene aggiungerlo all’impianto?

conviene accumulare energia

Accumulo fotovoltaico, tutti ne parlano e tutti i produttori pronti a giurare di avere la soluzione efficace per arrivare all’indipendenza energetica.

Tutti bugiardi…

Accumulo fotovoltaico, ma conviene accumulare energia?

E’ la domanda del momento, e se pur così banale, in verità nasconde molte insidie.

Ma iniziamo a farci le idee un po più chiare.

Sarebbe opportuno chiederti se parliamo di energia termica o elettrica, ma visto che oggi la parola d’ordine è accumulo fotovoltaico, do per scontato che sia energia elettrica.

[su_frame]Il fermento che riguarda gli accumulatori per fotovoltaico, le batterie per fotovoltaico o gli accumulatori di energia come vogliamo chiamarli adesso, è tanto…[/su_frame]

Innanzitutto dipende dalla persona che me lo chiede, perchè devi sapere che la differenza tra una richiesta che arriva da un utente privato ed una richiesta che arriva da un’azienda artigiana… E’ abissale.

Basta pensare alla routine quotidiana, la mia per esempio.

Durante il giorno sono in ufficio a scrivere sui blog, a rispondere ai clienti, a compilare documenti e, perfortuna sempre più spesso, in giro a far sopralluoghi legati a ristrutturazione e nuove costruzioni.

Di giorno consumo molta energia in ufficio e a casa molto poca, viceversa la sera, a casa spendo energia e in ufficio… quasi tutto spento.

E quando producono energia i nostri impianti fotovoltaici?

Di giorno ovviamente, e solo quando il sole splende e la luce da inizio alla conversione fotovoltaica.

Detto questo possiamo intuire che durante il giorno gli uffici e le aziende in genere, riescono ad utilizzare l’energia prodotta dai loro impianti, mentre nelle nostre abitazioni si delinea una chiara necessità di installare una soluzione che ci permetta di accumulare di giorno quello che produciamo per utilizzarlo la sera quando siamo a casa ed effettivamente ne abbiamo bisogno.

Ora te la dico tutta, e te lo dico dopo aver visto i numeri di centinaia di impianti.

[su_box title=”Fotovoltaico con accumulo, come funziona?” style=”noise” box_color=”#c8ab2d” radius=”5″]Il fotovoltaico produce la energia che ci serve, cerchiamo di utilizzarla il più possibile mentre la stiamo producendo e, quella che durante il giorno produciamo in più, la accumuliamo in batteria e ce la riprendiamo quando serve. Non è un concetto difficile.[/su_box]

Nelle nostre case il sistema di accumulo è il futuro (sarà… quando accumuleremo d’estate per l’inverno).

Inutile star qui a tirarci per il naso e nascondersi dietro ad un dito.

Nelle nostre aziende è diverso. In tutte quelle realtà dove si lavora di giorno, un impianto tradizionale apporta un risparmio molto importante, che ogni imprenditore che ha un capannone proprio ed un attività che vi scorre sotto, dovrebbe prendere in considerazione.

Ti dirò di più, Il fotovoltaico ci ha fatto gridare che da qui a pochi anni potremo veramente essere indipendenti, e con l’avvento degli accumuli di energia il grido diventa sempre di più una realtà. Oggi è possibile autoprodurre tutta l’energia che serve per le nostre abitazioni, immagazzinarla in batterie appositamente studiate e riprendersela appena necessario. Non è un sogno. E’ realtà.

E’ doveroso però, fare anche un’altro ragionamento: Quando parliamo di accumulo, non pensiamo solo a quello sottoforma di energia elettrica, pensiamo anche agli accumuli di energia termica, ovvero acqua calda sanitaria. Altro componente molto importante e pesante del caro bollette.

Visto che il mio scopo principale è quello di farti toccare con mano il risparmio energetico, è giusto tenere in considerazione anche questo.

Infatti oggi possiamo accumulare acqua calda sia per uso sanitario che per uso tecnico (si intende acqua ad uso tecnico quella per il riscaldamento).

Sicuramente se la tua casa ha un riscaldamento a bassa temperatura, cioè uno a pavimento o un radiante, la scelta dell’accumulo anche per il riscaldamento prende ancora più piede. Ma anche se casa tua è riscaldata con i radiatori in acciaio o in alluminio, non è detto che sia una scelta sbagliata.

Come in tutti i casi ci vuole un sopralluogo, un’analisi certosina e una chiacchierata fatta a dovere.

Se tu vuoi raggiungere l’indipendenza energetica, io devo capire quali sono le tue esigenze reali, e lo faccio in questo modo pratico

Il punto è che abbiamo una spada di Damocle che pende sulle nostre teste, questa spada si chiama bolletta.

E’ come un mutuo perpetuo che ricade su di noi, ma oggi possiamo liberarcene, possiamo alleggerire quel peso in modo veramente sostanzioso.

In certi casi possiamo anche eliminare una delle due bollette (quella del gas per intenderci), però lo sai che per eliminare la bolletta del gas devi autoprodurre una quantità di energia pari alla somma tuo fabbisogno elettrico più quello termico.

Altrimenti rischi di eliminare la bolletta del gas e di trovarti con un mutuo per l’energia elettrica che non ha eguali.

Se non lo sai ti spiego anche un’altra triste verità, più energia consumi e più ti costa, infatti in italia sembra che consumare energia stia diventando un reato grave punibile con l’aumento esponenziale dei costi!

Ma siccome non sono sicuro che tu abbia capito bene, e io magari mi sono espresso dando per scontato alcuni concetti di base, faccio un esempio pratico.

A esempi di costo energetici fatti, ragionando con i dati medi che vengono forniti dall’ISPRA o dall’AEEG, ti porto due esempi concreti di seguito.

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Accumulo fotovoltaico, conviene pensare oggi alla batteria di accumulo per il tuo impianto?

Conviene accumulare l’energia prodotta, quando l’utenza è domestica?

 

L’abitazione tipo che prendiamo a campione, è una casa di nuova costruzione NO GAS, con cottura ad induzione e pompa di calore, disposta su due piani per un totale di 160 m2.

Il nucleo è composto da 4 persone, con i figli che iniziano adesso il percorso scolastico.

Il loro consumo annuo si attesta a circa 7500 kWh.

E’ stato fatto un fotovoltaico da 6 kW di potenza che annualmente riesce a produrre circa 7300 kWh.

Senza l’accumulo l’abitazione riuscirebbe ad utilizzare una percentuale che varia tra il 30% ed il 35% di quanto prodotto dal proprio impianto.

Con un accumulo di 10 kWh invece, l’abitazione riuscirebbe ad utilizzare una percentuale che varia dal 75% all’85% di quanto prodotto dal medesimo impianto.

Di sicuro, l’abitazione che sceglie l’accumulo potrà senz’ombra di dubbio assaporare la bellezza di autoprodurre e autoconsumare una grossa parte dell’energia prodotta e, si fregierà a maggior titolo di avere una casa quasi a zero emissioni.

Manca ancora qualcosina per arrivare al 100% di autoconsumo ma, piano piano ci stiamo avvicinando sempre di più.

Conviene accumulare l’energia prodotta, quando l’utenza è aziendale?

Azienda campione, classica PMI Italiana, 8 lavoratori di cui 3 interni e 5 dipendenti che lavorano.

Azienda no gas, caldo e freddo con pompa di calore e riscaldamento dell’acqua calda sanitaria con un bollitore elettrico.

Consumo annuo di circa 25000 kWh.

L’azienda realizza un impianto fotovoltaico da 19 kWp che annualmente produce 21000 kWh.

Senza accumulo il fotovoltaico da solo apporta il 70% del fabbisogno energetico di tutta la struttura.

Abbinando un sistema di accumulo da 10 kW, l’autoconsumo salirebbe forse all’85%.

Risultato dei test?

Non lo posso dire io… 🙂

Di sicuro l’accumulo in entrambi i caso aumenta l’autoconsumo dell’energia prodotta e aumenta il valore dell’abitazione.

Ma il valore non è quello che molti di noi fanno utilizzando formule matematiche per capire i tempi di rientro.

Il valore dell’accumulo è racchiuso nel percorso di transizione energetica che lui stesso ci fa toccare con mano.

L’avvicinarsi sempre di più a soddisfare e coprire tutto il fabbisogno energetico, che si tratti della casa o che si tratti dell’azienda, diventa un obiettivo sempre più tangibile.

Ma l’aspetto da non sottovalutare assolutamente è quello etico.

Oggi infatti, autoprodurre la propria energia e stoccarla per utilizzarla il più possibile è un’azione fondamentale per passare dalle fossili alle rinnovabili.

E in più, con l’arrivo e la diffusione in larga scala delle colonnine di ricarica, siamo pronti a debellare la lobby del petrolio.

Vuoi unirti a questa crociata e vuoi ottimizzare al massimo il tuo impianto fotovoltaico?

Parti col piede giusto e analizza il tuo fabbisogno giornaliero, poi pensa alla soluzione.

[su_divider text=”Torna su”]

 

Domande e risposte frequenti:

  • Parto con la prima, se cerchi su San Google “costo fotovoltaico con accumulo”…
    • Troverai un mucchio di risposte a partire da… ma prima di cercare il prezzo, sai di quanta potenza hai bisogno?
  • Come si dimensiona un accumulo fotovoltaico?
    • Non è semplice rispondere in due righe, ma riflettendo a lungo su questa domanda sono arrivato ad una conclusione: non pensare ad accumulare di giorno per sfruttare la sera, pensa ad accumulare d’estate per sfruttare d’inverno. In sostanza ora non siamo pronti ma, volendo, pensa sempre ad accumulare più che puoi.
  • Come funziona il fotovoltaico con accumulo?
    • Quando produci più di quello che consumi, carichi la batteria. Quando consumi più di quello che produci prendi dalla batteria. Se la batteria è scarica e ti serve corrente la prendi comunque dalla rete e se la batteria è carica e produci molto, immetti in rete il surplus.
  • Se la ricerca che ti porta qui è “fotovoltaico con accumulo costo”…
    • prendi il tuo impianto fotovoltaico ottimizzato e aggiungi mediamente dai 7 ai 9000 € per un prodotto di fascia alta. Poi se vuoi puoi scatenare la guerra del prezzo e troverai sempre qualcuno pronto a farti uno sconticino in più ma… Incrocia sempre le dita, se paghi poco non puoi pretendere il massimo, anche se a tutti noi piacerebbe pagare come una Fiat l’ultima Ferrari appena prodotta…

 

Le domande su questo tema possono essere veramente tantissime, e ti invito a fare tutte quelle che vuoi nel form dei commenti qui sotto.

10 commenti su “Accumulo fotovoltaico, conviene aggiungerlo all’impianto?”

  1. salve a tutti la mia domanda è, se il costo è 2000 euro a kw e per avere una minima autonomia sono richiesti 6 kw, quando cavolo si ripaga l’impianto? tanto più che non sono impianti eterni e che mi sembra sia tutto sul nascere quindi in evoluzione tecnica e spero anche commerciale

    1. Buongiorno Carlo,
      il costo degli impianto fotovoltaici oggi è supportato dalle detrazioni fiscali, che nel caso specifico sono del 50%.
      Con questo meccanismo, possiamo affermare che in pieno rispetto della green economy, in un tempo che varia tra 7 e 9 anni, il costo viene ampiamente ripagato.

      Sul fatto che non sono impianto eterni o che ci siano evoluzioni commerciali, di certo è vero, ma se prendiamo per buona l’affermazione che l’anno prossimo costerà la metà, sprecheremo tempo e butteremo un sacco di denaro, perchè oramai il fotovoltaico è una tecnologia matura.

      Quello che cambierà in realtà è la resa, che tradotto in pratica per noi, vuol dire che per realizzare la stessa quantità di energia, probabilmente occuperemo meno spazio.

      Per una valutazione economica, ci sono molti fattori da mettere sul piatto.

      Pensi al suo “costo energetico annuo”.

      Pensi alla possibilità di risparmiare, per fare un esempio, il 60%.

      Pensi a quanti soldi regala ai fornitori energetici per non fare nulla…

      Ora le faccio io la domanda, conviene star fermi e regalare i propri soldi ai fornitori di energia o conviene investire nelle rinnovabili?

      1. veramente io mi riferivo al costo dell’accumulo ma visto che il discorso è finito sul fotovoltaico, posso affermare con cognizione di causa avendo un impianto da 6 kw esposto al 100% a sud che i costi per l energia sono diminuiti ma non nella misura indicata bensi tra un 20 forse 30% e quindi l’impianto pur considerando i contributi non si ripaga

        1. Carlo,
          leggo nel post che mi ha scritto nell’altro articolo, che lei ha una connessione in trifase ed un impianto fotovoltaico in monofase.

          Sono più che convinto che lei abbia dei ritorni economici non soddisfacenti, di base è un grossissimo errore di progettazione.
          Fortunatamente è reversibile, nel senso che “correggere la connessione” può solamente portarle un beneficio.
          Per correggere intendo sostituire l’inverter, adeguare l’impianto ed inviare la modifica al gestore di rete.

          Non ci sono altre soluzioni o altre strade, prima si sistema l’errore e poi ragioniamo con gli accumuli.
          Altrimenti, sono il primo a dirlo, se regioniamo sull’accumulo in una situazione del genere, sprechiamo solo tempo e soldi.

  2. si ho un inverter monofase contro un contatore enel trifase, ma mi hanno sempre detto che ciò non comporta problemi per lo scambio sul posto

    1. Carlo, è vero che per lo scambio sul posto non cambia,
      nel senso che comunque tutto funziona a regola d’arte.

      Ma rimane il fatto che, tu assorbi da 3 fasi ed il fotovoltaico ti aiuta
      a risparmiare solo su una.

      Come ti dicevo comunque, è un processo reversibile,
      se ti fa piacere scrivimi i dettagli dell’inverter in privato e ti confeziono la soluzione ideale.

  3. Buongiorno,
    ho una domanda..conviene davvero la batteria di accumulo se ho un impianto fotovoltaico da 6kwp e una ho una pompa di calore da 10 Kw per riscaldamento e acs? Ho paura che in inverno tutto quello che produco dall’impianto fotovoltaico me lo puppi la pompa di calore e l’utenze di casa.

    Grazie
    Saluti
    Luigi

    1. Devis Barcaro

      Ti sei risposto da solo.
      Economicamente non sta in piedi, è un oggetto del desiderio, non un investimento.

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